Raccolte e riflessioni

Un tempo

Avevo un’amica un tempo.
Lei era quella delle risate fino alle lacrime, delle pazzie e delle confidenze.
Io ero un pò matta e capricciosa, ma le volevo bene sul serio.
Non ero perfetta, ma ero vera.
Avevo un amore un tempo.
Lui era quello del cuore che batte all’impazzata, delle follie e dei baci senza fine.
Io ero gelosa e insicura, ma lo amavo sul serio.
Non ero perfetta, ma ero vera.
Un giorno entrambi mi voltarono le spalle, e non servì a nulla piangere e chiedersi perchè.
Alcuni semplicemente non ci vedono, non ci apprezzano, non si rendono conto che trovare qualcuno con cui c’è sintonia e bene reciproco, è il Dono più prezioso che ci viene concesso, e purtroppo a volte non ricapita.
Di contro, ognuno di noi comprende col tempo, attraverso gli eventi della vita, di quanto in realtà queste persone non avrebbero potuto essere mai parte positiva del nostro cammino.
Quindi quando qualcuno và via da te, accetta e ringrazia.

-Patrizia Perotti-

Quante bugie ci raccontiamo pur di non dirci che qualcuno non ci vuole?

Quante bugie ci raccontiamo pur di non dirci che qualcuno non ci vuole?
Diventiamo saggi della vita altrui, pensando che loro non vedono la vera felicità, perchè non vedono noi.
Ci diciamo che aveva da fare, che non era il momento, che ha avuto traumi infantili, che non si fida del prossimo, che ha bisogno di elaborare, che gli serve tempo, che ha paura d’amare, che è talmente delicato che non ci cerca per non disturbare.
O ancora ci diciamo che è stupido, infantile, immaturo, che non comprende dove stanno le cose vere, che ha trovato l’oro e non l’ha capito.
Probabile. Ma serve davvero dirsi tutto ciò?
Se la nostra mente avesse solo un minuto di lucidità, ci prenderebbe per sciocchi.
Eppure sciocchi non siamo, perchè è chiaro che stiamo amando qualcuno, che proviamo un interesse che và al di là di una semplice attrazione. E in questo di sciocco non c’è assolutamente niente. Anzi.
Però, se solo ci pensassimo bene, quanta sofferenza ci risparmieremmo se ci dicessimo subito la verità?
Certo che poi alla fine soffriamo, e ci aspettiamo anche che l’altro soffra quanto noi, che la paghi in qualche modo.
Ma chi è stato il primo che non ha voluto vedere le evidenze? L’altro o noi?
Chi è stato che si è voluto illudere davanti a palesi segnali di disinteresse? L’altro o noi?
Se dall’altro lato non c’è mai stato inganno, se quindi nessuno ci ha mai voluto far vedere amore dove non c’era, il problema è stato solo nostro.
Non serve girarci attorno, è tutto molto semplice: se interessi a qualcuno, questo qualcuno non ti farà andare via.
Se gli interessi veramente, troverà il tempo e la voglia.
Se ti vuole davvero, andrà contro qualunque trauma passato, oltre qualunque paura. Credimi: non ti perderà.
Se qualcuno ha vero interesse per te, vorrà coltivarti, vorrà vederti, e non gli basterà mai.
Alla fine pensaci: non è vero che noi siamo necessariamente la felicità per qualcuno.
Chi siamo noi per poter presumere di sapere quale possa essere la vera felicità di un altro individuo?
Non è facile, ma basta farci il callo: dirsi la verità è l’unico modo per crescere davvero.
La verità fa male a volte, ma è l’unica che toglie le maschere, che spoglia le illusioni, e che veste di nuove consapevolezze la vita.
Perciò stavolta alza lo sguardo e guardati allo specchio.
Si, è così: quella persona semplicemente non ti vuole, o non ti vuole abbastanza.
Sapere il perchè non è così importante.
Molte volte non è un tuo problema, come altre volte nell’altro non è scattata la scintilla. Purtroppo anche questa è una cosa naturale che può accadere.
Metti un punto e vai a capo.
C’è la vita fuori che ti sta aspettando.
Quella vera

-Patrizia Perotti-

Il mondo dei social si nutre di una voglia immane di far vedere sempre quanto siamo felici

Il mondo dei social si nutre di una voglia immane di far vedere sempre quanto siamo felici, e invece raramente lo siamo.
Ci inducono a raccontare a noi stessi e agli altri le bugie peggiori.
Ci dipingiamo innamorati, e non lo siamo.
Bravi genitori, e non lo siamo.
Fighi, e non lo siamo.
Impegnati sul lavoro, e non lo siamo.
Diamo voce a ciò che ci piacerebbe essere, e non a ciò che realmente siamo.
I like che riceviamo sembrano compensare la sete continua di conferme su quanto valiamo. E invece questo aspetto andrebbe ricercato dentro noi stessi.
Abbiamo tristemente imparato a farci piacere o meno, una posa, un volto, in una foto ferma e fissa, piuttosto che innamorarci dei piccoli gesti, delle sfumature di uno sguardo, dei sottintesi argomenti di un sorriso, dell’insieme di una persona che inspiegabilmente e a pelle ci attrae.
Svegliati.
Allontanati da questo mondo finto.
Riscopri il cielo terso, le nuvole che si rincorrono, il vento tra i capelli.
Rivedi il colore intenso dei fiori sui prati, il bagliore degli occhi di chi ti sta accanto, gli arcobaleni che si perdono all’orizzonte.
Torna ad avere tempo per i tuoi veri interessi, senza aver bisogno di postarli e farli vedere a qualcuno, perché qualunque cosa farai, la farai solo e veramente per te.
Pensaci.
Trovi sempre tempo per fare foto in giro e postarle sui social, mentre non c’è mai tempo per un caffè, per due chiacchiere dal vivo, per due passi col naso per aria.
Riprenditi la tua vita.
Quella vera.
Quella che non necessita di like.
Quella che ti dice davvero chi sei

-Patrizia Perotti-

Certo che possiamo tutti fare a meno di qualcuno

Certo che possiamo tutti fare a meno di qualcuno.
Certo che indispensabile non c’è realmente nessuno.
Certo che al mondo esiste tanta altra gente.
È tutto vero.
Però poi ditemi se è lo stesso.
Poi ditemi se è uguale.
Ditemi se con chiunque sentite quell’odore.
Se è chiunque che potete guardare negli occhi e perdervi senza parole.
Ditemi se è possibile trasferire su chiunque quella voglia incontenibile di fare l’amore.
Spiegatemi poi se è vero che una bocca vale l’altra, se un sorriso è come un altro, se si può amare qualcun altro allo stesso modo.
Potrà sembrarvi di più, di meno, mentre l’avverbio giusto è “diversamente”.
Mai in modo uguale.
Qualcosa rimane per sempre.
Ad alcuni rimane un gesto.
Ad altri una foto.
Ad altri ancora un profumo.
E ad altri, a tanti, rimane quel retrogusto amaro di un sapore antico che rimanda l’eco dell’incancellabile…

-Patrizia Perotti-

Un applauso a chi giudica

Un applauso a chi giudica.
Bravi a tutti quelli che sembrano sapere esattamente cosa vivi tutti i giorni, manco fossero dentro le tue tasche.
Complimenti a chi sta lì a dirti che devi fare sacrifici, quando la tua vita è stata un sacrificio intero. E a chi conosce a menadito tutte le ricette giuste per essere vincenti.
Dategli in premio una settimana della vostra esistenza, così, giusto il tempo di provare a mettersi nei vostri panni. Scenderebbero dal loro trono colmi di vergogna.
Nessuno può giudicare la vita altrui.
Nessuno ha pianto le lacrime di un altro.
Nessuno può conoscere veramente la realtà della vita di qualcuno.
Perché nessuno di noi è lui, lei, gli altri.
Perciò abbassiamo lo sguardo, chiniamoci ad allacciare le nostre scarpe, e camminiamo.
Siamo padroni di giudizio solo del nostro cammino.
Mai di quello altrui

-Patrizia Perotti-

C’è una persona sola che meriterebbe veramente di starti accanto

C’è una persona sola che meriterebbe veramente di starti accanto.
Non è necessariamente quella che ti ha aiutato in determinate circostanze,
o quella che tutti i giorni ti da il buon giorno e la buona notte,
né quella che sta facendo salti mortali pur di stare con te,
e nemmeno quella che avrebbe tutte le carte in regola per starci.
L’unica persona che dovrebbe starti accanto è quella che una parte di te ha amato, ma che l’altra parte ha rifiutato.
È quella che senza fare troppo, ha saputo farsi strada nel tuo cuore.
È quella che ha regalato brividi alla tua pelle, briciole di nuova saggezza e sorrisi spontanei.
È quella che il destino ha voluto darti, e con cui anche per poco ti sei sentito completo. Quei pochi casi in cui la bilancia era perfettamente allineata.
L’unico amore che dovrebbe essere adesso accanto a te, è quello che, anche senza capirlo del tutto, hai contraccambiato, ma che non hai vissuto fino in fondo.
È quello che la tua anima ti ha portato senza che lo cercassi,
che il tuo corpo ha desiderato come fosse la tua stessa pelle,
ma per cui la tua mente ha frenato bruscamente senza permetterti di procedere.
Per paura, inesperienza, immaturità, stupidità, orgoglio, moda, società, genitori, amici, età, pregiudizi.
Per paura di essere felice

– Patrizia Perotti –

Chissà quante volte ti sarai chiesto del perché qualcuno ti odia

Chissà quante volte ti sarai chiesto del perché qualcuno ti odia a tal punto dal godere nel vederti stare male, dal non volerti lasciare respiro, dal desiderare per te le cose peggiori.
Ti sei arrovellato il cervello per poterne venire a capo, senza mai trovare un senso a tutto quest’odio gratuito.
Eppure il senso è uno solo: se qualcuno ti odia, e tu sai di non aver agito male, quell’odio non ti appartiene. Non è un tuo problema.
Chi odia, è perché l’odio lo porta dentro, e se non ci fossi stato tu, avrebbe trovato qualcun altro da odiare, e se ancora non avesse trovato nessuno, avrebbe finito per odiare se stesso.
Perché alla fine è se stesso che odia.
Se stesso e le sue fragilità.
Se stesso e l’incapacità di superarti. Se stesso e il suo sentirsi immensamente piccolo ed insignificante.
Ha trovato in te quello che probabilmente avrebbe sempre voluto essere, e non riesce a desiderare altro che distruggerti.
Se tu crolli, non sarai più una minaccia.
L’odio è la prigione peggiore, per chi lo subisce, ma soprattutto per chi lo prova.
Perché l’odio è un modo per non lasciare andare mai via veramente una persona.
È l’urlo nel buio di un’anima sporca di catrame, che comprende di non saper provare davvero amore, e nel capirlo perde il lume della ragione.
Per questo, se sai chi sei, l’odio di qualcuno non cambierà la tua natura.
Se odi, sei odio.
Se ami, sei amore

-Patrizia Perotti-

Facci caso

Facci caso: mentre leggevi queste parole, senza alcun comando razionale, senza che te ne rendessi troppo conto, è sorto un solo nome nei tuoi pensieri.
Vuoi o non vuoi, è il nome della persona che il tuo cuore ama

-Patrizia Perotti-

Sono belli gli amori folli

Sono belli gli amori folli, quelli che dovrebbero, ma non finiscono mai.
Quelli che si guardano e si sorridono quando si ritrovano, perché non si erano mai veramente persi.
Sono belli quegli amori che si sentono dentro, e che succeda quel che succeda, ci sono.
Quelli che si gettano sotto le tempeste e non scansano nemmeno una goccia di pioggia,
che pure col terremoto attorno, restano in piedi e si sorreggono a vicenda.
L’Amore vero non si arrende, non si spegne, non cerca scuse, non và via.
Rimane perché è l’unica cosa che gli riesce di fare.
Rimane perché ti ama

-Patrizia Perotti-

Ci pensi a quante volte stai rimandando qualcosa che alla fine non fai mai?

Ci pensi a quante volte stai rimandando qualcosa che alla fine non fai mai?
Oggi è il giorno giusto per farla.
Hai rimandato un abbraccio, perché era troppo tardi e dovevi scappare al lavoro.
Hai rimandato un bacio, perché non lo sai nemmeno tu il perché.
Hai rimandato un “mi manchi”, un “ti voglio bene”, perché non credi che sia mai il momento giusto per farglielo sapere.
Hai rimandato un gesto buono, perché ti sei messo lì a farti i conti su quanto stai dando, e quanto stai ricevendo.
Hai rimandato di farti un regalo, perché non fai che pensare a tutti, dimenticandoti puntualmente di te.
Hai rimandato una scelta che sei sempre lì lì per fare, ma che poi non fai mai.
Basta. Non è più tempo di rimandare. Oggi è il giorno in cui devi spegnere quel maledetto interruttore che hai in testa, e accendere esclusivamente il cuore.
Non pensare alle conseguenze, agisci per te stesso.
Non ti importano le ricompense, non ti deve interessare il tuo tornaconto.
Stavolta non rimandare, e vai.
Qualunque cosa accada, qualcosa sarà cambiato.
Tutto ciò che non vivi, ti blocca.
E tutto ciò che blocchi, non ti fa vivere

-Patrizia Perotti-

Pensando liberamente in riva al mare, col vento tra i capelli e i pensieri scompigliati. O passeggiando, e osservando gli uccelli in volo, il bacio di due innamorati, le luci della sera, una panchina vuota. O ascoltando storie, vivendole, sentendo in lontananza una canzone che evoca ricordi... E' così che a volte d'improvviso scrivo... Sulla scia del momento, cogliendo l'attimo, rubando una foto che diventa poesia, uno sguardo che diventa parola, un'emozione che prende voce... Da qui nascono le mie raccolte e riflessioni libere, tra cui "Quello che non ti ho detto", "Riflessioni", "Stelle senza luce", "Quello che le donne non dicono", e altre...


“Quello che non ti ho detto” racconta con frasi, spezzoni, pensieri, ispirazioni, tutto ciò che non si riesce solitamente a dire, che si tace per mille motivi, ma che ci risuona dentro fortemente.

"Riflessioni" : Sono quelle riflessioni spontanee che ognuno di noi potrebbe fare, sulla vita, sull'amore, su quello che ogni giorno ci accade.

"Stelle senza luce" : Racconta ciò che potrebbe provare chi in realtà non è in grado di amare, e dà voce a tutto ciò che in loro rimane sempre inespresso. Chi non può amare, è oscurato da patologie come il disturbo narcisistico della personalità, il disturbo schizoide della personalità, la philofbia, l'anaffettività, l'alessitimia, ecc...

"Quello che le donne non dicono" : Racconta desideri inconfessabili, quel mondo nascosto e impensabile che le donne tacciono a volte anche a se stesse, la rabbia, il dolore, la dolcezza disarmante, la voglia continua di vivere e amare, nonostante tutto.

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