Un buon amore
Un buon amore non è quel modello che la società ci propone,non è quell’idea che ne abbiamo di esso.
Un buon amore ci migliora senza far nulla,
riflette l’immagine di noi stessi come uno specchio,
ci fa accorgere dei nostri talenti,
ci apre nuove vie inesplorate,
accende una grande passione verso l’altro, ma anche verso la vita, verso i sogni che non sapevamo di avere,
chiusi dentro quel cassetto
di cui solo un buon amore possiede la chiave…
(Patrizia Perotti)
E’ che certe cose non le impari mai
…E’ che certe cose non le impari mai…Cazzo, c’ero passata dentro un mare di volte, ma era sempre la stessa storia…
Quando qualcuno se ne va dalla tua vita, durante i primi giorni credi che non sia cambiato nulla.
Poi però inizia la mancanza, quella vera, il lutto dell’anima, le crepe che ti si aprono sotto i piedi mentre cammini, quell’assenza per cui piangi mentre stendi la biancheria o ti stai semplicemente grattando la testa.
Sono quei momenti in cui ti manca l’aria e ti infileresti nell’ultimo anfratto buio di questa terra.
Sono vere crisi d’astinenza…
E’ mancanza, vuoto, perdita di senno, lacerazione.
E’ per questi momenti che poi c’è gente che si brucia la vita evitando d’amare…
Ci vuole un coraggio fottuto poi a dire di nuovo “Va bene, spaccami il cuore anche tu…”
(Patrizia Perotti)
Non bisognerebbe mai rinunciare ai propri sogni
Non bisognerebbe mai rinunciare ai propri sogni.
A volte però alcuni di questi sogni diventano realmente impossibili,
quando ad esempio siamo alle prese con un amore non corrisposto, o con un desiderio che non è alla nostra portata o funzionale per il nostro cammino.
Solo in questi casi diventa saggia la rinuncia e l’accettazione.
Lo sa solo Dio quanto costa rinunciare ad un sogno…
Ma siate certi che un sogno destinato a dissolversi, era semplicemente nebbia…
Nebbia atta a nascondere una realtà migliore del sogno a cui si anelava…
(Patrizia Perotti)
La mia anima era piena di cicatrici
…La mia anima era piena di cicatrici…
Me ne accorgevo ogni qualvolta incontravo uno sguardo,
ogni qualvolta sentivo sulla pelle i brividi secchi di un freddo insopportabile…
Schivavo a stento i ricordi di quegli amori strampalati che non avevano tenuto conto di niente, nemmeno che fossi semplicemente fatta di carne ed ossa…
Tenevo a bada il futuro,
fantasticando su tramonti che mai avrei visto, su parole che mai avrei sentito, su storie che mai in realtà avrei vissuto…
Eppure quella sera il punto fu uno solo: io volevo vivere ancora…
Mi sarei fatta male, avrei asciugato ancora lacrime, avrei raccolto gli ultimi cocci già demoliti del mio cuore…
Si, lo sapevo… Ma volevo vivere…
…Una come me avrebbe scelto la via più complicata, più deludente. Eppure guardai dritto davanti a me e proseguii col vento in faccia.
Entro pochi secondi avrei incontrato quegli occhi sbagliati, e avrei ceduto, per la prima volta in tutta la mia vita…
Avrei assaporato il fango, cercando la forza di trovare a tentoni l’acqua limpida…
…Tutto, pur di non morire dentro…
Mi piaceva il modo in cui parlava
..Mi piaceva il modo in cui parlava… Non importava cosa dicesse…Il modo in cui gesticolava accompagnando le parole dei suoi discorsi…
E i suoi occhi…che si illuminavano dentro i miei ad ogni parola…
…Io non so se fosse amore quello…So solo che nessuno fino a quel momento mi aveva rapito a tal modo, solo scostando le labbra…
(da “Quello che non ti ho detto” – Patrizia Perotti-)
Più qualcosa ti fa paura
Tante cose non ho ancora chiare
Boh…
“…Boh…non so più nulla di lei…Non l’ho più vista, nè sentita, nulla…
…Certo ogni tanto mi capita di pensarla, e ricordo bene i suoi occhi, il sorriso, la bocca, il naso, la forma del viso…
La penso, sento gli abbracci, i baci e le sue mani, e sembra vero che ci faccio l’amore…
…Ma ti giuro che l’ho dimenticata…”
(da “Quello che non ti ho detto” – Patrizia Perotti-)
Chissà perchè tanta gente decide di non volere amare
Lo so, lui era strano
Pensando liberamente in riva al mare, col vento tra i capelli e i pensieri scompigliati. O passeggiando, e osservando gli uccelli in volo, il bacio di due innamorati, le luci della sera, una panchina vuota. O ascoltando storie, vivendole, sentendo in lontananza una canzone che evoca ricordi...
E' così che a volte d'improvviso scrivo... Sulla scia del momento, cogliendo l'attimo, rubando una foto che diventa poesia, uno sguardo che diventa parola, un'emozione che prende voce...
Da qui nascono le mie raccolte e riflessioni libere, tra cui "Quello che non ti ho detto", "Riflessioni", "Stelle senza luce", "Quello che le donne non dicono", e altre...
“Quello che non ti ho detto” racconta con frasi, spezzoni, pensieri, ispirazioni, tutto ciò che non si riesce solitamente a dire, che si tace per mille motivi, ma che ci risuona dentro fortemente.
"Riflessioni" : Sono quelle riflessioni spontanee che ognuno di noi potrebbe fare, sulla vita, sull'amore, su quello che ogni giorno ci accade.
"Stelle senza luce" : Racconta ciò che potrebbe provare chi in realtà non è in grado di amare, e dà voce a tutto ciò che in loro rimane sempre inespresso. Chi non può amare, è oscurato da patologie come il disturbo narcisistico della personalità, il disturbo schizoide della personalità, la philofbia, l'anaffettività, l'alessitimia, ecc...
"Quello che le donne non dicono" : Racconta desideri inconfessabili, quel mondo nascosto e impensabile che le donne tacciono a volte anche a se stesse, la rabbia, il dolore, la dolcezza disarmante, la voglia continua di vivere e amare, nonostante tutto.



