Poesie e filastrocche

Vivere una favola

A volte vorremmo solo vivere una favola.
Vorremmo smettere di dover essere forti, vigili, attenti.
Vorremmo che la vita ci sorprendesse finalmente regalandoci un sogno,
come una carezza dimenticata.

Vorremmo che, dal nulla,
arrivasse qualcuno che ci vede davvero,
e non con gli occhi distratti del mondo,
ma con quelli che riconoscono l’anima.

Qualcuno che ci scegliesse,
così, senza motivo apparente,
come si sceglie una melodia tra mille,
un profumo che resta sulla pelle.

Tutto sarebbe più leggero:
le parole, i silenzi, i passi lenti.
Perdoneremmo al passato le lacrime e i dolori, senza rimpianti.

Vivremmo quella favola quasi senza crederci, quasi a guardarla come un film:
un uomo e una donna
che ballano di notte,
tra il rumore del mare
e un vecchio pezzo jazz.
Lui la stringe,
lei chiude gli occhi,
una nave si avvicina silenziosa..
come un destino che non fa rumore,
ma arriva lo stesso.

E in quell’istante
la realtà si piegherebbe alla magia.

Vorremmo credere che
le favole non finiscono nei libri.

Quelle favole che a volte ci sfiorano soltanto,
eppure il loro tocco si impregna nella nostra memoria della pelle, dell’anima, della vita,
e non va via mai più

-Patrizia Perotti-

Per sempre, senza un perchè

Ti stancherai di me, chissà quante volte.
Ti sembrerò ripetuta, prevedibile, forse lontana.
Io ti vedrò diverso, adagiato.
Non leggerò più l’incanto nei tuoi occhi quando mi guardi.
Penserò che non sei più innamorato.
E sarà vero così, perché l’Amore non è una fiamma che arde sempre allo stesso modo.
È ciò che rimane quando il fuoco si spegne.
Non desidero che tu sia innamorato come il primo giorno, ti chiederei l’impossibile.
Voglio solo che tu decida di restare,
anche quando non c’è musica,
quando le parole non bastano,
quando la vita pesa.
Mi basterà che, tra mille strade,
tu ti fermi un istante
e dica:
“Non so spiegare, ma ancora e sempre lei.”
Non per abitudine,
non per paura,
ma perché in quel momento, ancora una volta,
mi stai scegliendo.
Senza un perché
-Patrizia Perotti-

Non è mai una fine

Sto dove il silenzio parla,
dove il giorno sfuma piano nella luce dorata,
e il tempo non chiede nulla.
Una finestra aperta sul respiro del mare,
come un gatto osservo,
senza voler possedere nulla di ciò che nutre i miei occhi.
Respiro tra le cose che sussurrano delicatamente:
una vela che scivola,
un gabbiano che disegna cerchi d’aria,
il pensiero che non ha bisogno di parole.
Non inseguo,
non trattengo.
Ascolto ciò che viene detto,
cogliendo impercettibili sfumature
che valgono molto più di grandi cose dette.
E quando il sole scompare nel mare,
non è mai una fine.
È solo il cielo che si tinge di scuro,
per far brillare i miei timidi sogni
-Patrizia Perotti-

Gatti randagi

Sul ciglio quieto e velato della sera,
cammina un’ombra leggera leggera.
Un gatto solo, senza padrone,
col cuore stanco ma senza prigione.
Tra i vicoli freddi e i tetti scrostati,
vivon silenti, i gatti randagi.
Nessuna carezza, nessuna dimora,
eppure ogni giorno rinascono ancora.
Con occhi di luna e passo gentile,
scrutano il mondo con sguardo sottile.
Ricordano sempre come li hai trattati,
anche chi li ha visti e poi dimenticati.
Sotto la pioggia, tra foglie e cartoni,
fanno le fusa alle loro illusioni.
Sognano un pasto, affetto e calore,
sebbene da svegli ne hanno timore.
Ma basta una mano, un gesto d’amore,
per sciogliere piano quel piccolo cuore.
Oh gatti di strada, figli del niente,
siete poesia che cammina tra la gente,
che vi vede un secondo, ma basta un momento, e già siete scomparsi come folata di vento.
Conservo con me la vostra magia,
maestri di dignità e di abile furberia.
La vostra libertà nessuno può comprare,
ed è quello che più amo di voi, e che senza far niente mi avete saputo insegnare
-Patrizia Perotti-

Ti ricordo ancora

Ti ricordo ancora..

Ricordo l’allegria che portavi con te, come un vento buono, capace di spazzare via i miei pensieri che a volte si facevano pesanti.
Il tuo sorriso meraviglioso, da fare invidia anche al sole dell’estate;
quel sorriso e quegli occhi intelligenti che illuminavano i miei giorni e li rendevano più leggeri, più veri.

Ricordo ancora il tuo profumo, quando ti abbracciavo forte e mi perdevo a occhi chiusi tra le tue braccia,
e ricordo che per la prima volta mi facesti conoscere cosa vuol dire sentirsi protetta e al sicuro, senza soffocare.

Mantengo di te questo ricordo molto lontano, che ogni tanto riaffiora dal nulla, senza preavviso.
Il ricordo pulito di una me ancora acerba e spensierata,
che avrebbe dovuto ancora imparare tanto dalla vita.

So che se potessi parlarti, ti direi grazie.
Per l’impronta pulita che hai lasciato dentro me,
come un seme che quando fossi stata pronta, mi avrebbe fatto capire cosa avrei voluto davvero:
un amore che non si accontenta, che ha il coraggio di essere vero, che non ha bisogno di grandi cose per mantenersi vivo,
e a cui basta un abbraccio sincero per ritrovarsi.

Accade così, senza volerlo, distrattamente,
che io ti pensi,
e ogni volta sorrido.

Come anche adesso che non ci sei più,
ciò che mi hai lasciato, ti rende ancora parte di me

-Patrizia Perotti-

Cuore semplice

Ha un cuore semplice chi non fa rumore,
chi parla piano, ma ascolta col cuore.
Chi non cerca applausi né di essere idolatrato,
ma semina luce, e di ogni cosa è grato.
È semplice il cuore che ride al mattino,
per un raggio di sole sul davanzale vicino.
Che sa piangere in silenzio, senza rancore,
e perdona anche dove c’è stato dolore.
Non fa promesse, non alza bandiere,
ma tende la mano se vede cadere.
Non cerca la vetta per dire “io c’ero”,
gli basta saper d’aver fatto il suo vero.
Cuore semplice, spesso nascosto,
in un gesto, un sorriso, un dare disposto.
Ma è lì che riposa il senso profondo
di tutto ciò che ha vera bellezza in questo mondo
-Patrizia Perotti-

Vento d’estate

Guardo il nastro di tutto ciò che è stato, come se fosse quello di un vecchio film, ingiallito e perso nel tempo.
Eri il mio vento d’estate, che si intrufola tra le tende svolazzanti,
rincorrendoti giocosamente e prendendoti alle spalle ridendo, con la spensieratezza di chi non pensa al domani;
quel vento che soffia per darti respiro e tregua, ristoro e brezza;
quel vento dolce e impetuoso come un abbraccio che ti avvolge e che non smette di riscaldarti il cuore;
quel vento come un bacio tenero che ti sfiora appena le labbra, rimescolandoti dentro un turbinio di passioni.
Soffiava forte: scompigliava i miei capelli con morbide dita, e arruffava le mie emozioni aggrovigliate.
Soffiava forte, e non smetteva.
Poi all’improvviso nulla più.
E mi ritrovo in un deserto arido,
dove la sabbia che mi svolazza attorno mi punge la pelle e il cuore come aghi spietati;
dove scorrono le mie lacrime calde che mi bruciano l’anima.
La mia bocca serrata di parole che non posso dire, di quell’amore che posso solo tacere,
che ogni giorno implode dentro me come un vulcano che non so arginare.
Il silenzio mi assorda e mi comprime, mi strazia e mi deprime.
Così che tutto diventa muto, fermo, asciutto, morto.
Dove sei vento d’estate?

-Patrizia Perotti-
www.patriziaperotti.it

📷 Dipinto Cartapietra – Tra le tue braccia

San Valentino

San Valentino è la festa di chi ama.
Di quelli che si sono persi, ma si ritrovano ogni giorno nei sogni e nei pensieri.
Di quelli che non si sono mai trovati, ma che guardando le stelle, con la certezza che un’altra anima uguale, si sta specchiando nello stesso cielo.
È la festa di quelli che caparbi si prendono per mano giorno per giorno, e nonostante le difficoltà, continuano il loro cammino insieme, sostenendosi.
Di quelli che hanno rinunciato al proprio egoismo ingoiando amaro, lasciando il campo libero a quel “noi” già composto, non mettendosi in mezzo al loro percorso.
È la festa di chi, pur cambiando strada, ha conservato nel suo cuore una stanza tutta per te, e forse tu nemmeno lo sai.
Di chi, in una maniera o nell’altra, non ha mai smesso di amarsi.
Questa festa è un modo per ricordarti di quanto amore porti dentro, e di quanto amore sei

-Patrizia Perotti-
www.patriziaperotti.it

Ricetta d’amore

Ho una ricetta bella e te la voglio insegnare.
Su, mettiti il grembiule che iniziamo a preparare.
Mille grammi di carezze
e duemila di dolcezza,
e baci quanto basta per stemperare l’amarezza.
Coccole e abbracci ne puoi mettere in abbondanza;
butta giù ironia e risate, che non ce n’è mai abbastanza.
Comprensione ed empatia non possono mai mancare,
aggiungine ancora un po’, non esitare, non lesinare.
Un pizzico di entusiasmo, anzi no, facciamo due;
inizia a mescolare, poi impasta con le mani tue.
Adesso cuoci tutto nel fuoco del tuo amore;
ti accorgi quanto è grande il forno del tuo cuore?
È questa la ricetta deliziosa e profumata
che tinge di colori e gusto ogni tua giornata.
L’amore, quando è vero, danno non può fare.
Gli ingredienti sono semplici, ma il cuore devi aprire.
Suvvia, iniziamo, che questo mondo ha tanta fame!
Preparati, che la ricetta ad altri ora tu devi insegnare.

-Patrizia Perotti-

Mi piaci

Non so come farai a capire che mi piaci.
Mi guarderai più volte, e io per tutte quelle volte dirigerò il mio sguardo altrove.
Non so con che coraggio penso che dovresti farti vivo, quando so sorridere a malapena e rivolgo soltanto due battute scontate.
Lo so, non è così che si dovrebbe fare.
Lo so, sto fuori tempo, fuori epoca, e a volte anche fuori di testa.
Ma io non lo so più come si fa. Non reggo più le emozioni forti, né il tocco di uno sguardo.
Temo di illudermi, di non capire, di espormi e di farmi male.
Quel male da cui non saprei più guarire.
In silenzio ti urlo di non mollare, di cercarmi, di trovarmi, di rapirmi!
Apri i miei pugni chiusi, accarezza la mia timidezza, abbraccia le mie paure.
Sono qui. Ti sto aspettando. Non tardare.
Spero che tu sia più forte di me, che non mi darai le spalle senza voltarti indietro, perchè con pochi sguardi mi avrai già capita.
D’altronde, se sei la persona giusta, lo capirò: non avrò bisogno di essere nessun’altra se non me stessa.
Le anime giuste si riconoscono così: non ti chiedono altro che farti amare.
-Patrizia Perotti-

Per chi ama lasciarsi trasportare dalla melodia della poesia, dalla magia che essa evoca, dal terremoto di emozioni che provoca. E a chi piacciono le filastrocche, che ci ricordano un pò anche i canti antichi, le favolette brevi della nonna, l'immaginazione che possiede il nostro bimbo interiore.

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