Autore: Patrizia Perotti

STAI USCENDO CON LA PERSONA SBAGLIATA? I SEGNALI PER CAPIRLO

Ti piace, ti attrae, sembra il tipo o la tipa giusta per te.
Quando siete vicini, sembrate due calamite.
Eppure qualcosa, quasi impercettibile, sembra non quadrare nel modo giusto.
In questi casi, quando il tuo istinto sta urlando che devi stare attento, non conviene mai mettere la testa sotto la sabbia. Se ti imbarchi in una situazione sentimentale sbagliata, la sofferenza sarà tanta, e rischi di portarne gli strascichi dietro per anni. Le relazioni negative segnano, e a volte riescono a rovinarci e a compromettere la nostra intera esistenza.
La solitudine spesso ci fa prendere decisioni sbagliate, ci fa scegliere persone che andrebbero bene per una notte, con cui un domani diremo che “io con quello lì non ci avrei preso nemmeno un gelato, eppure l’ho sposato”.
Oggigiorno ci sono anche tante persone separate che cercano di farsi piacere la qualunque, pur di non rimanere soli. Come comunemente si sente dire, “abbassano le pretese”, perchè pensano di non potersi meritare altro che mediocrità. Accontentarsi in amore ci rende infelici e tristi. Se vi siete lasciati alle spalle un matrimonio fallito, non fallite nuovamente scegliendo relazioni sbagliate e di comodo.
Qui di seguito troverete i segnali evidenti da cogliere al volo, quando state uscendo con una persona palesemente sbagliata:

1) PARLA TROPPO DI SE’
Quello di cui non avete bisogno, è senza dubbio di qualcuno che non fa che stare al centro del mondo. “Io questo, io quello, io qua, io là”. Sembra concentrato su di sè e quando è il vostro turno di parlare, appare quasi distratto? Si fa i complimenti da solo, mentre per voi riserva solo qualche parola gentile scontata? Scappate. Nella sua vita c’è posto solo per se stesso e per i suoi bisogni.
2) I SUOI AMICI IGNORANO CHE ESISTI
Quando una persona è seriamente interessata, una delle prime cose che fa, è parlarne con un amico fidato, o a volte con l’intero gruppo di amici.
Quando qualcuno si sente lusingato dalla vostra presenza, se si sente fiero di uscire con voi, avrà veramente voglia di farvi vedere al mondo, e non solo agli amici.
Se chi state frequentando vi tiene come un segreto da non svelare, vuol dire che non è affatto convinto di voi, e spera semplicemente di concludere qualche bel periodo di serate.
3) VUOLE STARE CON TE SEMPRE IN CASA O IN LUOGHI APPARTATI
Frequentarsi con qualcuno, vuol dire più che altro uscire pubblicamente senza impegno, con la precisa intenzione di conoscersi più a fondo. Quando chi frequenti ha fretta di correre sul divano o a letto, o in macchina appartati, non vuole altro da te, che sesso fine a se stesso.
4) NON RISPETTA I TUOI TEMPI
Non sentirti in torto se hai i tuoi tempi da rispettare, sia per decidere se intraprendere una relazione, sia per avere rapporti completi con questa persona. Se la persona con cui esci fa pressione in questo senso, e magari ti ridicolizza dicendo che non hai più 15 anni, prendi le distanze e stai pur certo che di te non gliene importa nulla. Ha solo voglia di concludere.
5) NON TI DIVERTI IN SUA COMPAGNIA E FATICATE A INTENDERVI
Gira e rigira noti che avete poco da dirvi, che ci sono spesso silenzi imbarazzanti, che provi un vago senso di noia che cerchi di colmare.
A volte sembra che parlate due lingue differenti, provi difficoltà nel farti capire da questa persona.
Con chi stai bene, anche i momenti di silenzio, parlano. Ti senti appagato solo a stare accanto a questa persona, non provi imbarazzo e noia, ma anzi ti senti in pace col mondo quando stai con lui/lei.
Con chi stai bene, magari non vi levate le parole di bocca, ma vi capite al volo, usate lo stesso linguaggio, e non ti serve troppo per intendervi.
Se questo non accade, la tua anima ti sta avvertendo: non è la persona che fa per te.
6) E’ PRESENTE SOLO SU WHATSAPP
Non significa nulla se ti manda il buon giorno, la buona notte, le foto del suo panino, e anche quelle del suo cane mentre fa i bisogni al parco. Non c’è niente di più facile che mandare qualche messaggio scontato anche ogni mezz’ora. Alla fine è anche un ottimo passatempo per chi lo fa.
Contano i fatti. Quanto tempo veramente questa persona investe con te e per te. Quanto lo senti vicino in quel che ti accade. Quanto sai di poter contare su di lui/lei.
7) NON SA MANTENERE LE GIUSTE DISTANZE
C’è chi si appiccica come un francobollo perchè in realtà ti ha scelta perchè eri l’unica opzione possibile, e aveva bisogno di non sentirsi solo. E c’è chi invece scompare anche per settimane, perchè chissà chi e cosa vuole, e tu rimani lì in punta di piedi per non disturbare.
Se chi frequenti ha difficoltà ad avere con te una continuità regolare ma non assillante, in realtà non vuole veramente te.
8) QUESTA RELAZIONE NON E’ FONTE DI GRATIFICAZIONE
Se non ti fa sentire speciale, non vede in te qualcuno di unico, non si sente fortunato ad averti, non ha gesti gentili, o li ha solo di rado, non ti fa complimenti sentiti, non ti gratifica in alcun modo, e anzi ti ridicolizza, sminuisce, ti fa sentire invisibile e inadeguata, hai senza dubbio a che fare con una persona assolutamente sbagliata.
Queste saranno le cose che ben presto ti faranno perdere la stima di te stesso.
E ancora, non è una persona propositiva, non ti stimola se non per un senso (e forse nemmeno per quello), non si interessa alla tua vita, non riesce ad esserne partecipe veramente, non si dà da fare per aiutarti quando hai bisogno, non condivide nulla con te, non mostra empatia verso di te, non ti sprona a migliorare.
Questi motivi bastano e avanzano per sentire presto questa persona come un fantasma inutile nella tua vita.

Ricordate sempre che è meglio una dignitosa solitudine, che la compagnia di qualcuno a cui di voi non importa nulla.
Voler bene a se stessi è proprio questo: non darsi in pasto a chiunque, e sentire di meritare qualcuno in grado di amare e capire. Qualcuno che sta scegliendo veramente te.

-Patrizia Perotti-

PERCHE’ I MATRIMONI DI OGGI FALLISCONO O NON SONO FELICI

(Il matrimonio: prevenire è meglio che curare)

Se un tempo si sentiva ridacchiare bonariamente sul detto “Il matrimonio è la tomba dell’amore”, oggi si è smesso di ridere e questo detto si è tramutato in una triste realtà.
Moltissime coppie divorziano, mentre molte altre continuano a stare insieme pur sostenendo di non sentirsi felici e appagati.
Alcuni di buona volontà si recano dagli specialisti del settore per intraprendere terapie di coppia e cercare di salvare il salvabile.
Altri, la maggior parte, si rifugiano dentro al letto di qualcun altro, o ricorrono alla separazione, e in entrambi i casi le motivazioni per lo più non sono gravi.
Piuttosto che curare dopo, bisognerebbe educare le coppie che si affacciano all’idea di una vita comune, alla prevenzione. Impossibile? Assolutamente no.
I corsi prematrimoniali a cui partecipano le coppie che andranno a formare una famiglia, potrebbero essere la base ideale per una maggiore e più vera consapevolezza di coppia. Invece questi corsi, peraltro esclusivamente cattolici, e quindi non estesi a tutte le coppie, vengono proposti solo nel caso in cui il matrimonio sia imminente, e il loro scopo è quello di incoraggiare le coppie al matrimonio, perseverando nella visione romantica che si ha di esso, e valutando aspetti poco importanti della vita matrimoniale (come schiaccio il tubetto del dentifricio, o se mentre dormo tolgo le coperte di dosso a mio marito). Praticamente barzellette. Un compito affidato a mani di semplici coppie quasi incompetenti di quello che piuttosto dovrebbe essere un percorso formativo di consapevolezza e discernimento.
Nessuno ci fa caso, ma la motivazione principale per cui un matrimonio fallisce, è da ricercare proprio nel motivo per cui due persone si sono legate. Il motivo vero ovviamente. Perchè tutti, chi più chi meno, asseriscono di essersi sposati per amore. Per poi dichiarare che ad un certo punto l’amore è finito. No, l’amore non finisce così.

Qual’è il problema allora?
Il fatto è che nessuno ci educa all’amore. Nel senso che nessuno ce lo ha mai spiegato. E siamo andati in giro per le strade di questa vita brancolando nel buio, credendo che fosse amore anche un calesse (come ci insegna un film) e scambiando per amore qualunque altra cosa.
In fin dei conti, quali sono i veri motivi per cui le persone si uniscono in matrimonio?
1) I figli (Desidero una famiglia, voglio sistemarmi, non voglio stare solo)
Biologicamente parlando, purtroppo per le donne si possono avere figli fino ad una certa età, e a causa di questo fattore, scatta in ogni donna il famoso “orologio biologico”, che manda letteralmente in tilt qualunque donna, anche quelle sane di mente. Moltissime donne compiono, tra i 28 e i 35 anni, scelte sentimentali assurde, che mai e poi mai avrebbero preso in considerazione se solo avessero avuto un’altra età, e se il panico di non poter diventare madre non avesse avuto il sopravvento.
Anche diversi uomini a dire il vero aspirano a vivere la loro paternità, e compiono lo stesso errore, magari vedendo che molti amici hanno già prole, o vedendosi già in età matura (di solito over 30 o 40), e ci si sente di aver fatto tutto, tranne un figlio.
Quando si desidera una faimiglia, e la si desidera tanto, è assurdo a dirsi, ma andiamo a prenderci chiunque sia disponibile in quel momento e ci affezioniamo a chi abbiamo davanti, perchè sappiamo che quella persona soddisferà il nostro desiderio. Una volta realizzato, la foga del desiderio andrà a scemare, finchè non ci ritroveremo davanti qualcuno che senza rendercene conto non abbiamo mai amato davvero.
2) Fidanzamenti lunghissimi o fidanzamenti lampo.
Si sta insieme da giovani, si cresce insieme, e non si riesce più a vedere se stessi senza quella persona. E’ amore? Niente affatto. Si chiama abitudine, affetto. Un campanello d’allarme in queste coppie dovrebbe essere la sessualità, che di solito dopo tanti anni và a scemare di brutto. “Ma noi però facciamo tanti viaggi, abbiamo un cane, non litighiamo mai.” – diranno loro. – Beh non sono queste le cose che vi definiscono come coppia amorosa. Siete due amici che stanno bene insieme e che ogni tanto se gli capita fa sesso. L’abitudine non è amore. Potrete volervi bene infinitamente, ma ciò non basta per costruire un’unione che può sfidare il tempo. L’amore prima o poi sfonderà anche la vostra porta, romperà le vostre abitudini, e vi porterà altrove. O se avete le porte a prova di bomba, rimarrete in uno stato perenne di sottile (ma mica tanto) insoddisfazione.
Anche i fidanzamenti lampo sono insidiosi. Si scambia spesso il colpo di fulmine romantico con l’amore della vita. Un’attrazione cocente che dura il tempo dell’estste, per un amore da film. Bisogna fermarsi. Sposarsi sull’onda del momento è controproducente, anche perchè le onde si ritirano, e voi finite sulla sabbia bagnata di pancia. Ahio! Fa male, eh?
3) Stima, affetto, bene, riconoscenza, interessi comuni.
Diversi ignoranti ci hanno detto che quello che conta in una coppia è provare verso il partner sentimenti che possono essere provati anche quando non c’è amore. Tutti bei sentimenti, per carità, ma nessuno di loro ha come sinonimo la parola “amore”.
Logicamente bisognerebbe provare ANCHE questi sentimenti verso il partner. Ma quali sono i sentimenti veramente fondamentali? Innanzi tutto la chimica. Essa è primaria. Qua non stiamo parlando di mera attrazione fisica, che potremmo avere anche per un pefetto sconosciuto che passa per strada. Qua parliamo di quel legame di pelle inspiegabile e forte che unisce due persone. La stessa importanza la riveste il sentimento che proviamo. Meno riusciamo a spiegarlo, e più è autentico.
4) Avete scelto il partner con la testa, o per rabbia, o per rivincita, o perchè vi avrebbero invidiato, o perchè piaceva alla vostra famiglia e agli amici, o perchè socialmente era giusto per voi.
Potrà sembrare assurdo, ma la stragrande maggioranza dei matrimoni, si celebrano per i motivi sopraindicati.
Lasciano la donna che amano perchè non era adatta socialmente o per la loro famiglia. Non l’avrebbero mai accettata, e non perdiamoci nei motivi perchè sono veramente molteplici. E così scelgono quella che credono “la moglie perfetta”. Salvo poi ritrovarsi in casa con una donna con cui non si riescono a provare emozioni.
Oppure vengono lasciate dal fidanzato storico. Che smacco! Ed ecco che la rabbia innesca il desiderio di rivalsa. “Tu mi vedrai felice!” affermano desiderando vendetta. E sposano lui, non guardando in faccia niente e nessuno, vanno dritte come treni. Salvo poi svegliarsi un giorno e non capire nemmeno perchè stanno dormendo accanto a quell’uomo di cui a loro non importa nulla, e che decisamente non faceva per loro, da nessun punto di vista.
Di esempi ne potremmo fare a miliardi. A noi basta sottolineare che nemmeno qui si intravede lontanamente amore.
5) Idealizzazione dell’amore e del partner (Immaturi per sempre).
Chi pensa che l’amore vero è bello, liscio come l’olio, fantastico e brillante, non ha mai veramente conosciuto l’amore.
Chi pensa che “Lui è un disgraziato, ma con me cambierà”, ha seri problemi affettivi e di disistima che dovrebbe assolutamente curare.
Chi dice che “Io tradisco ma non faccio mancare nulla alla mia famiglia.”, crede davvero che il suo progetto familiare e di coppia non sia fallito? Lo è , eccome, nel modo peggiore: con la menzogna e l’inganno.
Chi crede che flirtare sui social sia un modo per svagare, dovrebbe chiedere a se stesso quali siano mai le calamità assaurde che sta affrontando, e se piuttosto il suo non è un modo infantile per cacciarsi nei guai. A volte alcuni mal sopportano la routine matrimoniale, e cercano sciocche vie di fuga, senza preoccuparsi del fatto che queste vie di fuga possono trasformarsi in “soluzioni” pericolose alla noia (spesso ingiustificata).

LE SOLUZIONI. Esistono?

Abbiamo quindi visto che la maggior parte dei matrimoni che non funzionano, non sono altro che il logico epilogo del motivo che ci ha inizialmente legati ad una persona.
Se il motivo non è l’amore, non possiamo pensare che raccoglieremo amore strada facendo. Si raccoglie sempre quello che si semina.
La prevenzione è la soluzione ottimale. Ma essa è possibile solo quando è presente una profonda onestà verso se stessi e verso il partner. E a sua volta questo genere di onestà è presente solo quando si diventa consapevoli di se stessi.
Prima di affrontare un passo importante come il matrimonio, bisogna chidersi onestamente quali desideri vogliamo realizzare attraverso esso.
Siamo veramente in grado di essere fedeli ad una persona per tutta la vita? E la persona che abbiamo accanto, crediamo che potrà ricevere senza sforzarsi la nostra totale fedeltà? Attenzione; qual’è la verità?
Amiamo questa persona? La apprezziamo? E lui/lei, ci apprezza? Dimostra di volere veramente il nostro bene? Ci piace? Ci attrae come nessun altro anche dopo diverso tempo? L’odore della sua pelle è per noi meraviglioso? Sentiamo questa persona profondamente dentro di noi, e sappiamo che possiamo contare su si lui/lei? Ciò che proviamo è forte e non si può spiegare? Questa è la strada giusta.
Sappiamo che il matrimonio vuol dire sacrificio? Non dobbiamo metterci in croce, ma nemmeno abbandonare il campo quando c’è da rimboccarsi le maniche. Sappiamo che potremo sbuffare cento volte, ma che dovremo comunque alzarci e fare con amore tante cose che non avremmo proprio voglia di fare? Sappiate che, soprattutto quando arriveranno i figli, sarà così.
Stiamo semplicemente seguendo la realizzazione di un progetto comune (il matrimonio, i figli, ecc), oppure stiamo scegliendo quella persona a prescindere? Se con questa persona non potessimo avere figli, lo sceglieremmo comunque? E’ davvero lui/lei che vogliamo? Attenti. E soprattutto sinceri.
Quando scegliamo qualcuno non per comlare la solitudine, e nemmeno per soddisfare i nostri desideri, ma lo scegliamo eslusivamente perchè è lui o lei, allora la nostra unione avrà buone possibilità di riuscita.
Questi sono solo degli input su cui poter riflettere.

Abbiamo una sola vita, e l’unico modo per viverla bene è capire quello per cui siamo veramente tagliati, e scegliere le strade che più ci renderanno appagati. Il matrimonio è uno dei passi che non tutti dovrebbero compiere, o più che altro è un passo che dovrebbe essere compiuto solo dopo aver chiaro quello che ci ha legato alla persona che vorremmo sposare.
Domandatevi se veramente sapete cos’è l’amore, o se state chiamando amore qualcosa che non lo è.
Il segreto infatti è sposarsi solo per amore. Amore vero. Solo quello.

-Patrizia Perotti-

Le persone da cui prendere subito le distanze

“Se l’avessi capito prima…”
Ce lo siamo detti tutti al termine di una relazione o frequentazione che ci ha delusi o semplicemente fatto perdere tempo. Ci rispondiamo che non potevamo saperlo, che le persone si rivelano dopo.
In un certo senso è veramente così, poiché all’inizio è facile mascherare la propria personalità, e anche perché eravamo talmente presi dalla situazione che stava per nascere, che abbiamo voluto vedere solo il buono che emergeva.
Eppure, pur mantenendo il desiderio di scoperta verso l’altro, ed uno sguardo fiabesco al quale non dovremmo mai rinunciare, è possibile sin dall’inizio capire con chi abbiamo a che fare, e se la relazione che vorremmo intraprendere sarà un bluff o no.
I primi approcci (non virtuali ovviamente) che abbiamo con una persona, ci rivelano più di quanto possiamo immaginare. Pertanto, il consiglio migliore in assoluto, è quello di ascoltare sempre l’istinto, quella vocina che non vi fa “masticare” del tutto una persona e vi dice che qualcosa di sottile non riuscite ad inquadrarla. Ascoltatela sempre!
Qui di seguito impariamo a riconoscere le persone da cui scappare immediatamente, senza perdere altro tempo.

CHI SI IDENTIFICA CON LA PROPRIA PROFESSIONE, O CON LE CONOSCENZE CHE HA, O COL PROPRIO STATUS
Una persona che senza che glielo chiedessimo, sta già lì a dirci che è un avvocato, un medico, un artista, ecc, punta sulla propria professione per “colpire nel segno.” Prima ancora di dirci come si chiama, ecco che sfodera il suo “Sono un ingegnere…”, tant’è che verrebbe da rispondergli “E chi diamine se ne frega?”
Sono persone che non hanno puntato su se stessi in quanto individui, ma credono (erroneamente) che il valore di una persona sia dato dai suoi risultati professionali, dal titolo conseguito, dal lustro che crede di avere nei riguardi della società. Se aspirate a persone che danno valore di più all’apparire e non all’essere, accomodatevi pure.
Le persone di valore, si pongono per quello che sono interiormente, e per quello che sanno dare ed essere, a prescindere dal ruolo sociale e professionale che occupano. Non si sentono superiori né inferiori a nessuno.
Discorso simile per le persone che vi raccontano subito che conoscono tizio e caio, o che hanno avuto gravi lutti o accadimenti per cui cercano in questo modo di attirare l’attenzione. I primi credono di non valere nulla, perché secondo loro hanno bisogno di sfruttare la conoscenza con questo e con quello pur di trovare considerazione; i secondi si pongono subito come “caso umano”, e cercano qualcuno che li salvi.
Le persone valide, pur avendo a volte vite scomode, terranno per ultime queste verità poco felici, non per nascondervi qualcosa, ma perché quelle verità fanno parte di quel lato della loro esistenza che l’individuo ha accettato e non può cambiare, e non sta cercando nessuno che lo tolga dalle sabbie mobili. E’ interessato a voi e basta. Si farà conoscere per quello che è.

CHI NON TROVA TEMPO PER VOI E VI CONSIDERA POCO
Mai come in questo caso, il buon giorno si vede dal mattino. Quando trovate persone sfuggenti, che vi cercano per come gli gira l’elica, che a tratti sembrano considerarvi, e a tratti sembra che non esistete, evitate di raccontarvi barzellette, e cioè che sono persone con una vita molto piena, ecc. La verità è che semplicemente hanno altro di meglio da fare. Possono avere un’altra persona in testa, o anche se non hanno nessuno in particolare, sono come le farfalle che si posano sempre su fiori differenti, o non sono del tutto interessati alla vostra persona, o si credono chissà chi nel pensare che devono sempre essere gli altri a cercarli. Perseverando, ne andrà della vostra autostima. Quando non interessate, mollate subito la presa. Chi si interessa veramente a voi, non avrà alcuna voglia di aspettare chissà quali tempi giusti per sentirvi o cercarvi.

LE PERSONE PRESE DI SE’ E TROPPO CONCENTRATE SULLA PROPRIA VITA
“Io, io, io, io…” “Il mio lavoro, i miei colleghi, i miei amici, i miei viaggi, la mia palestra, i miei interessi…” Davvero sperate di trovare un posto decente nella vita di queste persone?
Quando il mondo di una persona gira attorno a se stesso e ai dolci cavoletti suoi, difficilmente avrà voglia di trovarvi una giusta collocazione. Queste persone, se ci fate caso, parlano di sé continuamente, sin dai primi approcci. Questo perché pretenderebbero in realtà di diventare il centro della vostra vita. Il punto è che non sono assolutamente disposti a contraccambiare. Sono egoisti, e non di quel sano egoismo che a volte è necessario perché ci salva la vita, ma di quello brutto, quello che esclude ogni forma di vera e appagante relazione.
Se incontrate qualcuno che non fa che parlarvi di sé, dei suoi casini, di quello che fa o non fa, ma non sembra interessarsi alla vostra vita e alla vostra persona, sapete che avete a che fare con un perfetto egoista, e nessuno di voi avrà la bacchetta magica per poterlo cambiare.

LE PERSONE CHE SEMBRANO SUBITO PERFETTE
Avete incontrato qualcuno che recita subito la parte della “perla dell’umanità”? Fate attenzione! Dietro queste persone che sembrano rivelarsi subito eccellenti, fin troppo attente, ideali, presenti, si celano spesso persone che vogliono “comprarvi”. Narcisisti, o più semplicemente persone inaffidabili, che vogliono ottenere qualcosa di specifico da voi. Il troppo, stroppia, lo dice anche il detto. E un altro detto che uso spesso, dice che “In media stat virtus”. Le belle persone sono equilibrate. Non eccedono, né si assentano troppo. Ci sono sempre, ma senza essere invadenti. Non dipendono da voi, ma gli mancate.
L’equilibrio di qualcuno si sente, è tangibile.

LE PERSONE CHE NON HANNO AMICI VERI
Diffidate sempre da chi non ha amici stretti, quelli veri, quelli pochi ma buoni, quelli che durano da tanti, tanti anni. Essere circondati da conoscenti è un conto, come anche avere amicizie di circostanza, di facoltà, di gruppo, ecc. Avere amici veri da una vita, che vogliono bene veramente, è un altro conto. Vuol dire che negli anni si è riuscito a dare e a costruire dei rapporti di amicizia capaci di durare nel tempo. Vuol dire avere davanti qualcuno che ha dato peso alle persone più che alle cose, che non ha dato importanza alla moltitudine, ma alla sostanza. Vuol dire aver trovato qualcuno che tiene ancora ai valori, soprattutto qualcuno che ha saputo dare e non ha solo preso.

IL RAPPORTO COL CELLULARE, CON I SOCIAL E CON LE CHAT
Persone troppo gelose delle proprie cose? Profili social blindati? Cellulare che magicamente non esiste quando ci siete voi, o con la modalità silenziosa attivata? Continui accessi in altre chat mentre contemporaneamente parla con voi? Attenzione! Chi non ha nulla da nascondere, non nasconde nulla.
Il cellulare invece è perfettamente visibile, non riceve troppe notifiche, e quando le riceve nessuno corre a nascondere il mittente? Notate che il dispositivo non riceve molte attenzioni, ma viene comunque controllato in vostra presenza senza problemi? Bene, evidentemente questa persona non ha nulla di più interessante altrove.

Ci saranno periodi nella vostra vita in cui avrete proprio voglia che quella persona che avete incontrato, sia quella giusta. Ma non mentite a voi stessi, perché chi ne pagherà un giorno lo scotto sarete proprio voi. Aprite gli occhi, quelli dell’anima, quelli dell’istinto. Loro sono lì per suggerirvi cosa veramente fa per voi, e vi guideranno a non commettere errori che a volte diventano le croci della nostra intera esistenza.

-Patrizia Perotti-

IN AMORE VINCE CHI RESTA

IN AMORE VINCE CHI RESTA

 

Davanti ad un amore che si presenta più complesso, ormai và di moda dire: “Lascia tutto subito”, “Io non ci starei un minuto di più” , “Fossi in te avrei già mollato” …
In passato invece ci esortavano a lottare, ad insistere. Saggiamente.

Oggi ci si fidanza, ci si sposa, si sta insieme, per poi lasciarsi davanti alla prima crisi.
E’ come se questa società filofobica (che teme l’amore ed i suoi coinvolgimenti) abbia tutta la voglia di non farsi mai male e di vivere una vita falsamente meravigliosa, così come i social propongono.
Così, davanti ad una relazione, si fugge. In qualunque modo lo si possa fare.

 

°C’è chi fugge mollando la presa prestissimo.
Quando ancora le carte sono state appena messe in tavola, ed il rapporto necessita di trovare un suo equilibrio.
Si pensa infatti erroneamente che all’inizio di una relazione tutto dovrebbe essere rose e fiori. Forse questo accade nelle relazioni dove non ci si mette subito in gioco, magari perché non si ha troppa confidenza, o magari perché ancora accecati dall’innamoramento. Ma in realtà gli scontri sono giustificati a maggior ragione all’inizio, perché non ci si conosce.

°C’è chi fugge perché crede di averle provate tutte.
Fugge perché è sfinito, ma i sentimenti sono ancora vivi. Così facendo si rischia di tornare sui propri passi con un fardello di errori commessi pur di dimenticare l’altro, o commessi pensando di averlo già dimenticato, ubriacati dal periodo iniziale di maggiore leggerezza. Pertanto si ammassano problemi su problemi. Accadimenti che l’altro non riuscirà a perdonarci.
Oppure si corre il rischio di rimanere intrappolati in una relazione che ancora non si era esaurita, e che può compromettere le nostre scelte future. E’ la strada giusta per incontrare in futuro persone sempre sbagliate.
In realtà solo il cuore può decidere quando una relazione è veramente finita.

°C’è chi fugge ancor prima di aver provato a stare con qualcuno.
Lo fa, proiettandosi in un futuro inesistente, fatto di proprie fantasie e congetture, che probabilmente non corrisponderanno mai a verità. Oppure è la scelta di chi ha già in mente un modello preconfezionato di colui il quale dovrà innamorarsi. Salvo poi comprendere che non troverà mai esattamente ciò che cerca, e quindi eviterà soltanto di amare.
E’ questo il caso di chi previene prima di curare. Senza capire che l’amore non è una malattia, anzi è un’opportunità.
Si tratta esclusivamente di un alibi per non mettersi in gioco mai sentimentalmente parlando.

°C’è chi fugge tradendo il partner.
Rimane in coppia regolarmente, ma và con altri. E’ un modo come un altro per non assorbire mai totalmente l’andamento classico di una relazione d’amore normale, ed è anche il modo più adatto per non sentirne la responsabilità, l’impegno, la vera progettualità, e per non guardare veramente dentro sé stessi. Tramite il tradimento a volte si mette sullo sfondo un sentimento che può farci paura (tu mi abbandonerai, mi lascerai, mi divorerai dentro, ed io non saprò come difendermi e ne morirò, quindi ti faccio male e mi distacco per primo), oppure mette sullo sfondo il fatto che in realtà i nostri sentimenti per l’altra persona non esistono affatto.

 

In qualunque modo lo si faccia, fuggire dalle relazioni è oggi di moda. Solo che bisognerebbe capire che fuggire da ciò che temiamo è la cosa più facile. Il difficile è restare e affrontare.

Dovremmo tenere sempre una cosa in mente: quello che non vivi, ti blocca.

Se la vita ci ha portato una relazione e non un’altra, è saggio viverla, comunque essa si presenti.
La vita sa cosa è giusto portarci.
Alla nostra anima non interessano i progetti che abbiamo in mente. Lei ci porterà sempre verso gli incontri e le scelte di cui abbiamo bisogno.
Noi non dovremmo far altro che accettare e vivere con impegno quanto ci è stato consegnato.
Quando una persona, una relazione, insistono spontaneamente nella nostra vita, è come se qualcuno bussasse alla nostra porta con insistenza. Dobbiamo aprire!

Precisiamo comunque che qua non stiamo parlando di amori malati, patologici, tossici, non contraccambiati. Per questi, una volta riconosciuti, è chiaro che non ci sono rimedi, ed è quindi cosa giusta lasciarli andare.

Stiamo parlando di amori corrisposti, di relazioni sentimentali “normali”, ma che presentano maggiori complessità rispetto ad altre, per motivazioni disparate.

Abbiamo tutti bisogno di smettere di fuggire dall’amore, e provarle veramente tutte prima di dire basta sul serio.

Cerchiamo allora di riflettere su alcuni punti.

1) L’amore non è facile.
L’amore non è mai stato solo sorrisi e divertimento. Non è solo star bene e in pace col mondo.
L’amore vero ti rimescola dentro, e ti rigira come un calzino.
Ti mette a nudo davanti allo specchio, facendoti vedere chi sei, e sarà una delle sensazioni più sgradevoli che tu abbia mai provato.
Ti emoziona incredibilmente e ti rende nuovo a ogni passo.
E’ una strada in salita, perché richiede partecipazione, impegno, introspezione e attenzione.

2) Non lasciarti condizionare.
Meno pareri e consigli chiedi sulla tua relazione, più potrai veramente vederla per quella che è.
Per quanto amici e familiari possano volerti bene, ricorda che loro ragioneranno con la testa, che non è nemmeno la tua. Nessuno di loro ha dentro di sé il tuo cuore, il tuo vissuto, il tuo percorso. Nessuno di loro prova per il tuo partner i sentimenti che provi tu.
I pareri di altra gente gettano confusione come una marea di foglie secche che si ammassano su qualcosa. Col risultato che quel qualcosa non lo vedi più, ma alla prima folata di vento ti accorgeresti di ciò che avresti perso.
Solo il tuo cuore può sapere se, anche la storia che agli occhi degli altri sembra la più assurda, in realtà è quella giusta per te.

3) Non sbaglia mai uno soltanto.
Analizza i tuoi comportamenti ancor prima di quelli del partner, e poni attenzione verso la relazione in sé.
In cosa tu hai sbagliato? Quali lacune hanno bisogno di essere da te colmate?
Quali sono i veri nodi che questa relazione ti sta portando a vedere?
Renditi consapevole di te stesso attraverso le critiche mosse dal partner, e sii consapevole di ciò che questa relazione sta cercando di insegnarti.

4) Il grado di intimità ti dà molte risposte.
Quando l’altro ti piace ancora molto e ti attrae. Quando non ti stancheresti mai di dormire tra le sue braccia. Quando desideri i suoi baci. Quando tra le cose che ti fanno sorridere nel momento in cui ci pensi, ci sono gesti semplici quali mangiare insieme, le risate, la complicità nel raccontarsi le cose, i suoi occhi dentro ai tuoi. Quando il suo profumo è ancora molto gradito ai tuoi sensi.
Quando tutto questo accade ancora, sappi che non è finita.

5) Non decidere sulla scia della rabbia.
Per essere sicuri di stare facendo la scelta giusta, bisogna sempre decidere a mente lucida, mai accecati dalla rabbia, dalla confusione o dalla ferita del momento. Ricorda sempre il detto “Non promettere quando sei felice, non rispondere quando sei arrabbiato, non decidere quando sei triste.” (cit. T. Innocenzi)

6) Sii onesto.
Se ti serve un po’ di tempo per pensarci, prenditelo pure, purchè tu lo sfrutti veramente per guardarti dentro in totale solitudine ed assenza di giudizi esterni.
Una bella passeggiata da solo tra la natura. Un piccolo viaggio in solitaria verso il mare, o una serata in casa in compagnia dei tuoi pensieri.
Tutto questo può aiutarti a metterti in contatto con te stesso, e a stabilire veramente cosa intendi fare della tua relazione. Fai parlare i tuoi sentimenti, le emozioni che provi verso l’altro. Non la testa, che di faccende affettive non ne capisce niente.
Non ti aiuteranno di certo le serate mondane o le distrazioni, che piuttosto servono ad allontanarti dai tuoi pensieri più profondi. Hai bisogno di stare in contatto vero con te stesso e di non sentire veramente nessuno. Solo così potrai essere onesto con ciò che porti dentro. L’unico modo per venire a capo di una situazione, è dirsi la verità vera.
Nel caso in cui tu stia tradendo il partner, attua lo stesso schema comportamentale per stabilire con serietà le tue intenzioni ed i tuoi sentimenti. Prendi una decisione netta. Forse hai bisogno di sperimentare la vita e non sei pronto per un rapporto durevole. Ciò và benissimo se decidi di liberare il partner da una relazione che gli sta portando solo inganno. Anche l’altro ha diritto a trovare la sua strada. Se comprendi invece di avere commesso un grosso errore, riproponiti di non farlo più, e ricomponi con maggiore serietà la tua attuale relazione.

 

L’amore ha bisogno di vedere che siamo coraggiosi, ed ha bisogno di essere pienamente vissuto.

Oggi più che mai c’è la necessità di trovare motivazioni per restare, anziché andare via, di fronte alle nostre difficoltà amorose. Di avere la voglia di portare avanti, anziché allontanarsi.

“Non mollare. Riprova ancora. Impara a restare. Aggiusta le ossa e riparti.”

L’amore non ama le nostre fughe, perché esse non fanno che indebolirlo. E di conseguenza ognuno di noi senza l’amore indebolisce se stesso.

Siamo nati per amare ed essere amati. Inutile mentire. E’ questa la nostra vera natura.

 

-Patrizia Perotti-

LA GELOSIA. ALLEATA O NEMICA?

LA GELOSIA. ALLEATA O NEMICA?

Esiste da sempre, negli esseri umani quanto tra le specie animali. E’ un sentimento per la maggiore criticato, nascosto, di cui quasi ci si vergogna, per cui spesso si viene additati e addirittura rimproverati.

Eppure come tutti i sentimenti umani ha diritto ad essere ascoltato, accolto, rispettato.

Chiaramente qui non si parla della gelosia senza limiti, di quella che rasenta la patologia, fatta di controlli continui del portafogli o del cellulare, come anche di assurdi pedinamenti.

Parliamo di quella gelosia lecita, quella che dovreste piuttosto guardare con affetto e riconoscenza, poiché come tutti i sentimenti arriva per parlarci e per dare pepe anche alle relazioni più spente o che presentano zone con poco smalto.

Se proverete a leggere qualcosa sulla gelosia, troverete per la maggiore articoli che la demonizzano, accusandola di paure di vario tipo quasi fossero un’onta.

Molti psicologi parlano ad esempio della rabbia in questi termini “Ascolta la tua rabbia!”

Ma dove leggiamo “Ascolta la tua gelosia”? Da nessuna parte. Come se la gelosia deve sempre essere taciuta se ci si vuol sentire in regola con tutto e tutti.

E’ sicuramente vero che la gelosia può esprimere mancanza di fiducia nell’altro, desiderio di controllo, che è indice di personali insicurezze, cela spesso invidia, e indica anche a volte una certa dipendenza affettiva. Ma cosa ce ne facciamo di sapere questo? E’ forse un modo per poterla sconfiggere? Sembra proprio di no.

Ma poi, se anche riuscissimo a “farla fuori”, non mettiamo in conto che così facendo, gran parte della nostra energia andrebbe a farsi benedire?

La verità è che la gelosia è da riconoscere come sentimento naturale quando si teme di perdere qualcosa, qualcuno, dall’attenzione di un genitore verso un bambino, all’amore dell’amato.

Chiunque, anche una volta soltanto nella vita, ha provato gelosia. Tutti quelli che amano, che lo diano a vedere o no, sono gelosi del proprio partner. E se non lo sono, c’è da chiedersi piuttosto cosa nasconda tutta questa “esagerata” fiducia nel partner.

La cosa più giusta da fare quindi è osservare ciò di cui la gelosia vuole parlarci. Essa, come gli altri sentimenti umani, và ascoltata, rispettata, e và guardata come energia che può rigenerarci.

Ci presenta la nostra parte più fragile, quella più insicura, che và assolutamente accettata e integrata come una delle parti che compongono il nostro vero essere.

Dona nuovo interesse e curiosità nei confronti del partner, e crea nuove basi per una crescente e rinnovata attrazione.

Soprattutto ai giorni nostri, tra social e chat di ogni tipo, spesso la gelosia se ci riflettiamo rispecchia semplicemente un desiderio di intimità e di esclusività.

A chi non dà fastidio che la persona con cui via chat sta avendo un discorso importante o intimo con noi, ci molli per passare a rispondere ad un’altra chat contemporaneamente? Rifletteteci: è come se di presenza steste parlando col partner, e mentre gli parlate, loro si interessano alla discussione di qualcun altro. Lo trovereste scortese e fastidioso, giusto? Bene, la stessa cosa vale per le chat.

Se tra amici è possibile e perdonabile far attendere o chattare in contemporanea, col partner non è assolutamente rispettoso, soprattutto se si stanno avendo discorsi intimi, intensi, o se si stanno chiarendo punti importanti.

Lo stesso vale per una cenetta al ristorante, una passeggiata mano nella mano, e per tutte quelle cosette che uniscono una coppia, interrotte da trilli, notifiche, desiderio da parte di uno dei partner di pubblicare sui social quello che si sta mangiando o il luogo in cui si è.

Oppure che dire di chi piuttosto nasconde o spegne del tutto il proprio cellulare in presenza del partner facendo sorgere mille dubbi sul perché? Tutti oggi abbiamo il cellulare acceso, e se lo teniamo acceso è perché vogliamo sentirlo, quindi non ci si lamenti quando un partner è sospettoso di un cellulare fantasma.

Bisogna trovare equilibrio, trasparenza e privacy anche in questo. E’ un punto importante, quello dei social e chat varie, che oggi fa parte della vita di ognuno di noi in modo prorompente.

Molto spesso un partner geloso è soltanto bisognoso di essere rassicurato più che con le parole, con i comportamenti, quindi aiutate questo processo.

Di contro, chi prova gelosia in modo da snervare il partner ma soprattutto se stesso, deve assolutamente correre ai ripari, per favorire una vita di coppia più armoniosa e una serenità personale che non ha prezzo.

Vediamo di seguito alcune piccole dritte per far sì che la gelosia diventi alleata di noi stessi e della coppia.

  1. Impostate insieme al partner delle piccole regole da seguire entrambi e che non minaccino la libertà individuale. Devono essere più che altro regole di educazione e rispetto verso l’altro, perché spesso più che di gelosia, si tratta di superficialità da parte di uno dei partner.

  2. Coltivate la complicità. Una coppia complice, che sa ironizzare sulle proprie zone d’ombra e su quelle della coppia stessa, senza prendere tutto in modo troppo pesante, difficilmente sarà schiava della gelosia. Rimproverare un partner geloso o offendersi con lui “perché non si fida”, non servirà ad altro che a far sentire il partner frustrato in un sentimento lecito, che anzi vi sta parlando di quanto siete importanti per lui/lei. Servirebbe solo a bloccare, a mettere un tappo alle sue emozioni e a tenerle sotto controllo. Non lamentatevi se poi il partner via via si spegne, spegnendo automaticamente anche voi.

  3. Cercate di non trascurare mai il partner, non lo date per scontato, e se ciò accade, fatevi qualche domanda. Un partner che si sente amato, importante, considerato, difficilmente richiederà la vostra attenzione.

  4. Se vi accorgete che il problema è esclusivamente vostro, dovuto a vuoti interiori, ad abbandoni del passato, e vi rendete conto di esagerare con le pretese egocentriche di attenzioni eccessive, ricorrete ad un aiuto da parte di uno specialista.

  5. Occupatevi maggiormente di voi stessi e accrescete la vostra autostima a prescindere dal partner.

La gelosia diventa nemica solo quando non rispetta i limiti, quando se ne perde il controllo, quando diventa ossessiva e investe tutto, ravanando senza ritegno negli spazi sacri dell’altro.

In tal caso non và mai avallata, ma bisogna che la persona in questione riconosca il disagio e si faccia aiutare.

In tutti gli altri casi, non và demonizzata, ma sfruttata come sintomo di un sentimento forte che ci lega a qualcuno e che ci parla di noi stessi come un buon amico farebbe.

-Patrizia Perotti-

 

LE ILLUSIONI D’AMORE CHE CI PORTANO FUORI STRADA

Siamo innamorati. Ne siamo sicuri. Dall’altra parte però non c’è la stessa trasparenza, qualcosa sembra non voler ingranare come dovrebbe. Ci sono delle zone d’ombra che ci sfuggono.

Oppure.

Qualcuno ci interessa molto, ma sembra indeciso, non capiamo le sue vere intenzioni.

Ci poniamo così mille domande fino allo sfinimento, e ciò accade sempre quando ci ostiniamo a non vedere veramente le cose come stanno. Perché preferiamo illuderci e raccontarci frottole sull’altra persona, anziché dirci la verità?

Le menzogne sono spesso comode all’inizio, lo sappiamo bene. In due secondi sanno trarci di impiccio con gli altri e con noi stessi. Ma in un secondo momento se ne paga sempre un prezzo molto caro. La verità presuppone sempre maturità. La voglia di vedere le cose come realmente sono ed affrontarle. Ma non sempre siamo pronti a questo. Ci vuole coraggio, forza, e voglia di guardarci dentro.

Esaminiamo insieme le più grosse illusioni d’amore che ci fanno perdere tempo prezioso, ci fanno soffrire, scalfiscono la nostra autostima e ci fanno girare a vuoto.

  1. PENSARE CHE LUI/LEI CAMBIERA’

Ha un pessimo carattere. Ci ha detto chiaramente che non intende intraprendere una relazione con noi. Tradisce. Dice menzogne abitualmente. Vi è arrivata voce da gente fidata che trattava male l’ex. Ha dei vizi pesanti (gioco, droghe, alcol, ecc). Soffre di un disturbo della personalità (narcisismo, borderline, ecc).

Questi sono solo alcuni dei casi in cui potreste trovarvi a pensare che il vostro partner con voi potrà cambiare.

Scrivetevelo a caratteri cubitali con i “post it” sparsi per tutta la casa: NESSUNO CAMBIA PER QUALCUNO.

Le persone possono cambiare esclusivamente quando in maniera autonoma decidono di farlo, intraprendendo un serio percorso terapeutico, e questo indica un reale cambiamento in atto già nella persona stessa.

Potete essere la persona migliore dell’universo. Lui/lei non cambieranno perché li amate. Non cambieranno perché stanno con voi. Anzi, inizialmente potrebbero anche cercare di compiacervi per “comprarvi”. Non permettete che nessuno vi usi. Abbandonate assolutamente l’illusione che chi avete davanti cambierà. Nessuno può mutare la propria natura. Nessuno cambia solo perché incontra voi. E’ una verità scomoda, ma purtroppo è da accettare.

 

  1. CREDERE CHE LE TATTICHE POSSANO SERVIRE

 

Quando qualcuno prova qualcosa per voi, non servono tattiche di nessun tipo, che anzi potrebbero inasprire un rapporto che funziona. Al contrario, cercare di far interessare a voi qualcuno servendovi delle tattiche, vi farà perdere esclusivamente tempo.

Provocare gelosie, non farsi vivo pensando che mancherete, ecc, non servono a nulla. Se qualcuno è veramente interessato a voi, non servirà nulla di tutto questo. Ditevi la verità: se a questa persona non interessate, non interessate e basta.

 

 

  1. CREDERE CHE MOLTO SESSO EQUIVALGA AD AMORE.

E CREDERE CHE POCO SESSO SIA UGUALMENTE AMORE.

Dove c’è desiderio, c’è amore. Non stiamo parlando solo di desiderio fisico. Il desiderio verso una persona non si restringe solo a questo campo.

Quando desideriamo una persona, significa che desideriamo starle vicino, desideriamo parlarle, sentire la sua voce, il suo profumo, desideriamo poi baciarla, toccarla, desideriamo il suo corpo e tutto ciò che fa parte di lui/lei. Questo desiderio si chiama amore.

Quando invece qualcuno viene a letto con voi e basta, sta desiderando solo il vostro corpo, e nonostante la meravigliosa sintonia che a volte si instaura, fare sesso in modo appagante con qualcuno, non vuole assolutamente dire che questo qualcuno è coinvolto emotivamente.

Di contro, quando vivete una situazione in cui vostro marito/moglie vi cercano poco e niente fisicamente, è inutile dirsi che l’amore è altro. La verità è che il vostro partner ha smesso di desiderarvi, e dovreste correre ai ripari o prenderne atto.

 

  1. CREDERE CHE BISOGNA LOTTARE PER FARSI AMARE

 

Tiziano Ferro lo canta molto bene: “L’amore è una cosa semplice”. Ciò vuol dire che quando accade ed è reciproco, non avrete bisogno di fare chissà cosa per farvi amare. Siete degni d’amore in qualunque caso, non dovete mai elemosinare affetto a chi sembra non vedervi. In tal caso allontanatevi. E amatevi di più.

 

  1. SCAMBIARE GENTILEZZA E DISPONIBILITA’ PER INTERESSE

 

Le persone belle e positive per fortuna esistono. Quando ne incontrate una, non vuol dire necessariamente che quella persona, disponibile, affettuosa e gentile, sia interessata a voi. Cercate in tutti i modi di usare lucidità e rispondete con onestà a queste domande: Vi ha mai cercato per primo? Ha dimostrato di voler stare molto tempo a far chiacchiere con voi? Vi ha mai fatto un complimento anche senza che ne abbia prima ricevuto uno? Cerca di entrare in intimità con voi, o è sfuggente? Quando parlate di presenza, cerca in qualche modo il vostro contatto fisico? Se gli avete chiesto di uscire, ha accettato o ha rimandato e si è trovato una scusa?

Chiaramente avrete capito che se prevalgono i si, allora potete sperare in bene. Mentre se prevalgono i no, lasciate subito perdere tutto.

Le persone insistenti a volte riescono a fare snervare anche le persone migliori, perché insistono fraintendendo la gentilezza con l’interesse. Non partite come treni. Fermatevi ad osservare se l’interesse c’è veramente, e solo in tal caso proseguite.

 

  1. ABBOCCARE ALL’AMO DEGLI ABBINDOLATORI

 

Ormai se le studiano tutte pur di portare a casa un buon bottino. Pertanto tenete gli occhi aperti, soprattutto durante una frequentazione via chat, ma anche nella vita reale.

Troverete chi vi racconterà che una sintonia come con voi non l’ha mai avuta con nessuno. Salvo che vi conoscete da quarantotto ore. Non credete a chi già da subito vi parla di anime affini, fiamme gemelle, e tutto ciò che esula dal sesso. In realtà sono interessati a quest’ultimo più di ogni altra cosa.

Troverete chi vi parlerà subito di grande amore, convivenze, figli e quant’altro. Diffidate da chi offre su piatti d’argento proposte premature. Non sono veramente interessati.

Troverete chi, soprattutto servendosi della comodità della chat, vi dirà cose bellissime su di voi, vi manderà mille baci e fiori virtuali. Non ci cascate! Queste cose non costano nulla. Pretendete sempre fatti concreti.

E se qualcuno vi sfugge non dubitate: non era interessato assolutamente. Chi è veramente interessato non se ne và, nemmeno se glielo dici.

 

Aprite gli occhi quindi, accettate la verità. Le illusioni non ci permettono di vivere relazioni appaganti, né di sentirci sereni con noi stessi.

Quest’epoca che stiamo vivendo, quella del virtuale e del tutto facile, è la più illusoria di tutte. Cerchiamo di non farci risucchiare da quello che luccica, ma dalla sostanza vera.

I sogni possono avverarsi solo se navigano su acque sincere, perché vedono chiaramente all’orizzonte mete sicure ed appropriate a noi. Lidi splendidi che attendono solo di essere esplorati, passo dopo passo, senza il fardello inutile di quelle illusioni che appannano la vista e ci fanno perdere la nostra vera rotta.

 

-Patrizia Perotti-

COME CAPIRE SE E’ LA PERSONA GIUSTA

Ogni qualvolta guardiamo ad un amore, passato o presente, dovremmo sempre pensare che non esistono persone veramente sbagliate durante il nostro cammino. Anche i soggetti che ci hanno deluso e fatto soffrire, erano lì per espletare il loro compito nella nostra vita.

Incontriamo qualcuno quando abbiamo bisogno di un insegnamento, di capire qualcosa di noi stessi, o quando realmente siamo pronti per vivere un sentimento autentico.

Quindi le persone che incontriamo sono sempre quelle giuste per quel momento di vita. Se non è durata o è andata male, capirete che quello era solo un tassello del vostro puzzle, un prezioso insegnamento che va compreso.

Detto questo, sapremo che quando parliamo di “persona giusta”, la intendiamo giusta e adatta a quel momento della nostra esistenza. Parliamo quindi di un buon amore, di un affetto positivo. Come riconoscerlo?

1. FIDATEVI DEL VOSTRO ISTINTO

Ahimè l’istinto è sempre quello che solitamente mettiamo sullo sfondo, mentre invece è il primo che dovremmo ascoltare.

Quante persone sulla carta sono perfette per noi, e invece poi si rivelano dei grandi bluff o dei noiosissimi compagni?

Fidatevi del vostro naso! Si, non è un modo di dire! Se trovate irresistibile il profumo della sua pelle, da non confondere con l’ultimo Chanel o Armani, allora quella è di certo la persona giusta per voi.

Anche la chimica che non ha bisogno di sforzo alcuno indica chi dovreste scegliere e chi no.

2. NON INCASELLATE LA STORIA CHE STA NASCENDO DENTRO A UN PROGETTO

Il modo migliore per scegliere persone sbagliate che rispondono solo alle vostre aspettative razionali, e non a quello che invece è meglio pe voi, è incasellarlo da subito dentro a un progetto.

Sarà quello giusto? Si vorrà sposare? Vorrà subito convivere? Accetterà i miei figli? Minaccerà il mio desiderio di libertà? Cosa potremo condividere? Avrà l’età giusta? Verrà accettato dalla mia cerchia di amici e familiari? …Potremmo continuare all’infinito con tutte le domande senza senso che ci poniamo quando ancora con quella persona abbiamo in realtà vissuto poco o nulla!

Queste domande non fanno altro che cercare di collocare in un progetto mentale la storia che stiamo cominciando a vivere.

Ribaltate tutto! Cioè vivete la vostra storia semplicemente, ma con vera partecipazione, e in un secondo tempo le risposte arriveranno da sole, senza nemmeno chiederle.

3. ABBANDONATE GLI SCHEMI MENTALI RIGIDI

Siamo tutti molto bravi a metterci in gabbia da soli e a precluderci una relazione perché non corrisponde con quello che crediamo di volere e che stiamo cercando. Questo è il metodo migliore per non riconoscere un buon amore.

Non voglio storie serie. Cerco il principe azzurro. Non è il momento per legarmi. Voglio qualcuno che mi dia stabilità. Cerco solo un partner maturo. Non mi fido più perché mi hanno deluso.” Ecc…

Queste sono solo alcune delle restrizioni che ci infiliamo in testa, e cocciutamente le seguiamo, stabilendole per noi stessi.

La nostra anima però ne sa più di noi, sa quello che è meglio per quel momento, e se continuiamo a trovare partner affidabili mentre noi cercheremmo un flirt, dovremmo capire che la nostra anima ci sta invitando a sperimentare un amore più solido. Al contrario, quando vorremmo una relazione stabile e troviamo solo filarini, dovremmo chiederci se forse il nostro non sia in realtà un momento che necessita di maggiore leggerezza.

4. LA PERSONA GIUSTA CI MIGLIORA DENTRO E FUORI

Come vi sentite da quando questa persona è nella vostra vita? Le uniche domande che dovreste fare, sono quelle da porgere alle vostre emozioni. Quindi ascoltatevi.

Un buon amore alza le vostre difese immunitarie: vi ammalate di meno, state bene, siete in salute. Aumenta la vostra creatività e anche al lavoro rendete meglio e di più. Vi sentite pieni di vita e di voglia di fare. I rapporti interpersonali migliorano, e la gente vi trova più attraenti. Migliora inspiegabilmente il vostro aspetto, e il carattere diventa più docile.

Un buon amore vi farà anche sentire a disagio a volte, proverete paura, perché vi costringerà a guardarvi allo specchio. Esso non è accondiscendente, ma pur avendo le proprie idee, vi rispetta e non vi tiene mai sul filo.

All’opposto, quando vi sentite stanchi, con poche energie, sospettosi e guardinghi, non sereni né appagati, nervosi e insofferenti, saprete che questa persona che vi sta accanto non fa assolutamente per voi.

5. LA PERSONA GIUSTA E’ QUELLA CHE PUO’ ESSERE “DIMENTICATA”

In che senso “dimenticata”? Nel senso che non assorbe troppe delle vostre attenzioni ed energie, pertanto vi permette di sentirvi interiormente sereni e capaci di immergervi del tutto anche in altre attività e interessi.

Un buon amore non sarà troppo presente, né assente, nè necessiterà di essere tenuto sotto controllo.

Saprete che quella persona c’è, e non andrà via. Saprete che non avrà voglia di tenervi sulle spine o giocare a farvi stare male.

E nel caso in cui un amore del genere vi risultasse “noioso”, sarà bene guardare dentro di voi, perché potreste avere in realtà difficoltà nel gestire e portare avanti una relazione positiva e serena.

Quando qualcosa dentro di voi scatta verso un’altra persona, evitate di porvi troppe domande, e ascoltate esclusivamente l’istinto e le vostre sensazioni più profonde. Non precludetevi relazioni solo perché non sono consone con quanto vi eravate prefissati. Datevi la possibilità di viverle pienamente per poterne cogliere il vero messaggio e la vera essenza, e per poter far sì che la vostra anima continui a guidarvi verso quelle persone e quelle scelte che faranno di voi ciò che siete destinati ad essere.

  • Patrizia Perotti –

È l’indifferenza che miete vittime

Perché oggi molta gente non ce la fa? Perché quelli che mollano la presa sono quasi sempre i volti più sorridenti?
Il vero male di quest’epoca è la cecità e la sordità dell’anima. Un’indifferenza camuffata da messaggini di circostanza e da attenzioni minime verso il prossimo.
Quanti di noi sono davvero disponibili ad ascoltare qualcuno depresso e a stargli accanto? Quanti di noi sono davvero pronti a lasciare le chiacchiere, e a fare qualcosa?
I depressi sono persone noiose, pesanti, che necessitano di presenza, di iniezioni di parole buone, di pazienza e rassicurazioni. Con loro niente fretta, solo cuore e sincerità.
Più facile è certamente star dietro agli articoli che consigliano di tenere lontano da noi questi soggetti ombrosi e negativi. In realtà le persone depresse non hanno nulla a che vedere con i lamentosi che sono ben contenti di potersi piangere addosso. Soprattutto di questi tempi il mondo che ci circonda è pieno di realtà difficili, e di panni sporchi diligentemente lavati in casa. Esistono situazioni reali da cui non si riesce a venirne a capo. Sono quei casi in cui il dolore si insinua muto, pur urlando in un silenzio assordante, invisibile per scelta ma mai possibile da celare totalmente.
I social poi ci vogliono costantemente sorridenti e da copertina. Fasulli, riassumendo in una parola il concetto.
È d’obbligo dare un’immagine di noi vincente, sicura, realizzata, affermata, seducente.
Ci vuole veramente una grande dose di coraggio e umiltà nell’ammettere a qualcuno di avere dei problemi, ed aprirsi quindi alla vulnerabilità. Questo resta per la maggiore un passo che in molti non riescono nemmeno a compiere.
È quando non si ride più, quando lo spirito goliardico finisce, che si vede davvero chi c’è e chi non c’è mai stato.
Spesso è proprio in questa apertura che avviene la lacerazione maggiore, poiché ci si ritrova nel vuoto. Un vuoto che non ci si aspettava. Avviene un fuggi fuggi generale. Le persone, vicine o lontane che siano, al solo odore di bisogno, si volatilizzano. Ti ascoltano magari, ma si congedano con le classiche frasi facili “Vedrai che sei forte e ce la farai.”
No. Se quella persona vi ha chiesto aiuto, è perché non ce la sta facendo.
Cosa rimane del suo chiedere soccorso? Un senso di ridicolo, di umiliazione, di debolezza, di inutilità, di devastante solitudine.
Si fa presto poi a dire “Soffriva di depressione”, e a voltare nuovamente le spalle. Siamo tutti lì a sbracciarci per le maggiori cause umanitarie, quando accanto a noi c’è qualcuno che soffre nell’anima, spesso per motivi reali e non facilmente risolvibili.
Ci si ritrova così da soli, più che mai, nel risolvere qualcosa che ci ha ravanato dentro, usurandoci pensieri ed energie, confondendoci speranze e delusioni. E ci si perde…
Nessuna mano ferma quella giostra vorticosa e macabra, che si innesca senza il nostro consenso. Nessuna.
La sofferenza degli altri ci fa paura e ci sgomenta, perché ci ricorda la nostra, ben nascosta e mascherata, che graffia senza tanti complimenti le immagini dei nostri sorrisi migliori.
Una richiesta d’aiuto ci costringe a dare, e a farlo in termini veri. Ci costringe a distogliere l’attenzione dal nostro individualismo, per dare spazio ad un onere faticoso.
Oggi ci siamo abituati al solo sforzo di un “like”, che ci mette a posto con la coscienza. Come se tutte le sfilze di buon giorno, buona notte, e robe simili, possano veramente costituire un valore importante nelle relazioni con gli altri. Respiriamo superficialità a pieni polmoni, appagati da conferme che non valgono nulla.
Forse dovremmo un attimo guardare alla vita, come se fosse un oceano su cui navigare. C’è chi ha la nave, chi ha la barca, chi il canotto, chi è costretto a nuotare. C’è chi naviga col vento a favore, e chi ha una tempesta dentro.
Comunque sia, abbiamo tutti il diritto di approdare in quell’isola che contempla il superamento di ogni cosa e il sorriso di chi non si è arreso.
Chi è annegato, aveva forse solo bisogno di un salvagente: le nostre braccia.
– Patrizia Perotti –

I 6 miti da sfatare che Facebook ci ha inculcato

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E’ inutile negarlo: Facebook ci ha cambiato la vita. Per certi versi in meglio, e per altri in peggio. Un dato di fatto è che ormai paliamo tutti per aforismi. Li abbiamo addirittura imparati a memoria, e li viviamo come Vangelo, poichè le pagine Facebook, anche le migliori, non fanno che copiare e ricopiare versi estrapolati da libri e opere di scrittori e personaggi, riproponendoli a ritornello continuo.
Quello di cui non ci rendiamo conto, è che ai gestori delle pagine Facebook, interessa solo il numero maggiore di like, a loro importa che la pagina abbia successo rispetto alle altre, pertanto vanno spesso a scopiazzare i post che hanno ottenuto più like in altre pagine che sono più avanti di loro. E altresì non ci rendiamo conto che, a furia di leggere sempre le stesse medesime cose, le assorbiamo inevitabilmente.

Per questo oggi prendiamo in esame 6 miti che sarebbe meglio sfatare, che Facebook ci ha inculcato, più che proposto.
Dovremmo stare attenti all’influenza che post sempre uguali possono esercitare sulle nostre scelte. Svegliamoci! Questa è la nostra vita! E nessuna cosa che viviamo, nessuna relazione che ci accade, può essere uguale ad un’altra. Quindi è necessario sempre saper discernere.
Un post su Facebook, per quanto successo possa aver fatto, può solo darci spunti per riflettere, non certo dirci in assoluto quello che è giusto o no.

Andiamo quindi a riflettere insieme su questi 6 miti di Facebook:

1) Nessuno ci fa del male, siamo noi che lo permettiamo.

2) Se qualcuno non ti cerca è perchè non gliene importa nulla di te.

3) Dobbiamo abituarci all’idea di essere schifosamente sostituibili.

4) La vera libertà è riuscire a stare da soli.

5) Io sono il risultato di quello che mi è stato fatto e di come sono stato trattato.

6) Sorridete sempre, anche quando tutto va male.

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1) “Nessuno ci fa del male. Siamo noi che lo permettiamo.”

Siamo passati da un’epoca in cui andava di moda dare sempre la colpa agli altri, ad un’epoca in cui la colpa di ogni cosa che accade è nostra. No! Gli estremismi non hanno mai ragione.
Non è assolutamente vero infatti che nessuno ci fa del male, altrochè! Purtroppo in questo mondo c’è molta cattiveria, forse più di quanta se ne possa immaginare, a volte anche in soggetti che in apparenza sembrano brave pesone.
Se qualcuno ci fa del male, non è colpa nostra. Esistono relazioni in cui, per vissuti personali e un percorso di vita magari non dei più semplici, non si riesce con facilità a chiudere relazioni, anche con persone che si sono rivelate non buone. Già, “si sono rivelate”! Perchè nessuno instaura un legame affettivo con qualcuno che reputa sbagliato. Le persone, noi per primi, ci riveliamo nel tempo. Lo stesso tempo in cui ci siamo affezionati, innamorati, fidati.
La responsabilità maggiore credo la abbiano le persone che entrano nel cuore degli altri sapendo che non potranno dare quello che l’altro chiede. E’ mancanza di rispetto, noncuranza, superficialità, egocentrismo, menefreghismo, opportunismo. In definitiva, chi agisce così, o è un soggetto patologico, o è cattivo.
Quale persona innamorata può essere padrona dei propri sentimenti verso l’altro, e addirittura colpevolizzare se stessa, se qualcuno le fa del male? Non chiediamo ad un asino di arrampicarsi su un albero!
C’è semplicemente da riconoscere che le persone malvagie esistono, e se ci fanno del male la vita ci ha posto davanti un nuovo insegnamento che ci sta costando molto caro, ma che ci formerà in quello che siamo destinati ad essere.
Bisogna avere la certezza che dalle brutte storie, ognuno con i propri personali tempi, se ne esce sempre. Se qualcuno ci ha buttati in un fosso, risalire non è facile, ma mai impossibile. Dopo una caduta non siamo più gli stessi. Siamo indeboliti inizialmente, ma poi siamo più forti, non possiamo negarlo.
Colpevolizzarci perchè amiamo qualcuno che non fa per noi, non fa che accrescere il nostro senso di frustrazione e impotenza.
Accettare invece che chi abbiamo di fronte ci sta facendo del male, e che per il nostro bene è giusto che ci adoperiamo per liberarcene, può essere costruttivo. E’ sicuramente una scelta questa che non basa la sua riuscita sulle colpe di questo o di quell’altro, bensì sul fatto che meritiamo di stare bene e di dare gioia alla nostra vita. Senza fretta.

2) “Se qualcuno non ti cerca, è perchè non gliene importa nulla di te”.

Molto spesso è veramente così, è la risposta più semplice che ci possiamo dare quando qualcuno che ci sta a cuore scompare nel nulla. Ma non è assolutamente l’unica risposta vera.
Esistono infatti miliardi di motivi, che probabilmente non sapremo mai, che spingono qualcuno a non cercarci.
Dirci che ad una persona non importa nulla di noi, è consolante? Assolutamente no! Anzi, è un pensiero frustrante che può minacciare la nostra autostima, oltre che far nascere dentro di noi una rabbia ostile e poco costruttiva.
In realtà dovremmo sempre pensare che noi siamo magnifici così e come siamo. E se qualcuno non si interessa a noi, non è colpa nostra, nè di quella persona, che piuttosto avrà i suoi personali motivi per non avere una qualche relazione in quel momento di vita con noi.
Che ci crediate o no, a volte le persone non si fanno sentire, perchè rimangono interiormente positivamente “sconvolte” dal vostro modo di essere, forse non comune a tanti altri, forse più impegnativo di altri. Quando qualcosa vi preoccupa e non sapete come gestirla, che fate? Prendete le distanze, e vi trovate in difficoltà; non sapete che fare e vi bloccate. La stessa cosa può accadere alle persone con cui avete a che fare.
Altri motivi della mancanza di contatto possono chiaramente essere meno lusinghieri, ma non vi riguardano, e cioè parliamo di gente maleducata, orgogliosa, irrispettosa, superficiale, che non vi vede veramente e non vi da la giusta importanza. In tal caso, credete di aver perso qualcosa? E’ sempre un loro problema, non vostro.
Come anche può essere timidezza, paura del rifiuto anche quando credete di essere stati aperti, o l’aver capito che non state cercando la stessa cosa, o a volte anche timore di essere invadenti.
Dirci che non siamo abbastanza per qualcuno, non ci farà stare bene, come anche non potremo insegnare l’educazione a certa gente, nè obbligarli a cercarci.
Ma sicuramente è meglio dirsi sempre la verità: “Se qualcuno non ti cerca, avrà i suoi motivi che non conosceremo veramente mai, e quindi mettiamoci un punto.”

3) Dobbiamo abituarci all’idea di essere schifosamente sostituibili.

Questa frase può essere applicata solo se avete avuto a che fare con un narcisista patologico o con un manipolatore affettivo (parleremo presto in un altro articolo di queste due figure). Oppure solo se avete abboccato all’amo di individui che palesemente volevano approfittarsi di voi, e avete pensato che le briciole che vi porgevano (complimenti e fiori virtuali in chat) erano sufficienti. Purtroppo la virtualità rende tutto più semplice, soprattutto i corteggiamenti fasulli.
In tutti gli altri casi, però, è assolutamente impossibile che le persone che ci hanno amato, ci sostituiscano in un batter di ciglia. Pensate davvero che i ricordi, le particolarità che avete voi e solo voi, possano veramente essere dimenticate da chi avete amato? Voi per primi, avete rimosso del tutto quei momenti con un ex, o quella ricorrenza con quell’amore? O l’intensità con quel ragazzo ormai lontano? Mai! Non è possibile.
Lo stesso vale per gli altri con voi. Anche se le storie finiscono, perchè purtroppo è spesso normale che accada, voi rimarrete unici e mai sostituibili. Potranno arrivare altre mille persone dopo di voi, ma ricordate che la vostra impronta nella vita di qualcuno è unica.

4) La vera libertà è riuscire a stare da soli.

La solitudine non sofferta è solo degli illuminati. In realtà nessuno di noi è Osho, e l’essere umano è un “animale sociale” per sua natura, che mai potrà fare veramente a meno dell’amore, tranne chi lo sostituisce con surrogati come sesso fine a se stesso, amicizie, carriera, continui impegni, o con una natura solitaria che però non ha nulla a che vedere col concetto di libertà.
E’ anche vero che avere bisogno della presenza di qualcuno per poter stare bene, non è altro che dipendenza affettiva e non amore, quindi nemmeno in questo caso si potrebbe mai parlare di libertà.
E’ però controproducente pensare che necessariamente bisogna stare soli per riuscire a dire di essere liberi.
La vera libertà è un concetto mentale, uno stile di vita, che non ha molto a che vedere con lo stare in coppia o da soli.
Essere veramente liberi, è per prima cosa aver capito chi siamo realmente, e riuscire a rispettare la nostra VERA natura, nonostante forse non combaci con gli status sociali o che vanno di moda.
Si è liberi quando non ci serve l’approvazione degli altri per sapere chi siamo e quanto valiamo.
Siamo liberi quando il manifestare sentimenti, o quello che portiamo dentro, non è mai un problema.
Abbracciamo la libertà vera, quando l’ego e l’apparenza sono lontani dalle nostre vite.
Se poi sappiamo vivere serenamente e con accettazione la nostra solitudine, tanto di guadagnato. Ma non è un traguardo obbligatorio per tutti. Si sta bene e in armonia anche e soprattutto con qualcuno accanto.
La solitudine che si protrae per troppo tempo in realtà non ci dona libertà, ma ci arugginisce, ci indurisce, ci fa dimenticare la dolcezza.

5) Io sono il risultato di quello che mi è stato fatto e di come sono stato trattato.

Qui ci troviamo di fronte alla sterile vecchia dottrina del vittimismo che ci rende dei poverelli sfortunati di fronte ai soprusi di questo mondo cattivo.
Se è vero che la gente a volte è realmente cattiva e ci fa del male (vedi punto 1), è anche vero che il modo in cui reagiamo o prendiamo quanto ci viene fatto, fa la differenza.
Cristallinizzarci su un torto subito, su un trauma che non elaboriamo, non fa che rendere fisse e immobili le acque della nostra esistenza.
Ma la vita è un fiume che scorre. Mai uguale ogni istante di ogni giorno. Noi siamo nuovi ogni giorno! Il nostro passato ci ha insegnato, anche facendoci del male. Eppure è così che abbiamo imparato a camminare. Cadendo, sbucciandoci un ginocchio. Poi ci siamo alzati, e abbiamo ripreso il nostro cammino.
E’ con questa visione che dovremmo guardare gli eventi della vita: con gli occhi di un bambino. Mai stanco di rialzarsi, mai stanco di imparare, mai stanco di stupirsi.
Incupirci, chiuderci a riccio, rimuginare sempre sugli stessi torti o su un passato che ci ha ferito, non fa che dare ossigeno inutile a cose morte. Il passato è passato, lo dice la parola stessa.
Quindi lasciate che le cose vadano, perdonate e non permettete mai ad eventi o persone, di cambiarvi in individui negativi o in vittime. Sareste voi gli unici a non uscirne più, e lo fareste unicamente pe mano vostra.

6)  Sorridete sempre, anche quando tutto va male.

La causa maggiore dell’infelicità, è la mancanza di onestà verso se stessi.
Tutte le volte in cui non diciamo a noi stessi la verità, su una questione, su una persona, sul nostro stesso carattere o sulla nostra vita, non facciamo altro che mentire.
Se le cose nella nostra vita non vanno per nulla bene, è giusto comunque mantenere positività e speranza, ma sorridere in continuazione come se avessimo delle maschere sul viso, è impossibile oltre che una forzatura verso la nostra anima.
E’ costruttivo piuttosto prendere atto di ciò che non va bene nella nostra vita, e se è possibile, attivarci per cambiare la situazione per come possiamo. A volte piangere, sentirsi tristi, non sorridere a tutti i costi, sono comportamenti che anzi ci portano in minor tempo a contatto con quello che non và, obbligandoci a guardare in faccia il problema e a non sottovalutarlo.
Sorridere sempre a tutto e a tutti, ogni giorno, è assolutamente una utopia. E’ un comportamento innaturale che spesso viene confuso col concetto della gioia di vivere, che dovrebbe esistere in ognuno di noi a prescindere da tutto, ma che non impone sorrisi forzati, bensì consiste nel conservare anche di fronte alle avversità, quella gioia e quella speranza verso la vita e noi stessi, che ci consentono di rialzarci e riprendere il nostro cammino.
Imparare ad essere autentici, questo si che ci fa stare bene!
Piangere sempre o sorridere sempre, sono estremi che non vanno mai coltivati, ma entrambi sono indispensabili nel corso della vita, e sovente si alternano. E’ così che và.

Cercare su Facebook il nuovo, che ci apra la mente e ci porti spunti di riflessione non soliti, non è un’impresa facile.
Quel che conta almeno è non essere ipnotizzati da questo sistema in realtà così potente, da poter influenzare le nostre vite. Ci è sempre dato di poter riflettere con la nostra testa. Non dimentichiamolo mai.

-Patrizia Perotti-

QUANDO L’AMORE FA PAURA

fine-di-una-relazione“QUANDO L’AMORE FA PAURA”

Amori che vanno e vengono infinite volte. Amori che non ci mollano mai veramente ma che ci trascurano. Amori che perdono interesse non appena si accorgono del nostro.
Persone che sentono i legami di coppia come prigioni. Che più ti avvicini, e più si allontanano. Che credono di non essere tagliati per amare.

La psicanalisi definisce tutto ciò con spicifici termini che vanno dalla philofobia all’attaccamento evitante, e altri.

Noi qui parleremo semplicemente di individui che hanno paura di amare, pur non essendone assolutamente consapevoli, senza necessariamente catalogarli con un termine medico.

E’ capitato di certo a moltissime persone, senza distinzione di sesso: ci innamoriamo di qualcuno, questo qualcuno sembra partire bene, ma poi si perde per strada in svariati modi.
Davvero non provava nulla per noi? Davvero ci ha illusi? Davvero voleva solo una cosa?

In molti casi, è vero semplicemente così. Esistono persone che non si fanno scrupoli nei riguardi di nessuno, e che usano il prossimo per i propri bisogni del momento.
In altri casi invece, sono persone che pur provando un sentimento, pur non avendo fatto nulla appositamente per illuderci, pur non mirando solo ad ottenere qualcosa di ben preciso da noi, scappano via a gambe levate, evitando un legame più stretto e costruttivo.

Il comportamento di queste persone durante una frequentazione o una relazione amorosa, è fatta spesso di distacchi e ritorni continui. Quando infatti una persona è in realtà innamorata di voi, ma non riesce a troncare veramente un rapporto, prenderà spesso le distanze, poichè teme di darvi troppo potere se solo manifestasse i veri sentimenti che nutre verso di voi, ma non riuscirà veramente a chiudere la relazione, in quanto nei momenti di distacco proverà struggimento e mancanza, che si placherà non appena vi risentirà.
Quest’altro passaggio, implica spesso il loro disinteresse nei vostri riguardi. In parole povere, quando non ci siete, mancate tanto, mentre quando ci siete vi danno per scontati e credono di poter fare a meno di voi.
Il loro disinteresse infatti è in realtà uno scudo che serve a loro stessi per dirsi che voi non siete giusti o abbastanza per loro, e che loro non sono veramente innamorati. Il loro svalutare l’altro serve esclusivamente a dirsi che in realtà loro non ne hanno un vero bisogno.
Questo perchè il loro enorme conflitto sta nel desiderare l’amore e l’appagamento che esso dà, ma nel contempo nel non tollerare minimamente la dipendenza che esso provoca.
Queste persone infatti temono terribilmente l’abbandono e il rifiuto, pur spesso essendo loro stessi a provocarlo involontariamente, con i modi di fare che usano nelle relazioni. Perchè questo accade?

In realtà, dentro la loro corazza dura da persone fortemente cerebrali, si cela un animo ipersensibile, che da piccolo non ha visto riconosciuti i propri bisogni affettivi, o che non è riuscito a destreggiarsi davanti a un atteggiamento ambivalente, aritmico e confuso delle proprie figure di riferimento (genitori, in particolare la madre), che in modo instabile hanno offerto cure e attenzioni soffocanti, alternate a distacchi eccessivi immotivati.
Tutto ciò, oltre ad aver creato un individuo emotivamente non stabile e destabilizzato dal punto di vista relazionale, ha dato a questo individuo una grande sfiducia nei riguardi del sesso opposto. E chi mai potrebbe mettere la propria vita e il proprio cuore nelle mani di chi non si fida assolutamente?
Questi soggetti sentono soffocanti tutte le attenzioni di un partner innamorato, poichè rivedono nelle attenzioni e nelle cure una minaccia per la propria individualità ed indipendenza, e credono fermamente che prima o poi l’altro possa approfittarsi di loro, per poi abbandonarli in uno stato di totale dipendenza e dolore insopportabili.

Ecco che per queste persone, più una relazione diventa coinvolgente, più sentono il bisogno di staccarsene, per poi tornare sui loro passi inevitabilmente. Quando le loro emozioni verso un partner diventano troppo intense, loro non sanno come gestirle ed entrano in una sorta di panico che non riconoscono, ma che avvertono come soffocamento e malessere.
Da qui, partono i sabotaggi delle relazioni, cioè faranno di tutto per potersi dire che la relazione non è vera, non è giusta e che finirà comunque. In che modo?
-Scomparendo per brevi o lunghi periodi.
-Non dando attenzioni al partner.
-Svalutandolo.
-Criticandolo e guardando solo le cose che non vanno in lui, anche a volte inesistenti.
-Perdendo il desiderio sessuale o mettendo in difficoltà la vita sessuale con l’altro.
-Tradendo il partner.
-Estraniandosi col silenzio e la passività, dalla presenza fisica, emotiva, e affettiva dell’altro.

Solitamente tra l’altro riconoscerete queste persone dal tempo esagerato che investono nei riguardi di attività che esulano completamente dai rapporti amorosi. In pratica questi individui riempiono i loro vuoti con una dedizione esagerata verso la loro professione, con letture eccessive, frequenti viaggi, interesse smodato per sport e politica, e tutto ciò che ha a che fare con la cultura in modo esagerato, poichè serve ad infarcire la mente, per evitare di sentire il vuoto che essi portano nel cuore.

E’ per questi motivi che questi individui sentono sovente amore verso partner impossibili, con cui sanno perfettamente che non potranno realizzare alcuna relazione, mentre con i partner “possibili” hanno enormi difficoltà a comprendere se sono innamorati o meno.
All’inizio della loro “carriera amorosa”, sono capaci di innamoramenti forti e sofferti verso partner che li rifiutano, e questo serve loro per potersi dare conferme sulla svalutazione dell’amore in generale, e come ottima scusa per chiudersi a riccio, e sostenere che l’amore non fa per loro.

Se pensate che col vostro amore incondizionato un partner del genere potrà cambiare, vi state semplicemente illudendo, e state anche peccando di presunzione.
Purtroppo questi soggetti non cambieranno mai per nessuno. Essi possono apportare cambiamenti sostanziali, solo se lo decidono autonomamente, secondo i loro tempi.
Nessuno può cambiare un’altra persona. Questa è una verità da dirsi di continuo! A maggior ragione se siete incappati in una di queste persone.
Pertanto, l’unica soluzione possibile, è lasciare andare via queste persone, e quando tornano essere decise al posto loro. Non deve importare cosa vogliono loro, perchè non sono consapevoli del loro disagio, nè sanno veramente cosa vogliono, interiormente contrastati di continuo dalla loro indecisione. Deve importare quello che volete voi!
Voi cosa volete?
Una volta stabilito questo, fatelo presente a questa persona, e se sarà d’accordo, vedrete che probabilmente modificherà qualcosa. Se non lo sarà, è meglio che vada.
In ogni caso, anche nella migliore delle ipotesi, non aspettatevi mai grossi cambiamenti, se non sarà il diretto interessato a compierli, lavorando su se stesso in modo serio.

*Attenzione invece a non confondere un reale disinteresse o tentennamento nei vostri riguardi, con una difficoltà ad amare! Anche in questo caso, valutate bene le situazioni, poichè facilmente si preferisce illudersi dicendosi che gli altri hanno paura di amarci, piuttosto che dirci con semplicità che l’altro in realtà non nutre un vero interesse verso di noi.
Quando infatti notate incostanza e distacco, la prima cosa che dovreste pensare è il disinteresse, non chissà quale problematica.
Le cose a volte sono più semplici di quelle che crediamo, e guardarle per quelle che sono, ci permettono di evitare inutili illusioni e delusioni.*

Tirando le somme, quindi, è possibile superare la paura di amare?
La risposta è si! Nulla è impossibile se si è realmente consapevoli del proprio essere, e di ciò che si vuole davvero.
Se quindi vi siete riconosciuti in questo profilo, sappiate che nessuno in questo mondo può fare a meno dell’amore. Pertanto con coraggio il primo passo da compiere è ammettere di avere un disagio, che non vuol dire malattia, bensì semplicemente un “quid”  che non vi farà vivere mai serenamente. Contrariamente a quello che pensate, più affronterete questa questione, meno boccheggerete nel corso della vita.
In fin dei conti, senza l’amore, questa vita cos’è?
La vera distanza che vi farebbe bene prendere, se ne avete l’età anagrafica e le giuste possibilità, è dalla propria famiglia di origine. Vi servirà a sentirvi capaci, autonomi, e grazie ai vostri spazi, che avrete totalmente poichè abiterete da soli, e da soli vi prenderete cura di voi stessi, riuscirete maggiormente a sentire la voglia di avere qualcuno al vostro fianco. Sarà estremamente importante per voi non sentirvi più figli, bensì individui adulti in grado di farcela in ogni circostanza, e distanti da quel ruolo duro che avete dovuto sostenere.

Pertanto, quando incontrerete un partner che vi colpirà particolarmente e che vi ricambia, la prima regola è non scappare! E non incolpate l’altro per il vostro malessere, perchè non dipende dalla persona che avete accanto, ma dalla vostra paura di vicinanza.
Sentite noia e insofferenza? Fa parte del vostro malessere, quindi piantate bene i piedi per terra, respirate profondamente, e costringetevi a rimanere a tutti i costi, cercando di vedere con un altro occhio più benevolo quello che sta succedendo realmente attorno a voi. Imparate a guardare ai gesti di chi vi vuol bene, come a qualcosa di buono, positivo. Ditevi più volte che quel messaggio, quella carezza, quell’attenzione, è fatta a fin di bene, e non merita la vostra porta sbattuta e poi riaperta. Ditevelo che questo modo di fare fa molto male a chi lo riceve. Diventatene lentamente consapevoli.
Più sentite paura, soffocamento, malessere, voglia di scappare, più dovete restare. Almeno all’inizio sarà così, finchè non vi abituerete, e sentirete il panico scemare.
Tutte le volte che non avete voglia di farvi sentire, ricordate quanto vi è mancata quella persona quando non eravate in contatto. Fatevi vivo anche se pensate che sia una noia e una limitazione al vostro tempo libero. Pian piano per voi questo gesto diventerà una dolce abitudine che vi regalerà ossiegno.
Tutti noi siamo fatti per amare. Nasciamo per questo! Quindi la vera aria, la troverete quando accantonerete la paura di amare.
In realtà è la paura quella che soffoca, che limita, che opprime il petto. Non l’amore in sè. Rifletteteci, e datevi più possibilità per vivere la felicità e la gioia che solo un amore positivo e ricambiato può dare.

Tutte le volte che il mare dell’amore vi fa paura, non congelatelo con la vostra freddezza che usate per scappare, bensì chiudete gli occhi, tappatevi il naso, ed immergetevi fra i suoi flutti. Una momentanea apnea, è fondamentale per riuscire ad aprire gli occhi su quel fondale marino magnifico che è l’Amore.

-Patrizia Perotti-

Questo è lo spazio più vario di tutto il sito. Parleremo di sentimenti, di emozioni, di figli, della vita di tutti i giorni, dei comportamenti umani. Rivedremo in una chiave nuova questioni affettive e non, che attanagliano la vita di ognuno di noi da sempre, gettando via schemi soliti e antiquati, e riscoprendo un nuovo passo che va con i nostri tempi, pur senza esserne assorbiti del tutto. "In media stat virtus..." L'equilibrio. ...E' quello che da sempre all'uomo risulta più difficile...

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