Abbandonare i social. Io l’ho fatto

Come promesso, con i miei tempi che sono un misto tra la verve di un bradipo e lo slancio di una lumaca, eccomi qui  a parlare del perchè (con gioia) ho abbandonato i social.
Parlarne per sommi capi e in due righe non è cosa semplice, perchè i social in realtà hanno modificato l’essere umano in modo altamente complesso.
Sarò costretta ad esprimere il mio pensiero nel modo più sintetico possibile, ma proverò ugualmente ad illustrarvi perchè a mio avviso dovremmo tutti abbandonare i social.
Essendo figlia degli anni 70, e avendo vissuto l’adolescenza negli anni 80, ho ricordi molto vivi (e belli) di quello che era il mondo senza i like. Mi rivedo ancora mentre cammino spensierata col walkman sulle orecchie. A quei tempi nessuno aveva ancora violato il diritto di sognare a occhi aperti, e di desiderare.
E’ un quadretto questo, molto lontano da come oggi siamo schedati sui social. Foto, nome, cosa fai, perchè, dove sei stato. Siamo dei fascicoli. Se siamo curiosi di conoscere qualcuno, andiamo subito a vedere il suo profilo social per farci un’idea. Se ne risulta qualcosa che non ci convince, guardiamo già altrove, come se la personalità di una persona si potesse racchiudere in quattro righe senz’anima. Siamo schedati all’interno di un grosso catalogo, dove chiunque può mettere mano e dire la sua.

Ecco quindi alcuni motivi per cui ho abbandonato i social, e per cui secondo me dovrebbe farlo chiunque.

1) I social ci allontanano da noi stessi.
Tempo fa ebbi una discussione con una conoscente che difendeva a spada tratta i social. “Senza Facebook non saprei che fare ormai. Mi salva la vita.” – affermò.
Fu la cosa più allarmante e squallida che abbia mai sentito in vita mia. Una donna che affermava di non saper vivere senza lo scorrere continuo dello schermo, e che interagiva brillantemente solo attraverso Facebook. Poi se la incontravi per strada, evitava anche di salutarti se poteva. Guardandola bene, è una donna molto depressa, ha una vita praticamente nulla: lavoro monotono, situazione sentimentale inesistente da anni e anni, nessun vero amico.
In tal caso non ha senso drogarsi di social. Bisogna correre ai ripari, capire il malessere che ci attanaglia.
I social ci distolgono dai nostri veri problemi, e questi crescono senza che noi ce ne accorgiamo. Mettono radici in modo silenzioso. Essi, i social, hanno il compito di distoglierci momentaneamente dal nostro malessere. Solo che poi arriva sempre il giorno in cui ci svegliamo, trovandoci davanti il mostro gigante dei nostri problemi irrisolti. E quel mostro ci mangia, non saremo in grado di fronteggiarlo, cercheremo di continuare a scappare ma senza riuscirci. Saranno guai.

2) I social ci illudono.
“Ha messo il like alla mia foto, quindi gli piaccio.”
“Se non ho molti follower, non valgo nulla. Se ne ho tanti, sono una star.”
Eppure è semplice: i like si mettono soprattutto per gentilezza, perchè si è amici, perchè dobbiamo contraccambiarli, perchè è un giro continuo di favori. Non conto le volte in cui ho dovuto per forza mettere un like in foto di cui nel frattempo commentavo d’istinto: “Oh mamma, che orrore!”
Il talento, la bravura, e tutto quello che vorremmo fosse premiato, non si evince dai follower e da quanto successo abbiamo sui social. Ci sono emeriti ignoranti, frustrati, persone con evidenti disturbi antisociali, che si credono chissà chi perchè la massa li segue. E ci sono invece persone molto valide che faticano a farsi notare.
Siamo quelli che siamo, a prescindere dai like e dai follower.
I social portano il nostro ego alle stelle, per poi scaraventarlo per terra violentemente senza tanti complimenti.
Svegliatevi: non si può andare in crisi per una manciata di like. Come non potete sentirvi mister mondo perchè ottenete molti like. Lo capite che non c’è cosa più facile, che cliccare un pollice in su? E che altra cosa facilissima è il voler demolire una persona attraverso mancati apprezzamenti o commenti offensivi? Voi non siete un like. Siete molto di più (o molto di meno, a seconda del caso).

3) I social ci danno ansia e frustrazione.
Dobbiamo per forza far sapere qualcosa di noi al mondo. Abbiamo perso il piacere di fare foto per guardarle e averne il ricordo. Lo scopo è postare. Ostentare. Farsi vedere. Informare. “Io esisto. Guardatemi.” E’ questo quello che si cela dietro a molte foto e post.
“Noi siamo felici. Invidiateci.” E poi quella felicità non esiste nemmeno da lontano.
Postiamo ciò che vorremmo essere, e ciò che vorremmo che fosse la nostra vita. E quando proprio non possiamo mentire, arriva l’ansia.
Guardiamo i volti sorridenti di chi nella realtà nemmeno si considera, ma noi non lo sappiamo, e crediamo a quell’immagine che riflette la felicità che vorremmo.
I social non ci aprono al mondo, ma ci chiudono in una piccola cerchia di persone inesistenti nella realtà, che nei nostri giorni non troviamo, e questo genera nella nostra psiche grande amarezza, delusione, disorientamento, frustrazione.

4) I social e le chat hanno distrutto l’amore.
I tradimenti è vero che ci sono sempre stati, ma mai serviti su un piatto d’argento come grazie ai social e alle chat. Inoltre hanno accelerato e promosso il consumismo affettivo.
“Ciao, sei carina, ci stai? Ah non ci stai? E vabbè, che sarà mai, ci metto due click a trovarne un’altra.”
Praticamente ormai gli incontri funzionano così. Ma l’amore dov’è finito? Dove sono finiti il corteggiamento, il doversi scomodare per andare a conoscere qualcuno, quel “Esco per vedere se la incontro.” ?
Nessuno ti sceglie più davvero. Nessuno perde settimane pur di approcciarti. Nessuno sta troppo dietro a nessuno. Tanto, cosa vuoi che sia, c’è l’imbarazzo della scelta!
Si è perso l’amore. Inutile cercarlo dentro al letto di qualcuno, per poi piangere lacrime di coccodrillo. Inutile pensare di trovarlo dentro infinite chiacchiere scritte su una chat. Se pur di non restare sola, ti adatti ad un sistema simile, non troverai mai quello che cerchi. L’amore non puoi trovarlo dove di amore non c’è mai stata traccia.

 

Vivo meglio da quando non ho più l’assillo di dover pubblicare qualcosa, se no i follower scappano. Le ispirazioni fluiscono da sole, senza forzature. Non si scrive una poesia a comando. Nessun robot scrive poesie.
Vivo molto meglio da quando non mi contatta nessuno credendo di poter flirtare con facilità. E vivo ancora meglio da quando nessuno mi manda continuamente “buon giorno e buona notte” preconfezionati, che non sono interessanti se non per chi li manda, visto che è un modo per sentirsi considerati.
Vivo divinamente da quando ho chiuso con un Facebook deprimente e ipnotizzante. Con un Instagram che vive di ostentazioni, tartarughe non marine, e labbra a forma di canotto. Con un Twitter di cui non mi sono mai rammaricata per non averci capito un tubo.
Sono ancora rimasta su Linkedin, noiosissimo e soporifero, perchè non è minaccioso, e se gli do uno sguardo una volta a settimana, è tanto.
Per il resto gestisco liberamente il mio sito web e continuo a scrivere libri.

Quando mi dicono “Però che peccato, eri sulla cresta dell’onda.” Io rispondo che non mi è mai importato essere “qualcuno”. Sono già qualcuno in quanto esisto, e sono unica, come lo siamo ognuno di noi.
Scrivo sin da piccola per istinto, e oggi che ho superato i primi anta, continuo a scrivere per condividere con gli altri, non perchè stia lì a cercare chissà quale successo. Il successo è stressante ed effimero. A me piace la vita semplice e la calma.
Lontana dai social ho riscoperto il valore della lentezza, ho ripreso a guardare la vita e le sue bellezze senza ansia e con occhio sempre nuovo, non ho quell’assillo massacrante di dover compiacere qualcuno in ciò che scrivo, ho più tempo per me stessa e per le cose che veramente amo, e sono tante!
Senza i social si respira ossigeno a pieni polmoni. Mi piacerebbe che tutti riscoprissero la bellezza di una vita semplice, giocosa, serena.

La vita và vissuta liberamente. Non in gabbia. Non dentro un catalogo.

-Patrizia Perotti-

9 thoughts on “Abbandonare i social. Io l’ho fatto

  1. Ci sto pensando.Per un po’ di tempo l’ho fatto e devo dire che non mi mancava per niente.É un mondo marcio!! Sante parole Patrizia??

  2. Non ho mai avuto Facebook e annessi per questioni etiche, nonostante sia un informatico.
    Da poco tempo ho abbandonato pure Telegram e stò maturando i tempi per Whatsapp, dopodiché, chi mi cerca mi chiama al telefono.
    Grazie Patrizia, bellissima riflessione e che mi appartiene

  3. Non mi sono mai iscritto a facebook, instagram, tweet e nessun altro tipo di socials e fino ad un anno fa usavo un telefonino da 10 €, poi ho fatto la cattiva scelta di acquistare uno smartphone di ultima generazione e devo dire che se continuano così sarò costretto a distruggerlo a martellate e tornare alle vecchie abitudini. Credo che non se ne possa più ormai tra pubblicità e spam che ti spuntano da tutte le parti, Google che ti insegue in qualsiasi luogo tu vada (pensate che a un mio amico gli arrivata la posta dove c’era scritto se gli era piaciuto il Centro Benessere che aveva frequentato facendolo separare dalla moglie), io navigando sul PC su facebook ho scoperto che il fratello, l’amico, il cugino, lo zio, la sorella di gente conosciuta che aveva la loro amicizia cosa in effetti faceva andando poi a fare la ricerca dei loro nomi e cognomi su Google. Non nascondo che Wath’sapp era una buona applicazione che permetteva di mandare messaggi, foto e video istantanei e permetteva di fare videochiamate gratuite ma se mi obbligano ad iscrivermi a Facebook ne faccio volentieri a meno e continuerò finchè me lo lasciano fare a telefonare e comunicare con messaggi scritti anche senza faccine. Ora pare che vogliano eliminare del tutto i contanti per fare ulteriori favori alle banche e vogliono che tutti i pagamenti avvengano tramite bancomat, carta di credito o digitalizzazione tramite smartphone. Anche questa per me è una cosa che si possono scordare perchè la banconota, la moneta, il contante in genere circola in tutto il mondo ed è il modo di scambio più rapido ed accettato ed esigo che mi paghino per il mio lavoro, la mia pensione o gli oggeti che vendo in contanti. Vi dico ancora che fanno ridere quelle fanciulle che vanno al bar a fare colazione e pagano con la carta di credito o il bancomat e poi devono aspettare il fine mese per pagare le bollette o l’affitto di casa. Io vorrei solo fare un invito a quanti frequentano i socials a disiscriversi perchè mentre trovate un’amicizia potreste perderne altre e qualche volta rischiate anche denunce a beneficio degli avvocati.

  4. Salve, questo nuovo post è per dire che le nuove regole di wathsApp sono state rinviate di 3 mesi e quindi fino al 15 maggio c.a. si può ancora usare senza aderire ad esse. Nel frattempo si spera che Mark Zuckerberg possa rivedere i suoi piani di rientro economico per l’acquisto dell’App.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Invece di copiare, CONDIVIDI !!