“Ho 47 anni e ho avuto diverse relazioni sofferte. Poi 10 anni fa incontro lui, separato con un bambino. Siamo stati assieme per alcuni anni e quando avevo 40 anni volevo un figlio da lui, ma lui no. Così l’ho lasciato. Due anni di pausa in cui ho avuto altre storie ma pensavo ancora a lui. Sono tornata da lui e stavolta non gli chiedevo più un figlio, ma volevo una sessualità più appagante. Non andò bene, e l’ho tradito. Mi ha scoperta e mi ha perdonata, quindi siamo tornati assieme, ma ho iniziato a desiderare un altro, quindi l’ho lasciato. A dire il vero però mi manca ancora la sua presenza. Dagli uomini riesco ad avere o solo sesso o solo affetto, e io desidero entrambe le cose. Gli anni sono passati, non ho avuto un figlio come volevo, e sono ancora qua senza un uomo completo.”
C.
Patrizia risponde…
Mia cara, quanto diventa trafficata la vita quando non seguiamo i percorsi della nostra anima, e mettiamo troppa testa nei nostri desideri!
Le relazioni sono sempre opportunità di crescita, e il modo in cui si presentano, si evolvono, rappresentano preziosi specchi per comprendere chi veramente siamo. Spesso queste relazioni non arrivano per soddisfare i nostri desideri dettati dalla mente e dal “così fan tutti”. Per fortuna, aggiungerei.
Se leggi bene tra le righe della tua lettera, appare chiaro il fatto che in realtà, quando le cose sembrano mettersi tranquille, tu trovi delle “scuse” e scappi verso nuovi lidi. Sei un’esploratrice, te ne sei mai resa conto? Ti spiego in termini più semplici.
Ognuno di noi ha una sua natura. Se la sappiamo riconoscere, ci evitiamo un sacco di problemi, e li evitiamo anche a chi ci incontra.
Volevi un figlio a 40 anni, ma perché? Perché veramente lo desideravi, o perché l’orologio biologico ti stava col fiato sul collo?
Hai lasciato un partner rassicurante, ma perché? Davvero perché non ti dava un figlio, o perché (come si è visto in seguito) cominciavi ad annoiarti?
Hai tradito, hai cambiato, hai lasciato, e ti ritrovi ancora a 47 anni praticamente con un pugno di mosche, a quanto dici tu stessa.
E se cominciassi a considerare l’idea che la tua natura in realtà una “casa affettiva fissa” non la vuole?
Le esperienze che la vita ti ha portato, avevano un solo scopo: farti capire cosa volevi veramente, chi sei davvero tu. Ma credo ti lasci prendere spesso da ciò che la società propone, da quel modello di vita che vedi calza così bene a tanti, almeno all’apparenza.
Quell’uomo di cui parli non credo ti manchi affatto. Forse ti manca di lui quel riparo che non hai, ma dal quale sei comunque fuggita, non scordarlo! Quindi molla l’idea di questa persona e comincia a mettere ordine nella tua vita.
Ti sento bisognosa d’affetto, ma anche di una profonda autonomia e libertà. Quindi rispetta la tua natura, capendo che né tu né chi incontri potrà mai darti ciò che probabilmente hai idealizzato. Tutti noi, vuoi per un verso, vuoi per un altro, siamo carenti in qualche campo.
Il consiglio che ti do, è quello di considerare l’idea di intraprendere una terapia breve, per riprendere in modo più consapevole la bussola della tua vera nave, e finalmente salpare sicura verso rotte nuove e inesplorate, di cui molto probabilmente la tua anima ha sete e bisogno.
Patrizia