Il Salotto delle emozioni

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“Essere separati in casa”

Patrizia risponde…

Stasera voglio rispondere alle tante email che mi arrivano con un argomento comune: essere separati in casa.
Mi dite tutti la stessa cosa, e cioè che non è bello affatto e non è semplice. C’è chi mi scrive che il marito si è già trovato qualcuna con cui consolarsi; c’è chi mi scrive che deve rimanere per interessi economici; c’è chi mi scrive che rimane per i figli. Le motivazioni sono tante.
Mi parlate di quanto è difficile una situazione simile, ma nel contempo dite che vi piace la serenità familiare che state mantenendo e che respirate.
Scusate, ma a me sembra un controsenso. Se foste sereni, non scrivereste a me per dirmi quanto ci state male. 😃
Perdonatemi se sdrammatizzo, ma è un modo soft per farvi comprendere quanto piene di maschere siano queste unioni di facciata, e quanta confusione e contraddizioni sotterranee creino dentro e fuori di chi le vive.
In realtà non vi si può dare un consiglio, perché la vostra decisione l’avete presa. E allora, portatela avanti.
Nessuno ha detto che è bello e facile. Nessuno vuol mettere mano a questa decisione.
Pertanto, cosa vi si potrebbe dire?
Personalmente non condivido tale scelta. Ma non mi spingo oltre nel mio giudizio. Non sono qui per giudicare, ma per consigliare umilmente, dando la parola anche a chi legge, perché ne può senz’altro sapere più di me.
Quindi vi ribadisco: per come la vedo io, avete già scelto. Perciò accettate ciò che questa scelta comporta, o saggiamente abbandonate il campo.
Alla fine non c’è molto da dire.

Patrizia

“Passa il tempo, e sono sempre allo stesso punto”

“Ho 47 anni e ho avuto diverse relazioni sofferte. Poi 10 anni fa incontro lui, separato con un bambino. Siamo stati assieme per alcuni anni e quando avevo 40 anni volevo un figlio da lui, ma lui no. Così l’ho lasciato. Due anni di pausa in cui ho avuto altre storie ma pensavo ancora a lui. Sono tornata da lui e stavolta non gli chiedevo più un figlio, ma volevo una sessualità più appagante. Non andò bene, e l’ho tradito. Mi ha scoperta e mi ha perdonata, quindi siamo tornati assieme, ma ho iniziato a desiderare un altro, quindi l’ho lasciato. A dire il vero però mi manca ancora la sua presenza. Dagli uomini riesco ad avere o solo sesso o solo affetto, e io desidero entrambe le cose. Gli anni sono passati, non ho avuto un figlio come volevo, e sono ancora qua senza un uomo completo.”

C.

Patrizia risponde…

Mia cara, quanto diventa trafficata la vita quando non seguiamo i percorsi della nostra anima, e mettiamo troppa testa nei nostri desideri!
Le relazioni sono sempre opportunità di crescita, e il modo in cui si presentano, si evolvono, rappresentano preziosi specchi per comprendere chi veramente siamo. Spesso queste relazioni non arrivano per soddisfare i nostri desideri dettati dalla mente e dal “così fan tutti”. Per fortuna, aggiungerei.
Se leggi bene tra le righe della tua lettera, appare chiaro il fatto che in realtà, quando le cose sembrano mettersi tranquille, tu trovi delle “scuse” e scappi verso nuovi lidi. Sei un’esploratrice, te ne sei mai resa conto? Ti spiego in termini più semplici.
Ognuno di noi ha una sua natura. Se la sappiamo riconoscere, ci evitiamo un sacco di problemi, e li evitiamo anche a chi ci incontra.
Volevi un figlio a 40 anni, ma perché? Perché veramente lo desideravi, o perché l’orologio biologico ti stava col fiato sul collo?
Hai lasciato un partner rassicurante, ma perché? Davvero perché non ti dava un figlio, o perché (come si è visto in seguito) cominciavi ad annoiarti?
Hai tradito, hai cambiato, hai lasciato, e ti ritrovi ancora a 47 anni praticamente con un pugno di mosche, a quanto dici tu stessa.
E se cominciassi a considerare l’idea che la tua natura in realtà una “casa affettiva fissa” non la vuole?
Le esperienze che la vita ti ha portato, avevano un solo scopo: farti capire cosa volevi veramente, chi sei davvero tu. Ma credo ti lasci prendere spesso da ciò che la società propone, da quel modello di vita che vedi calza così bene a tanti, almeno all’apparenza.
Quell’uomo di cui parli non credo ti manchi affatto. Forse ti manca di lui quel riparo che non hai, ma dal quale sei comunque fuggita, non scordarlo! Quindi molla l’idea di questa persona e comincia a mettere ordine nella tua vita.
Ti sento bisognosa d’affetto, ma anche di una profonda autonomia e libertà. Quindi rispetta la tua natura, capendo che né tu né chi incontri potrà mai darti ciò che probabilmente hai idealizzato. Tutti noi, vuoi per un verso, vuoi per un altro, siamo carenti in qualche campo.
Il consiglio che ti do, è quello di considerare l’idea di intraprendere una terapia breve, per riprendere in modo più consapevole la bussola della tua vera nave, e finalmente salpare sicura verso rotte nuove e inesplorate, di cui molto probabilmente la tua anima ha sete e bisogno.

Patrizia

“Sono sposata ma voglio un altro”

“Sono sposata ma mi sono innamorata di un altro uomo ….Ogni instante con lui era pura felicità. Non abbiamo una relazione perché lui rispetta il mio matrimonio. Non siamo andati oltre i baci e abbracci. Non so cosa prova lui ma io non riesco a dimenticare , non riesco ad andare avanti senza di lui..la mia vita si e fermata con lui.
Ogni cosa che faccio , ogni giorno il pensiero mi porta da lui. Forse sembra assurdo ma mi sento cosi. Non parliamo da mesi ma abitando nello stesso paese ci incontriamo ogni tanto e tutte le volte non riusciamo a staccarci gli occhi uno dal’altro. Il suo sguardo dice molto ma la bocca niente. Non so casa fare mi sento persa senza di lui, solo immaginarmi con lui mi aiuta ad andare avanti.”

Giovanna.

Patrizia risponde…

Carissima, ciò che non viviamo rimane in sospeso e non riusciamo a lasciarlo andare, ancor peggio di una relazione vissuta e finita.
Il rischio qui però è di essersi innamorata di un’idea, di un sogno, di qualcosa che non puoi avere. Di un’illusione.
Quest’uomo ha dimostrato molta saggezza nel non voler andare avanti in questa vicenda.
Non conosco le problematiche del tuo matrimonio, ma sono sempre dell’avviso che bisogna fare il possibile per recuperarlo. E nel caso in cui la cosa non fosse fattibile, trovo più onesto separarsi per provare a rifarsi un’altra vita senza dover ricorrere a sotterfugi e menzogne.
Detto questo, probabilmente questo amore romantico ti serve per fuggire da una realtà che ti sta stretta, che non ti permette di sognare e di dare libero sfogo al tuo lato tenero e passionale.
Prova per un attimo a pensare che non è senza di lui che non puoi stare. Tu non puoi stare senza sentirti viva, senza emozioni intense. E’ quello che senti che ti fa sentire legata a quest’uomo: hai bisogno di emozioni che ti fanno vibrare.
A questo punto però il lavoro che dovresti fare, è quello di guardare con onestà al tuo matrimonio e di tirare le somme. A volte le relazioni clandestine nascono proprio dal non volere affrontare in modo maturo questo genere di situazioni spinose.
Sognare, vibrare, emozionarsi è bellissimo, purchè non diventi un rifugio incantato che ti evita di affrontare le tue responsabilità e di guardare in faccia ciò che ti permette di maturare interiormente.
Comincia a focalizzare le tue energie su quello che desideri veramente per te e per la tua vita, non su quest’uomo.
Prenditi la vita che vuoi, o non la vivrai mai davvero.

Patrizia

“Non voglio perderlo”

“Ciao Patrizia, voglio raccontarti la mia storia. Ho frequentato un ragazzo per 4 mesi, ma che già conoscevo dall’anno scorso. A causa di un forte litigio lui non ne vuole più sapere di me, e dice che non sono per lui. Il fatto è che dopo una precedente esperienza sentimentale finita male, non riesco più a fidarmi di nessuno, e siccome lui si comporta in modo freddo, dubito della sua sincerità a volte, sebbene lui mi ha sempre rassicurata. Vorrei un consiglio su come comportarmi perché vorrei riavvicinarmi a lui. Negli ultimi giorni gli ho già scritto dicendogli che non voglio perderlo. Ti ringrazio.”

H.

Patrizia risponde…

“Carissima, la prima domanda che voglio farti io, e che dovresti fare a te stessa, è: “Sei veramente sicura di voler tornare con questa persona?”
Dovresti per prima cosa analizzare le vere motivazioni che vi hanno portato alla rottura. Il vostro era davvero un rapporto che funzionava? E soprattutto, cosa realmente non andava?
Posso provare ad aiutarti ad analizzare i pochi elementi che mi dai, come ad esempio il fatto che lui fosse freddo. Un uomo freddo (come anche una donna) non sono mai un buon investimento. D’altronde se stiamo in coppia, vorrà dire che desideriamo attenzioni, affetto, vicinanza, non certo freddezza. Quindi chiediti se un uomo freddo è quello che veramente può farti stare bene.
In secondo luogo, mi scrivi che non ti fidavi di lui perchè in passato hai avuto una relazione negativa. Per esperienza ti dico che quando il tuo istinto non si fida di qualcuno, non è tanto per il passato, ma perchè veramente devi stare attenta a chi hai davanti. Fidati sempre delle tue sensazioni, quelle che non hanno alcuna spiegazione logica. Il tuo istinto ne sa sempre più di te.
Chiediti anche se il tuo desiderio di tornare con lui, non nasconda la paura della solitudine, o un problema di autostima ferita (vedi anche la tua diffidenza verso gli uomini).
Fatto questo, non elemosinare più le attenzioni di quest’uomo. Purtroppo bisogna accettare il fatto che se per qualcuno una storia è finita, non entreremo di nuovo nel suo cuore perchè ci mostriamo come zerbini, ma piuttosto se è stato lui ad andarsene, mostrati sempre disponibile al dialogo, aperta, ma fagli conoscere la tua dignità. E’ di quest’ultima che veniamo attratti.
Tieni presente che per tornare con qualcuno con successo, dovreste insieme lavorare su ciò che in passato non ha funzionato, e non è un lavoro da poco.
Hai provato a parlargli e a tornare. Bene, ora basta. Lui sa perfettamente le tue intenzioni, e non sarai certo tu a fargli cambiare idea, può farlo solo autonomamente. E l’unico modo per provare a vedere se lo fa, è mollare la presa. Ma devi farlo sul serio.
Questo è anche il modo migliore per riprendere in mano la tua vita ed andare avanti. Evita di attendere il suo ritorno, accetta che potrebbe non avvenire mai, e piuttosto apriti lentamente, a piccoli passi, alla vita.
O lui torna, o tu avrai ritrovato la tua strada. In bocca al lupo per tutto!

Patrizia

“La felicità ha lasciato la mia vita”

“Ho 49 anni e so di essere troppo avanti per le questioni amorose. Purtroppo ho avuto una delusione fortissima, in cui questa donna che amo mi ha abbandonato, e da allora sono passati due anni e non riesco ad andare avanti, nè mi sono più innamorato. La nostra relazione andava avanti da tanti anni, e non trovo più un senso. La felicità ha lasciato la mia vita.”

Senza firma.

Patrizia risponde…

* Partiamo subito col dire che nessuna età è fuori luogo per l’amore. C’è un età per tutto, caro amico, tranne che per amare.
Le delusioni amorose, che senza dubbio ci fanno soffrire tantissimo, ci mettono in contatto con noi stessi e con la nostra parte più vera.
Ciò che dovremmo comprendere, è che la sofferenza sana non dura per sempre, nè tantomeno per anni. Se si cronicizza, è perchè non lasciamo andare la presa. Non accettiamo cioè che quella relazione sia terminata, non la lasciamo andare dentro di noi. Rimaniamo aggrappati a ricordi che fanno parte del passato, e che quindi non esistono più. Tendiamo a volte addirittura a rimuovere quello che realmente in questa relazione non andava.
La felicità non è una persona, un lavoro, una casa. La felicità vera è solamente dentro noi stessi, ed è proprio questo che l’abbandono vuole farti comprendere. Ti ha fatto cambiare rotta affinchè tu potessi fare i conti con te stesso, e scoprire una felicità che non dipende da niente e nessuno. Gli abbandoni sono i migliori alleati che ci fanno scoprire o ritrovare i nostri talenti sepolti, ciò che avevamo tralasciato di noi stessi a favore di una vita a due.
Perchè? Che senso ha, se uno stava bene con quella persona?
Noi non lo sappiamo. Almeno non per il momento. Ma dovremmo aver certo che se la vita ha stabilito quel piano per noi, evidentemente è quello di cui avevamo bisogno. Affidarsi a ciò che il Cielo decide per noi, non solo ci permette di assolverci da sensi di colpa che non trovano soluzione, ma anche ci alleggerisce e ci predispone verso quell’ignoto che vuole farci germogliare.
Inizialmente va benissimo accasciarsi, stare male, piangere, anche per mesi. E’ giusto, è così che ci si rialza. Senza fretta. Imparando a capire che siamo semplicemente caduti, e ci siamo fatti male. Un abbandono infatti è più o meno questo.
Bisogna da qui comprendere che ci vorrà del tempo, e soprattutto dobbiamo dirci che è scontato e sicuro che ci riprenderemo da quella caduta. E’ importante credere in questo! Perchè è la verità. Per quanto male possa farci una relazione che finisce, non siamo finiti noi.
Il tuo blocco consiste nella non accettazione di quanto è accaduto, nel credere che la felicità ti ha lasciato insieme a quella donna. Ciò in realtà ti ripara da altre relazioni. Se tu infatti ti senti ancora legato alla relazione ormai finita, non fai che aggrapparti ad una illusione che ha cessato di esistere, che ti evita così di coinvolgerti in altre storie.
Nel mentre non ti accorgi che tutto attorno a te è vivo, e attende solo di essere visto. Primo tra questi, te stesso.

Patrizia

Salotto delle emozioni
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