QUANDO L’AMORE FA PAURA

fine-di-una-relazione“QUANDO L’AMORE FA PAURA”

Amori che vanno e vengono infinite volte. Amori che non ci mollano mai veramente ma che ci trascurano. Amori che perdono interesse non appena si accorgono del nostro.
Persone che sentono i legami di coppia come prigioni. Che più ti avvicini, e più si allontanano. Che credono di non essere tagliati per amare.

La psicanalisi definisce tutto ciò con spicifici termini che vanno dalla philofobia all’attaccamento evitante, e altri.

Noi qui parleremo semplicemente di individui che hanno paura di amare, pur non essendone assolutamente consapevoli, senza necessariamente catalogarli con un termine medico.

E’ capitato di certo a moltissime persone, senza distinzione di sesso: ci innamoriamo di qualcuno, questo qualcuno sembra partire bene, ma poi si perde per strada in svariati modi.
Davvero non provava nulla per noi? Davvero ci ha illusi? Davvero voleva solo una cosa?

In molti casi, è vero semplicemente così. Esistono persone che non si fanno scrupoli nei riguardi di nessuno, e che usano il prossimo per i propri bisogni del momento.
In altri casi invece, sono persone che pur provando un sentimento, pur non avendo fatto nulla appositamente per illuderci, pur non mirando solo ad ottenere qualcosa di ben preciso da noi, scappano via a gambe levate, evitando un legame più stretto e costruttivo.

Il comportamento di queste persone durante una frequentazione o una relazione amorosa, è fatta spesso di distacchi e ritorni continui. Quando infatti una persona è in realtà innamorata di voi, ma non riesce a troncare veramente un rapporto, prenderà spesso le distanze, poichè teme di darvi troppo potere se solo manifestasse i veri sentimenti che nutre verso di voi, ma non riuscirà veramente a chiudere la relazione, in quanto nei momenti di distacco proverà struggimento e mancanza, che si placherà non appena vi risentirà.
Quest’altro passaggio, implica spesso il loro disinteresse nei vostri riguardi. In parole povere, quando non ci siete, mancate tanto, mentre quando ci siete vi danno per scontati e credono di poter fare a meno di voi.
Il loro disinteresse infatti è in realtà uno scudo che serve a loro stessi per dirsi che voi non siete giusti o abbastanza per loro, e che loro non sono veramente innamorati. Il loro svalutare l’altro serve esclusivamente a dirsi che in realtà loro non ne hanno un vero bisogno.
Questo perchè il loro enorme conflitto sta nel desiderare l’amore e l’appagamento che esso dà, ma nel contempo nel non tollerare minimamente la dipendenza che esso provoca.
Queste persone infatti temono terribilmente l’abbandono e il rifiuto, pur spesso essendo loro stessi a provocarlo involontariamente, con i modi di fare che usano nelle relazioni. Perchè questo accade?

In realtà, dentro la loro corazza dura da persone fortemente cerebrali, si cela un animo ipersensibile, che da piccolo non ha visto riconosciuti i propri bisogni affettivi, o che non è riuscito a destreggiarsi davanti a un atteggiamento ambivalente, aritmico e confuso delle proprie figure di riferimento (genitori, in particolare la madre), che in modo instabile hanno offerto cure e attenzioni soffocanti, alternate a distacchi eccessivi immotivati.
Tutto ciò, oltre ad aver creato un individuo emotivamente non stabile e destabilizzato dal punto di vista relazionale, ha dato a questo individuo una grande sfiducia nei riguardi del sesso opposto. E chi mai potrebbe mettere la propria vita e il proprio cuore nelle mani di chi non si fida assolutamente?
Questi soggetti sentono soffocanti tutte le attenzioni di un partner innamorato, poichè rivedono nelle attenzioni e nelle cure una minaccia per la propria individualità ed indipendenza, e credono fermamente che prima o poi l’altro possa approfittarsi di loro, per poi abbandonarli in uno stato di totale dipendenza e dolore insopportabili.

Ecco che per queste persone, più una relazione diventa coinvolgente, più sentono il bisogno di staccarsene, per poi tornare sui loro passi inevitabilmente. Quando le loro emozioni verso un partner diventano troppo intense, loro non sanno come gestirle ed entrano in una sorta di panico che non riconoscono, ma che avvertono come soffocamento e malessere.
Da qui, partono i sabotaggi delle relazioni, cioè faranno di tutto per potersi dire che la relazione non è vera, non è giusta e che finirà comunque. In che modo?
-Scomparendo per brevi o lunghi periodi.
-Non dando attenzioni al partner.
-Svalutandolo.
-Criticandolo e guardando solo le cose che non vanno in lui, anche a volte inesistenti.
-Perdendo il desiderio sessuale o mettendo in difficoltà la vita sessuale con l’altro.
-Tradendo il partner.
-Estraniandosi col silenzio e la passività, dalla presenza fisica, emotiva, e affettiva dell’altro.

Solitamente tra l’altro riconoscerete queste persone dal tempo esagerato che investono nei riguardi di attività che esulano completamente dai rapporti amorosi. In pratica questi individui riempiono i loro vuoti con una dedizione esagerata verso la loro professione, con letture eccessive, frequenti viaggi, interesse smodato per sport e politica, e tutto ciò che ha a che fare con la cultura in modo esagerato, poichè serve ad infarcire la mente, per evitare di sentire il vuoto che essi portano nel cuore.

E’ per questi motivi che questi individui sentono sovente amore verso partner impossibili, con cui sanno perfettamente che non potranno realizzare alcuna relazione, mentre con i partner “possibili” hanno enormi difficoltà a comprendere se sono innamorati o meno.
All’inizio della loro “carriera amorosa”, sono capaci di innamoramenti forti e sofferti verso partner che li rifiutano, e questo serve loro per potersi dare conferme sulla svalutazione dell’amore in generale, e come ottima scusa per chiudersi a riccio, e sostenere che l’amore non fa per loro.

Se pensate che col vostro amore incondizionato un partner del genere potrà cambiare, vi state semplicemente illudendo, e state anche peccando di presunzione.
Purtroppo questi soggetti non cambieranno mai per nessuno. Essi possono apportare cambiamenti sostanziali, solo se lo decidono autonomamente, secondo i loro tempi.
Nessuno può cambiare un’altra persona. Questa è una verità da dirsi di continuo! A maggior ragione se siete incappati in una di queste persone.
Pertanto, l’unica soluzione possibile, è lasciare andare via queste persone, e quando tornano essere decise al posto loro. Non deve importare cosa vogliono loro, perchè non sono consapevoli del loro disagio, nè sanno veramente cosa vogliono, interiormente contrastati di continuo dalla loro indecisione. Deve importare quello che volete voi!
Voi cosa volete?
Una volta stabilito questo, fatelo presente a questa persona, e se sarà d’accordo, vedrete che probabilmente modificherà qualcosa. Se non lo sarà, è meglio che vada.
In ogni caso, anche nella migliore delle ipotesi, non aspettatevi mai grossi cambiamenti, se non sarà il diretto interessato a compierli, lavorando su se stesso in modo serio.

*Attenzione invece a non confondere un reale disinteresse o tentennamento nei vostri riguardi, con una difficoltà ad amare! Anche in questo caso, valutate bene le situazioni, poichè facilmente si preferisce illudersi dicendosi che gli altri hanno paura di amarci, piuttosto che dirci con semplicità che l’altro in realtà non nutre un vero interesse verso di noi.
Quando infatti notate incostanza e distacco, la prima cosa che dovreste pensare è il disinteresse, non chissà quale problematica.
Le cose a volte sono più semplici di quelle che crediamo, e guardarle per quelle che sono, ci permettono di evitare inutili illusioni e delusioni.*

Tirando le somme, quindi, è possibile superare la paura di amare?
La risposta è si! Nulla è impossibile se si è realmente consapevoli del proprio essere, e di ciò che si vuole davvero.
Se quindi vi siete riconosciuti in questo profilo, sappiate che nessuno in questo mondo può fare a meno dell’amore. Pertanto con coraggio il primo passo da compiere è ammettere di avere un disagio, che non vuol dire malattia, bensì semplicemente un “quid”  che non vi farà vivere mai serenamente. Contrariamente a quello che pensate, più affronterete questa questione, meno boccheggerete nel corso della vita.
In fin dei conti, senza l’amore, questa vita cos’è?
La vera distanza che vi farebbe bene prendere, se ne avete l’età anagrafica e le giuste possibilità, è dalla propria famiglia di origine. Vi servirà a sentirvi capaci, autonomi, e grazie ai vostri spazi, che avrete totalmente poichè abiterete da soli, e da soli vi prenderete cura di voi stessi, riuscirete maggiormente a sentire la voglia di avere qualcuno al vostro fianco. Sarà estremamente importante per voi non sentirvi più figli, bensì individui adulti in grado di farcela in ogni circostanza, e distanti da quel ruolo duro che avete dovuto sostenere.

Pertanto, quando incontrerete un partner che vi colpirà particolarmente e che vi ricambia, la prima regola è non scappare! E non incolpate l’altro per il vostro malessere, perchè non dipende dalla persona che avete accanto, ma dalla vostra paura di vicinanza.
Sentite noia e insofferenza? Fa parte del vostro malessere, quindi piantate bene i piedi per terra, respirate profondamente, e costringetevi a rimanere a tutti i costi, cercando di vedere con un altro occhio più benevolo quello che sta succedendo realmente attorno a voi. Imparate a guardare ai gesti di chi vi vuol bene, come a qualcosa di buono, positivo. Ditevi più volte che quel messaggio, quella carezza, quell’attenzione, è fatta a fin di bene, e non merita la vostra porta sbattuta e poi riaperta. Ditevelo che questo modo di fare fa molto male a chi lo riceve. Diventatene lentamente consapevoli.
Più sentite paura, soffocamento, malessere, voglia di scappare, più dovete restare. Almeno all’inizio sarà così, finchè non vi abituerete, e sentirete il panico scemare.
Tutte le volte che non avete voglia di farvi sentire, ricordate quanto vi è mancata quella persona quando non eravate in contatto. Fatevi vivo anche se pensate che sia una noia e una limitazione al vostro tempo libero. Pian piano per voi questo gesto diventerà una dolce abitudine che vi regalerà ossiegno.
Tutti noi siamo fatti per amare. Nasciamo per questo! Quindi la vera aria, la troverete quando accantonerete la paura di amare.
In realtà è la paura quella che soffoca, che limita, che opprime il petto. Non l’amore in sè. Rifletteteci, e datevi più possibilità per vivere la felicità e la gioia che solo un amore positivo e ricambiato può dare.

Tutte le volte che il mare dell’amore vi fa paura, non congelatelo con la vostra freddezza che usate per scappare, bensì chiudete gli occhi, tappatevi il naso, ed immergetevi fra i suoi flutti. Una momentanea apnea, è fondamentale per riuscire ad aprire gli occhi su quel fondale marino magnifico che è l’Amore.

-Patrizia Perotti-

33 thoughts on “QUANDO L’AMORE FA PAURA

  1. Sono confusa… In parte mi riconosco nel profilo della philofobica ma è talmente tanto che non ho una relazione, talmente tanto che vengo rifiutata da chiunque io provi ad avvicinare che penso che potrei sbagliarmi…
    Ho una buona psicoterapeuta per fortuna

    1. Gentile Patrizia,
      Ho letto con molto interesse il suo articolo e la ringrazio per averlo postato.
      In un commento lei afferma che la philofobia non si protrae molto a lungo: in che senso? Che la relazione non dura perchè ci pensa uno dei due ad interromperla?
      Mi ritrovo ad avere a che fare ormai da anni con una persona philofobica e, come scrive giustamente lei nell’articolo, é impossibile cambiarla a meno che non lo voglia lei. Purtroppo peró è troppo presuntuosa per riconoscere di avere dei “difetti” e porsi il problema di ferire un altro.
      Io invece, da parte mia, riconosco di non avere il coraggio di lasciare andare.

      Grazie per l’attenzione e buona giornata

      1. Cara Annina, quando dico che la philofobia non si protrae a lungo, intendo dire che chi ne soffre, se ne rende presto conto. Magari grazie all’aiuto di qualcuno che glielo fa notare, ma spesso questa consapevolezza arriva anche da sola. Se da anni stai con un uomo che dice di avere questo genere di problema, o comunque non ha mai provato a mettersi in discussione, vuol dire che il suo unico problema è che non vuole stare davvero con te. Si tratta di persone che giocano col prossimo, non certo di persone che soffrono per una fobia che li ha segnati. Se vuoi bene a te stessa, fai di tutto per staccarti da questa persona, o finirai tu per ammalare la tua autostima e la tua salute mentale. Spero sceglierai per la tua vera felicità, che un uomo del genere non può darti. Un abbraccio.

  2. Selena fai attenzione, perchè la philofobia non si protrae molto a lungo, quindi temo che il problema del tuo compagno sia un altro purtroppo.

  3. Mi sono scese due lacrime. Mi riconosco nella persona che avuto problemi d’infanzia e che è la stessa che scappa a gambe levate per paura di soffrire. O per lo meno era così fino a poco tempo fa. Ho lavorato tanto su me stessa ultimamente e sono rimasta ogni volta che la mia testa mi diceva “scappa!”. Da lì ho respirato, ogni giorno sempre di più. Mi svegliavo felice, mi addormentavo felice. Poi però altre situazioni, quali la distanza oltreoceano, nonostante il sentirsi tutti i giorni e supportarli a vicenda sempre, mi hanno portata a capire che siamo diversi. Ed è giusto così. Io vedo la distanza come un’opportunità e una sfida da superare insieme, lui la vede semplicemente come un ostacolo insormontabile. Ma, da giovane donna dinamica ed indipendente, ho scelto me prima di lui. Mi mancherà.

  4. Ciao! viivo una relazione da quasi due anni e improvvisamente vivo degli attacchi di ansia e panico quando penso alla persona con la quale sto. Quando non c’è mi manca, quando la vedo mi sale l’ansia. Anche se questa persona è al massimo accomodante, mi lascia i miei spazi e cerca di comprendermi, io mi ritrovo davvero nella posizione autosabotante di me stessa e della relazione. Sto andando anche in psicoterapia ma serve davvero a poco.
    Come faccio a capire se il problema è mio, delle mie paure, esperienze del passato, rapporto con mio padre (malato da quando ero adolescente) oppure se questa storia per me è finita e manca il sentimento?
    A volte ho tanta voglia di stare insieme, vederci, vivermi la storia, mentre altre mi sembra un nemico dal quale scappare. E’ un incubo! Sono piena di paure.
    Ho tanti pensieri che mi affollano la mente e non riesco a saltarci fuori . Ho paura di perdere questa persona e che si stanchi, ma allo stesso momento non riesco a viverla serenamente.
    grazie!

    1. Carissima, ascolta i tuoi timori. A volte incontriamo brave persone che però non sono per noi. Puoi stare con quest’uomo, ma non sottovalutare la tua voce interiore. Un abbraccio!

  5. Complimenti al contenuto molto importante, significativo e reale della nostra vita. Per quanto mi abbia rattristato per problemi di carenza di affetto nella mia infanzia, mi ha anche dato un po’ di coraggio ad andare avanti con la mia vita da single adulto. Non ho mai letto niente di piu’ vero ed umano di quello che Lei ha scritto e che io sto vivendo da diversi mesi ormai, Lei mi ha fatto toccare con mano la realta’ e verita’ sia della vita che dell’essere umano. Complimenti di nuovo all’articolo. Antonio Cristino

    1. Grazie di cuore Antonio. Spero veramente che tu possa superare questo momento, e che tu possa trovare la serenità giusta e adatta alla tua anima.

  6. INCCREDIBILE . Mi complimento . Non so se questo profilo sei tu o no, ma ad ogni modo se riuscite a descrivere tutto alla perfezione . Praticamente è la mia vita, momento per momento, causa per causa, conseguenze e comportamenti annessi.
    Sono veramente incredulo di averletto una cosa cosi chiara e precisa . Brava . Lo stampo e lo porto dallo psicologo perchè è illuminante .

  7. Salve, frequento da mesi una ragazza adolescente che è come ha descritto lei (io ho 21 anni). Lei stessa ha riconosciuto il problema e me ne ha parlato, e quando io mi sono riavvicinato a lei, è successo di nuovo ossia ha avuto paura e ansia. Come comportarsi in questi casi? Quando ho incominciato a darle tante attenzioni si è tirata indietro. Consiglia di fare il suo “gioco”? cioè di farle sentire la mia mancanza non scrivendole?

  8. Ciao Emanuele. No, non devi usare alcuna tattica, né stare al suo gioco o allontanarti. Questa ragazza ha bisogno di un serio supporto terapico. Tu da solo purtroppo non puoi aiutarla. Tanti auguri per tutto.

  9. La prima parte, nella descrizione del soggetto ho trovato molte cose interessanti
    Purtroppo continuando a leggere mi sono sentito toccato causa delle parole poco carine
    Nel complesso l articolo è ben strutturato e mi è piaciuto
    Ma mi spiace non aver trovato, da parte di chi ha scritto questo testo, la sensibilitá necessaria a comunicare con le persone che si rispecchiano in questo profilo.
    Grazie.

  10. Mi ritrovo perfettamente in questo profilo, purtroppo e sono totalmente rapita dalla mia passione per la ricerca; tuttavia vedo il mio compagno soffrire silenziosamente e alcune volte piangere di nascosto. Lui é bipolare, io solo adesso ho compreso la mia situazione (preesistente rispetto al nostro fidanzamento). Mi sono affacciata più volte da psicologi, psicoterapeuti e anche psichiatri, ma adesso ne ho perso i contatti da un po’. Assumo due antidepressivi diversi al giorno, ma mi sento molto triste, anche per situazioni collaterali riguardanti l’instabilitá occupazionale di entrambi e la conseguente impossibilità di uscire dal contesto familiare. Potrebbe darmi qualche consiglio?
    La ringrazio comunque, articolo utilissimo!

    1. Paola, trattare la depressione così su due piedi è impossibile, ma posso darti spunto per riflettere. Assumere psicofarmaci non fa che spegnere l’interruttore dei nostri disagi, mentre questi ultimi cercano di avvisarci che la strada che stiamo seguendo non è nostra. Una relazione sentimentale, un lavoro, un corso di studi, a volte non sono davvero quello di cui necessitiamo. Ci sono volte in cui viviamo una vita seguendo le aspettative genitoriali o della società. È qui che la nostra anima si ammala. Se sei triste, evidentemente stai sprecando la tua vita dietro qualcosa che non ti appartiene. Devi mettere a fuoco cosa. È questo il punto da affrontare con uno psicoterapeuta. Auguri per tutto.

  11. La ricerca di una spiegazione a quello che è il “copione” delle mie relazioni sentimentali, mi ha condotto alla lettura dell’ articolo della Dottoressa Perotti. Ho 48 anni, sono single e vivo con mia madre. La mia ultima relazione durata otto mesi, mai stato capace di avere relazioni piú durature, risale a due anni fa e fu da me troncata repentinamente per un improvviso calo di interesse per la persona che pensavo di amare. Lei è molto piú giovane di me, ed il nostro rapporto fu caratterizzato da una forte passione e buona intesa mentale, ma anche da alcune difficoltá dovute al fatto che la mamma non voleva il nostro rapporto e lei non capace di prendere posizione, avrebbe piuttosto preferito “risolvere” il problema, annunciando alla madre una gravidanza.. Devo ammettere che stare con una partner cosí giovane, almeno i primi mesi, mi dava una certa insicurezza, anche perchè conoscendola poco non mi fidavo molto.. Ci sentivamo comunque spesso e facevamo di tutto per vederci, sempre comunque di nascosto, come in una relazione clandestina, con un notevole “dispendio energetico” almeno da parte mia. La “decisione” di interrompere la relazione scaturí improvvisamente con la fine di quella che ho imparato a riconoscere come “fase passionale” fatta di tanto sesso e continue manifestazioni di affetto, al termine della quale la sensazione che mi pervade è quella di aver “finito la benzina”. Sapevo di volere bene a quella ragazza, sapevo che non sarebbe stato facile dimenticarla, ma è come se fosse venuta a mancare l’ energia per portare avanti il rapporto. Cosí ho fatto quello che mi piace, sono salito in sella alla mia moto e sono partito per un bellissimo viaggio di tre mesi. Son passati due anni ed ancora la penso, mi batte il cuore nel vederla, ma comunque anche potendo non vorrei rivivere quel tipo di rapporto cosí stressante. Vivo con mia madre e mi prendo cura di lei e della sua salute, faccio quadrare i conti e mi occupo della gestione delle nostre cose. A differenza di un partner lei non richiede impegni per me eccessivamente gravosi, non ha bisogno di continue manifestazioni di affetto e soprattutto non limita la mia libertá, cosi come io non limito la sua. Mi chiedo se e fino a che punto questo mio modo di essere possa essere considerato patologico.. Si parla di paura di amare e che la vita non è nulla senza amore, ma non esiste solo l’ amore sponsale.. anche il sentimento per un genitore, per un fratello, per un nipote, per un amico, o semplicemente per il proprio prossimo è amore, esiste inoltre anche l’ amore dei religiosi per il “proprio” Dio. Mi chiedo se la crisi della famiglia che caratterizza i nostri tempi non derivi proprio da un errato concetto di amore che abbiamo assimilato tramite il cinema ed i romanzi, mi riferisco ai “due cuori e una cappanna” al “e vissero felici e contenti”, alla “passione che resiste anche alla vecchiaia”, e se invece le relazioni stabili e durature non essendo piú un istituzione sociale, siano oramai ad appannaggio di pochi eletti.

    1. Caro Luca, tu non hai paura di amare. Hai piuttosto difficoltà ad amare. Sono due cose molto diverse. La coppia non è quella del “vissero felici e contenti”. La coppia è fatta di sudore, fatica, rinunce e sacrifici; come anche di ricordi bellissimi, di momenti che hanno unito, di passi importanti compiuti mano nella mano. Fondamentalmente non ti è stato insegnato l’amore gratuito, quello vero, libero da qualunque egoismo. Questo ce lo insegnano proprio i nostri genitori, e non con le loro parole, ma con i comportamenti. Tu da adulto segui ancora il parere di una madre che non ti invoglia a prendere la tua strada. Non è tanto essere o no patologici, sono gli incastri con le persone che ci circondano ad essere poco sani. Hai scelto quindi una tua strada, e nella situazione in cui ti trovi, credo sia la migliore: prenderti cura di tua madre. Ma c’è un ma. Ogni scelta presuppone una rinuncia: devi essere onesto con le donne che incontri. Sai che non ti legherai a loro, come sai che la tua capacità di amare non supera certe soglie. Pertanto prima di iniziare una relazione, sii onesto con loro mettendo le mani avanti. Dovresti dire loro la pura verità: che hai scelto una strada e non cambierai rotta. Ovviamente incontrerai le varie crocerossine che penseranno di cambiarti con idee folli tipo quella di una maternità inaspettata da comunicare alla madre, ma incontrerai anche quelle che saggiamente cambieranno strada. È l’unico modo per non far subire la tua scelta al prossimo. Perché degli altri dobbiamo farci scrupoli, in quanto siamo liberi di scegliere per la nostra vita, ma mai per quella altrui.

  12. Grazie innanzitutto per la risposta. Non è vero che mia madre non desidera che io prenda la mia strada, anzi, si è sempre dimostrata felice quando ha saputo delle mie fidanzate, e lo ha anche dimostrato legandosi affettivamente a loro, e spronandomi a costruire un futuro al di fuori della “sua casa”. In realtá lei teme una mia possibile futura solitudine. Come ho giá scritto, il “disinnamoramento” che puntualmente si verifica dopo qualche mese di relazione, si manifesta con l’ insofferenza verso molti degli “obblighi” piú o meno impliciti di una relazione sentimentale, anche la passione, intensa all’ inizio della relazione dopo un po di mesi affievolisce. Mi sembra che tu abbia la tendenza a stereotipare la.,”persona sana”, colei che non ha subito traumi infantili, o che ha ricevuto il “giusto affetto” dei genitori, identificandola con la persona capace di avere relazioni durature. Secondo il tuo modo di vedere le cose, considerando che le separazioni nei nostri tempi raggiungono quasi il 50% delle unioni, oggigiorno saremmo quasi tutti dei “mal educati”.. Puó essere invece che ogni individuo abbia una propria personalitá, e che non tutti siano fatti per un certo tipo di amore? Io ad esempio tengo molto alla mia libertá ed amo partire per lunghi viaggi, anche da solo. Comunque concordo con te sul dovere di essere onesto con chi si incontra, ma questo non puó essere, se non si è onesti prima di tutto con se stessi..

    1. Sembra quasi che tu voglia convincere me, ma più che me, te stesso, sul fatto che sei “sano”. Sembra che tu necessiti di una sorta di “benedizione”. Io credo, caro Luca, che se siamo realmente convinti delle nostre posizioni, le domande ce le poniamo, ma autonomamente raggiungiamo le risposte chiare. Le unioni finiscono per svariati motivi, e ti invito a leggere il mio articolo sui matrimoni di oggi. Come anche per infiniti motivi che ovviamente io disconosco, tu non sei tagliato per amare. Hai seri problemi nel farlo, tant’è che le tue relazioni rimangono sul superficiale e non riescono a proseguire. Questo non è senz’altro il luogo per impiantare un dibattito filosofico sui sentimenti e le relazioni, né sulle dinamiche della società odierna. Posso solo augurarti buona fortuna, e confermarti che la strada della singletudine per te è quella giusta. Non avrebbe senso continuare un botta e risposta, dobbiamo dare spazio a tutti. In bocca al lupo per tutto.

  13. Non sono fatto per amare. Sono fatto per viaggiare, fantasticare, consolare,mangiare,cantare,ascoltare,parlare. Ma non per amare. Come un robot che è programmato per alcune cose e non per altre . Io sono cosi . Forse sono programmato male. O forse troppo bene . Forse non amo mai o forse amo solo poche volte e lo faccio veramente. Non lo so… Non ho ancora ben capito di che tipo di robot si tratti, nel mio caso. Non sono fatto per amare, o forse sono fatto per amare troppo..e basta. Forse non sono fatto per la mediocrità e per le vie di mezzo. Ma solo per gli eccessi e le esasperazioni. Forse sono fatto per amare , ma non nel modo comune. Forse amo quando ascolto una persona che ha bisogno di parlare, amo quando mangio , perchè anche l ‘amore per il cibo è amore, .. amo quando canto, perchè non so esprimermi altrimenti, amo quando fantastico, e amo quando parlo delle cose che amo. Forse amo sempre , pur pensando di non farlo mai. Forse più che non essere fatto per l’amore, sono fatto interamente d’amore. Anche quando lo nego , anche quando lo rinnego, non faccio altro che amare.

  14. Salve dottoressa,

    La ringrazio per questo bellissimo articolo che trovo veramente illuminante. Ho a che fare da diverso tempo con una persona secondo me philofobica: un uomo adulto di oltre 30 anni che non ha mai avuto una relazione stabile e ha perso la madre da bambino. Mi dice che non riesce a staccarsi da me ma che vorrebbe farlo perché sostiene di non volere una relazione con me. A volte si arrabbia con me perché non riesce a farlo e dice che io non lo agevolo in questo ed è tutta colpa mia. Dal canto mio, per non spaventarlo, gli dico sempre di stare tranquillo perché neanche io vorrei una relazione con lui ma la realtà dei fatti non è quella. La sua presenza nella mia vita è costante, fatta di costante comunicazione e condivisione di qualunque cosa lo riguardi. Abbiamo un’alchimia sessuale fortissima. Una volta dopo aver bevuto, mi disse che avrebbe voluto darmi altro ma non ci riusciva. Forse solo staccandomi completamente risolverei qualcosa ma non ci riesco e non voglio. Cosa ne pensa? Grazie, Patrizia

    1. Cara, purtroppo credo che quest’uomo non sia innamorato di te. Perché dovrebbe volere staccarsi da te? Fa sesso quando vuole, non gli poni legami vincolanti, sei disponibile, non gli fai sentire vuoto. Perché mai dovrebbe volerlo? Non credo sia un philofobico, piuttosto penso che abbia serie difficoltà ad amare. Nessuno può insegnarglielo. Lui dovrebbe autonomamente mettersi in discussione e seguire una terapia seria. Ma difficilmente lo farà. Ti sta dicendo la verità: non può darti di più, non vuole stare davvero con te. Devi imparare ad accettare la realtà di questa relazione. Non raccontargli bugie, non dirgli che ti sta bene una cosa, se invece non è così. A cosa ti sta servendo mentire? Stai remando contro te stessa, e a questo punto se fossi in te mi fermerei e mi chiederei perché ti stai dannando dietro ad un amore non contraccambiato. Non hai il potere di cambiare quest’uomo, né quello che stai vivendo è diverso da ciò che appare. Il condividere, il frequentarsi, l’affinità sessuale, non significano amore. Se ti vuoi bene almeno un po’, staccati da quest’uomo. E non devi farlo per chissà quale tattica che non funzionerebbe. Devi farlo unicamente per te. L’unica che puoi salvare, sei tu.

      1. Grazie per la sua risposta. Ho pensato alla philofobia perché le caratteristiche da lei descritte mi hanno ricordato tanto la sua storia e il rapporto con me, fatto di tentativi di distacco, continui ricercare etc. Sicuramente la persona ha difficoltà ad amare, credo perché ha avuto lui stesso poco amore. Io sono un importante punto di riferimento, me ne rendo conto da tante cose. Lei pensa che non ci siano altre alternative se non il distacco? Non crede che questa persona ricevendo amore e comprensione potrebbe invece imparare ad amare? Lo so, forse sono solo un’ingenua che ancora nutre delle speranze. Grazie.

        1. Se bastasse amore e comprensione per far innamorare qualcuno, avremmo in mano un potere immenso, che invece non ci è dato di avere. Purtroppo non si decide a tavolino di chi innamorarci, e se non ci innamoriamo entro un determinato periodo, non accade più. Ti faccio riflettere: se venisse da te un uomo con tutte le carte in regola, amorevole e buono, ma di cui non riesci ad innamorarti, pensi che basterebbe il suo amore e la sua comprensione per te? No purtroppo. Più che ingenua, credi che il tuo amore possa cambiare qualcuno, la sua storia e i suoi sentimenti. Questo non è possibile. Le persone cambiano raramente, e solo se lo decidono in modo autonomo. Io ti auguro veramente che tu possa capire che meriti molto di più di un uomo per cui devi sudare per starci. Gli amori giusti, sani, ci camminano accanto, non si fanno rincorrere. Auguri per tutto.

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