QUANDO L’AMORE FA PAURA

fine-di-una-relazione“QUANDO L’AMORE FA PAURA”

Amori che vanno e vengono infinite volte. Amori che non ci mollano mai veramente ma che ci trascurano. Amori che perdono interesse non appena si accorgono del nostro.
Persone che sentono i legami di coppia come prigioni. Che più ti avvicini, e più si allontanano. Che credono di non essere tagliati per amare.

La psicanalisi definisce tutto ciò con spicifici termini che vanno dalla philofobia all’attaccamento evitante, e altri.

Noi qui parleremo semplicemente di individui che hanno paura di amare, pur non essendone assolutamente consapevoli, senza necessariamente catalogarli con un termine medico.

E’ capitato di certo a moltissime persone, senza distinzione di sesso: ci innamoriamo di qualcuno, questo qualcuno sembra partire bene, ma poi si perde per strada in svariati modi.
Davvero non provava nulla per noi? Davvero ci ha illusi? Davvero voleva solo una cosa?

In molti casi, è vero semplicemente così. Esistono persone che non si fanno scrupoli nei riguardi di nessuno, e che usano il prossimo per i propri bisogni del momento.
In altri casi invece, sono persone che pur provando un sentimento, pur non avendo fatto nulla appositamente per illuderci, pur non mirando solo ad ottenere qualcosa di ben preciso da noi, scappano via a gambe levate, evitando un legame più stretto e costruttivo.

Il comportamento di queste persone durante una frequentazione o una relazione amorosa, è fatta spesso di distacchi e ritorni continui. Quando infatti una persona è in realtà innamorata di voi, ma non riesce a troncare veramente un rapporto, prenderà spesso le distanze, poichè teme di darvi troppo potere se solo manifestasse i veri sentimenti che nutre verso di voi, ma non riuscirà veramente a chiudere la relazione, in quanto nei momenti di distacco proverà struggimento e mancanza, che si placherà non appena vi risentirà.
Quest’altro passaggio, implica spesso il loro disinteresse nei vostri riguardi. In parole povere, quando non ci siete, mancate tanto, mentre quando ci siete vi danno per scontati e credono di poter fare a meno di voi.
Il loro disinteresse infatti è in realtà uno scudo che serve a loro stessi per dirsi che voi non siete giusti o abbastanza per loro, e che loro non sono veramente innamorati. Il loro svalutare l’altro serve esclusivamente a dirsi che in realtà loro non ne hanno un vero bisogno.
Questo perchè il loro enorme conflitto sta nel desiderare l’amore e l’appagamento che esso dà, ma nel contempo nel non tollerare minimamente la dipendenza che esso provoca.
Queste persone infatti temono terribilmente l’abbandono e il rifiuto, pur spesso essendo loro stessi a provocarlo involontariamente, con i modi di fare che usano nelle relazioni. Perchè questo accade?

In realtà, dentro la loro corazza dura da persone fortemente cerebrali, si cela un animo ipersensibile, che da piccolo non ha visto riconosciuti i propri bisogni affettivi, o che non è riuscito a destreggiarsi davanti a un atteggiamento ambivalente, aritmico e confuso delle proprie figure di riferimento (genitori, in particolare la madre), che in modo instabile hanno offerto cure e attenzioni soffocanti, alternate a distacchi eccessivi immotivati.
Tutto ciò, oltre ad aver creato un individuo emotivamente non stabile e destabilizzato dal punto di vista relazionale, ha dato a questo individuo una grande sfiducia nei riguardi del sesso opposto. E chi mai potrebbe mettere la propria vita e il proprio cuore nelle mani di chi non si fida assolutamente?
Questi soggetti sentono soffocanti tutte le attenzioni di un partner innamorato, poichè rivedono nelle attenzioni e nelle cure una minaccia per la propria individualità ed indipendenza, e credono fermamente che prima o poi l’altro possa approfittarsi di loro, per poi abbandonarli in uno stato di totale dipendenza e dolore insopportabili.

Ecco che per queste persone, più una relazione diventa coinvolgente, più sentono il bisogno di staccarsene, per poi tornare sui loro passi inevitabilmente. Quando le loro emozioni verso un partner diventano troppo intense, loro non sanno come gestirle ed entrano in una sorta di panico che non riconoscono, ma che avvertono come soffocamento e malessere.
Da qui, partono i sabotaggi delle relazioni, cioè faranno di tutto per potersi dire che la relazione non è vera, non è giusta e che finirà comunque. In che modo?
-Scomparendo per brevi o lunghi periodi.
-Non dando attenzioni al partner.
-Svalutandolo.
-Criticandolo e guardando solo le cose che non vanno in lui, anche a volte inesistenti.
-Perdendo il desiderio sessuale o mettendo in difficoltà la vita sessuale con l’altro.
-Tradendo il partner.
-Estraniandosi col silenzio e la passività, dalla presenza fisica, emotiva, e affettiva dell’altro.

Solitamente tra l’altro riconoscerete queste persone dal tempo esagerato che investono nei riguardi di attività che esulano completamente dai rapporti amorosi. In pratica questi individui riempiono i loro vuoti con una dedizione esagerata verso la loro professione, con letture eccessive, frequenti viaggi, interesse smodato per sport e politica, e tutto ciò che ha a che fare con la cultura in modo esagerato, poichè serve ad infarcire la mente, per evitare di sentire il vuoto che essi portano nel cuore.

E’ per questi motivi che questi individui sentono sovente amore verso partner impossibili, con cui sanno perfettamente che non potranno realizzare alcuna relazione, mentre con i partner “possibili” hanno enormi difficoltà a comprendere se sono innamorati o meno.
All’inizio della loro “carriera amorosa”, sono capaci di innamoramenti forti e sofferti verso partner che li rifiutano, e questo serve loro per potersi dare conferme sulla svalutazione dell’amore in generale, e come ottima scusa per chiudersi a riccio, e sostenere che l’amore non fa per loro.

Se pensate che col vostro amore incondizionato un partner del genere potrà cambiare, vi state semplicemente illudendo, e state anche peccando di presunzione.
Purtroppo questi soggetti non cambieranno mai per nessuno. Essi possono apportare cambiamenti sostanziali, solo se lo decidono autonomamente, secondo i loro tempi.
Nessuno può cambiare un’altra persona. Questa è una verità da dirsi di continuo! A maggior ragione se siete incappati in una di queste persone.
Pertanto, l’unica soluzione possibile, è lasciare andare via queste persone, e quando tornano essere decise al posto loro. Non deve importare cosa vogliono loro, perchè non sono consapevoli del loro disagio, nè sanno veramente cosa vogliono, interiormente contrastati di continuo dalla loro indecisione. Deve importare quello che volete voi!
Voi cosa volete?
Una volta stabilito questo, fatelo presente a questa persona, e se sarà d’accordo, vedrete che probabilmente modificherà qualcosa. Se non lo sarà, è meglio che vada.
In ogni caso, anche nella migliore delle ipotesi, non aspettatevi mai grossi cambiamenti, se non sarà il diretto interessato a compierli, lavorando su se stesso in modo serio.

*Attenzione invece a non confondere un reale disinteresse o tentennamento nei vostri riguardi, con una difficoltà ad amare! Anche in questo caso, valutate bene le situazioni, poichè facilmente si preferisce illudersi dicendosi che gli altri hanno paura di amarci, piuttosto che dirci con semplicità che l’altro in realtà non nutre un vero interesse verso di noi.
Quando infatti notate incostanza e distacco, la prima cosa che dovreste pensare è il disinteresse, non chissà quale problematica.
Le cose a volte sono più semplici di quelle che crediamo, e guardarle per quelle che sono, ci permettono di evitare inutili illusioni e delusioni.*

Tirando le somme, quindi, è possibile superare la paura di amare?
La risposta è si! Nulla è impossibile se si è realmente consapevoli del proprio essere, e di ciò che si vuole davvero.
Se quindi vi siete riconosciuti in questo profilo, sappiate che nessuno in questo mondo può fare a meno dell’amore. Pertanto con coraggio il primo passo da compiere è ammettere di avere un disagio, che non vuol dire malattia, bensì semplicemente un “quid”  che non vi farà vivere mai serenamente. Contrariamente a quello che pensate, più affronterete questa questione, meno boccheggerete nel corso della vita.
In fin dei conti, senza l’amore, questa vita cos’è?
La vera distanza che vi farebbe bene prendere, se ne avete l’età anagrafica e le giuste possibilità, è dalla propria famiglia di origine. Vi servirà a sentirvi capaci, autonomi, e grazie ai vostri spazi, che avrete totalmente poichè abiterete da soli, e da soli vi prenderete cura di voi stessi, riuscirete maggiormente a sentire la voglia di avere qualcuno al vostro fianco. Sarà estremamente importante per voi non sentirvi più figli, bensì individui adulti in grado di farcela in ogni circostanza, e distanti da quel ruolo duro che avete dovuto sostenere.

Pertanto, quando incontrerete un partner che vi colpirà particolarmente e che vi ricambia, la prima regola è non scappare! E non incolpate l’altro per il vostro malessere, perchè non dipende dalla persona che avete accanto, ma dalla vostra paura di vicinanza.
Sentite noia e insofferenza? Fa parte del vostro malessere, quindi piantate bene i piedi per terra, respirate profondamente, e costringetevi a rimanere a tutti i costi, cercando di vedere con un altro occhio più benevolo quello che sta succedendo realmente attorno a voi. Imparate a guardare ai gesti di chi vi vuol bene, come a qualcosa di buono, positivo. Ditevi più volte che quel messaggio, quella carezza, quell’attenzione, è fatta a fin di bene, e non merita la vostra porta sbattuta e poi riaperta. Ditevelo che questo modo di fare fa molto male a chi lo riceve. Diventatene lentamente consapevoli.
Più sentite paura, soffocamento, malessere, voglia di scappare, più dovete restare. Almeno all’inizio sarà così, finchè non vi abituerete, e sentirete il panico scemare.
Tutte le volte che non avete voglia di farvi sentire, ricordate quanto vi è mancata quella persona quando non eravate in contatto. Fatevi vivo anche se pensate che sia una noia e una limitazione al vostro tempo libero. Pian piano per voi questo gesto diventerà una dolce abitudine che vi regalerà ossiegno.
Tutti noi siamo fatti per amare. Nasciamo per questo! Quindi la vera aria, la troverete quando accantonerete la paura di amare.
In realtà è la paura quella che soffoca, che limita, che opprime il petto. Non l’amore in sè. Rifletteteci, e datevi più possibilità per vivere la felicità e la gioia che solo un amore positivo e ricambiato può dare.

Tutte le volte che il mare dell’amore vi fa paura, non congelatelo con la vostra freddezza che usate per scappare, bensì chiudete gli occhi, tappatevi il naso, ed immergetevi fra i suoi flutti. Una momentanea apnea, è fondamentale per riuscire ad aprire gli occhi su quel fondale marino magnifico che è l’Amore.

-Patrizia Perotti-

22 thoughts on “QUANDO L’AMORE FA PAURA

  1. Sono confusa… In parte mi riconosco nel profilo della philofobica ma è talmente tanto che non ho una relazione, talmente tanto che vengo rifiutata da chiunque io provi ad avvicinare che penso che potrei sbagliarmi…
    Ho una buona psicoterapeuta per fortuna

    1. Gentile Patrizia,
      Ho letto con molto interesse il suo articolo e la ringrazio per averlo postato.
      In un commento lei afferma che la philofobia non si protrae molto a lungo: in che senso? Che la relazione non dura perchè ci pensa uno dei due ad interromperla?
      Mi ritrovo ad avere a che fare ormai da anni con una persona philofobica e, come scrive giustamente lei nell’articolo, é impossibile cambiarla a meno che non lo voglia lei. Purtroppo peró è troppo presuntuosa per riconoscere di avere dei “difetti” e porsi il problema di ferire un altro.
      Io invece, da parte mia, riconosco di non avere il coraggio di lasciare andare.

      Grazie per l’attenzione e buona giornata

      1. Cara Annina, quando dico che la philofobia non si protrae a lungo, intendo dire che chi ne soffre, se ne rende presto conto. Magari grazie all’aiuto di qualcuno che glielo fa notare, ma spesso questa consapevolezza arriva anche da sola. Se da anni stai con un uomo che dice di avere questo genere di problema, o comunque non ha mai provato a mettersi in discussione, vuol dire che il suo unico problema è che non vuole stare davvero con te. Si tratta di persone che giocano col prossimo, non certo di persone che soffrono per una fobia che li ha segnati. Se vuoi bene a te stessa, fai di tutto per staccarti da questa persona, o finirai tu per ammalare la tua autostima e la tua salute mentale. Spero sceglierai per la tua vera felicità, che un uomo del genere non può darti. Un abbraccio.

  2. Selena fai attenzione, perchè la philofobia non si protrae molto a lungo, quindi temo che il problema del tuo compagno sia un altro purtroppo.

  3. Mi sono scese due lacrime. Mi riconosco nella persona che avuto problemi d’infanzia e che è la stessa che scappa a gambe levate per paura di soffrire. O per lo meno era così fino a poco tempo fa. Ho lavorato tanto su me stessa ultimamente e sono rimasta ogni volta che la mia testa mi diceva “scappa!”. Da lì ho respirato, ogni giorno sempre di più. Mi svegliavo felice, mi addormentavo felice. Poi però altre situazioni, quali la distanza oltreoceano, nonostante il sentirsi tutti i giorni e supportarli a vicenda sempre, mi hanno portata a capire che siamo diversi. Ed è giusto così. Io vedo la distanza come un’opportunità e una sfida da superare insieme, lui la vede semplicemente come un ostacolo insormontabile. Ma, da giovane donna dinamica ed indipendente, ho scelto me prima di lui. Mi mancherà.

  4. Ciao! viivo una relazione da quasi due anni e improvvisamente vivo degli attacchi di ansia e panico quando penso alla persona con la quale sto. Quando non c’è mi manca, quando la vedo mi sale l’ansia. Anche se questa persona è al massimo accomodante, mi lascia i miei spazi e cerca di comprendermi, io mi ritrovo davvero nella posizione autosabotante di me stessa e della relazione. Sto andando anche in psicoterapia ma serve davvero a poco.
    Come faccio a capire se il problema è mio, delle mie paure, esperienze del passato, rapporto con mio padre (malato da quando ero adolescente) oppure se questa storia per me è finita e manca il sentimento?
    A volte ho tanta voglia di stare insieme, vederci, vivermi la storia, mentre altre mi sembra un nemico dal quale scappare. E’ un incubo! Sono piena di paure.
    Ho tanti pensieri che mi affollano la mente e non riesco a saltarci fuori . Ho paura di perdere questa persona e che si stanchi, ma allo stesso momento non riesco a viverla serenamente.
    grazie!

    1. Carissima, ascolta i tuoi timori. A volte incontriamo brave persone che però non sono per noi. Puoi stare con quest’uomo, ma non sottovalutare la tua voce interiore. Un abbraccio!

  5. Complimenti al contenuto molto importante, significativo e reale della nostra vita. Per quanto mi abbia rattristato per problemi di carenza di affetto nella mia infanzia, mi ha anche dato un po’ di coraggio ad andare avanti con la mia vita da single adulto. Non ho mai letto niente di piu’ vero ed umano di quello che Lei ha scritto e che io sto vivendo da diversi mesi ormai, Lei mi ha fatto toccare con mano la realta’ e verita’ sia della vita che dell’essere umano. Complimenti di nuovo all’articolo. Antonio Cristino

    1. Grazie di cuore Antonio. Spero veramente che tu possa superare questo momento, e che tu possa trovare la serenità giusta e adatta alla tua anima.

  6. INCCREDIBILE . Mi complimento . Non so se questo profilo sei tu o no, ma ad ogni modo se riuscite a descrivere tutto alla perfezione . Praticamente è la mia vita, momento per momento, causa per causa, conseguenze e comportamenti annessi.
    Sono veramente incredulo di averletto una cosa cosi chiara e precisa . Brava . Lo stampo e lo porto dallo psicologo perchè è illuminante .

  7. Salve, frequento da mesi una ragazza adolescente che è come ha descritto lei (io ho 21 anni). Lei stessa ha riconosciuto il problema e me ne ha parlato, e quando io mi sono riavvicinato a lei, è successo di nuovo ossia ha avuto paura e ansia. Come comportarsi in questi casi? Quando ho incominciato a darle tante attenzioni si è tirata indietro. Consiglia di fare il suo “gioco”? cioè di farle sentire la mia mancanza non scrivendole?

  8. Ciao Emanuele. No, non devi usare alcuna tattica, né stare al suo gioco o allontanarti. Questa ragazza ha bisogno di un serio supporto terapico. Tu da solo purtroppo non puoi aiutarla. Tanti auguri per tutto.

  9. La prima parte, nella descrizione del soggetto ho trovato molte cose interessanti
    Purtroppo continuando a leggere mi sono sentito toccato causa delle parole poco carine
    Nel complesso l articolo è ben strutturato e mi è piaciuto
    Ma mi spiace non aver trovato, da parte di chi ha scritto questo testo, la sensibilitá necessaria a comunicare con le persone che si rispecchiano in questo profilo.
    Grazie.

  10. Mi ritrovo perfettamente in questo profilo, purtroppo e sono totalmente rapita dalla mia passione per la ricerca; tuttavia vedo il mio compagno soffrire silenziosamente e alcune volte piangere di nascosto. Lui é bipolare, io solo adesso ho compreso la mia situazione (preesistente rispetto al nostro fidanzamento). Mi sono affacciata più volte da psicologi, psicoterapeuti e anche psichiatri, ma adesso ne ho perso i contatti da un po’. Assumo due antidepressivi diversi al giorno, ma mi sento molto triste, anche per situazioni collaterali riguardanti l’instabilitá occupazionale di entrambi e la conseguente impossibilità di uscire dal contesto familiare. Potrebbe darmi qualche consiglio?
    La ringrazio comunque, articolo utilissimo!

    1. Paola, trattare la depressione così su due piedi è impossibile, ma posso darti spunto per riflettere. Assumere psicofarmaci non fa che spegnere l’interruttore dei nostri disagi, mentre questi ultimi cercano di avvisarci che la strada che stiamo seguendo non è nostra. Una relazione sentimentale, un lavoro, un corso di studi, a volte non sono davvero quello di cui necessitiamo. Ci sono volte in cui viviamo una vita seguendo le aspettative genitoriali o della società. È qui che la nostra anima si ammala. Se sei triste, evidentemente stai sprecando la tua vita dietro qualcosa che non ti appartiene. Devi mettere a fuoco cosa. È questo il punto da affrontare con uno psicoterapeuta. Auguri per tutto.

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