Il bimbo che c’è in te

“Il bimbo che c’è in te”

Voglio tornar bambina ancora per un giorno.
Tenere il mio orsacchiotto tra le mani.
Chiudere gli occhi sapendo che se non è andata bene oggi, ci sarà sempre un domani.
Avere ancora le sue mani che mi accarezzano i capelli,
i suoi baci teneri sulla fronte, e i racconti di fiabe, tra mari fantastici e coralli.
Saper che l’unico mostro è quello del racconto,
che nessuno mi ha ancora mai deluso, che la vita non mi ha ancora presentato il conto.
Correre spensierata col vento in faccia,
e ridere, piangere, urlare a squarciagola saltando felice tra le loro braccia.
Vorrei che qualcuno ci pensasse al posto mio,
che ci fosse ancora qualcuno che con amore mi dicesse “Tranquilla tesoro, ci penso io.”
Ma se apro gli occhi è tutto andato via,
tutto è passato velocemente, lasciando la sua scia.
Se tiro le somme lo ammetto,
nulla di quel che speravo è andato al posto suo in modo perfetto.
Eppure so che una cosa è rimasta ancora,
e non andrà via finché non sarò io a darle l’ultima aurora.
È quella bimba che dorme ancora dentro al mio petto,
che se la sveglio mi sorride e chiede affetto.
Quella bambina non mi ha mai abbandonata,
e non importa se nel tempo è stata maltrattata. Ognuno in sé ha un bimbo, quel bimbo che è già stato,
e anche se cresce non deve rimanere nel passato.
Fallo giocare, amalo, fallo gioire.
Lui è l’unica cosa pura di te che non deve mai morire

-Patrizia Perotti-

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