I 6 miti da sfatare che Facebook ci ha inculcato

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E’ inutile negarlo: Facebook ci ha cambiato la vita. Per certi versi in meglio, e per altri in peggio. Un dato di fatto è che ormai paliamo tutti per aforismi. Li abbiamo addirittura imparati a memoria, e li viviamo come Vangelo, poichè le pagine Facebook, anche le migliori, non fanno che copiare e ricopiare versi estrapolati da libri e opere di scrittori e personaggi, riproponendoli a ritornello continuo.
Quello di cui non ci rendiamo conto, è che ai gestori delle pagine Facebook, interessa solo il numero maggiore di like, a loro importa che la pagina abbia successo rispetto alle altre, pertanto vanno spesso a scopiazzare i post che hanno ottenuto più like in altre pagine che sono più avanti di loro. E altresì non ci rendiamo conto che, a furia di leggere sempre le stesse medesime cose, le assorbiamo inevitabilmente.

Per questo oggi prendiamo in esame 6 miti che sarebbe meglio sfatare, che Facebook ci ha inculcato, più che proposto.
Dovremmo stare attenti all’influenza che post sempre uguali possono esercitare sulle nostre scelte. Svegliamoci! Questa è la nostra vita! E nessuna cosa che viviamo, nessuna relazione che ci accade, può essere uguale ad un’altra. Quindi è necessario sempre saper discernere.
Un post su Facebook, per quanto successo possa aver fatto, può solo darci spunti per riflettere, non certo dirci in assoluto quello che è giusto o no.

Andiamo quindi a riflettere insieme su questi 6 miti di Facebook:

1) Nessuno ci fa del male, siamo noi che lo permettiamo.

2) Se qualcuno non ti cerca è perchè non gliene importa nulla di te.

3) Dobbiamo abituarci all’idea di essere schifosamente sostituibili.

4) La vera libertà è riuscire a stare da soli.

5) Io sono il risultato di quello che mi è stato fatto e di come sono stato trattato.

6) Sorridete sempre, anche quando tutto va male.

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1) “Nessuno ci fa del male. Siamo noi che lo permettiamo.”

Siamo passati da un’epoca in cui andava di moda dare sempre la colpa agli altri, ad un’epoca in cui la colpa di ogni cosa che accade è nostra. No! Gli estremismi non hanno mai ragione.
Non è assolutamente vero infatti che nessuno ci fa del male, altrochè! Purtroppo in questo mondo c’è molta cattiveria, forse più di quanta se ne possa immaginare, a volte anche in soggetti che in apparenza sembrano brave pesone.
Se qualcuno ci fa del male, non è colpa nostra. Esistono relazioni in cui, per vissuti personali e un percorso di vita magari non dei più semplici, non si riesce con facilità a chiudere relazioni, anche con persone che si sono rivelate non buone. Già, “si sono rivelate”! Perchè nessuno instaura un legame affettivo con qualcuno che reputa sbagliato. Le persone, noi per primi, ci riveliamo nel tempo. Lo stesso tempo in cui ci siamo affezionati, innamorati, fidati.
La responsabilità maggiore credo la abbiano le persone che entrano nel cuore degli altri sapendo che non potranno dare quello che l’altro chiede. E’ mancanza di rispetto, noncuranza, superficialità, egocentrismo, menefreghismo, opportunismo. In definitiva, chi agisce così, o è un soggetto patologico, o è cattivo.
Quale persona innamorata può essere padrona dei propri sentimenti verso l’altro, e addirittura colpevolizzare se stessa, se qualcuno le fa del male? Non chiediamo ad un asino di arrampicarsi su un albero!
C’è semplicemente da riconoscere che le persone malvagie esistono, e se ci fanno del male la vita ci ha posto davanti un nuovo insegnamento che ci sta costando molto caro, ma che ci formerà in quello che siamo destinati ad essere.
Bisogna avere la certezza che dalle brutte storie, ognuno con i propri personali tempi, se ne esce sempre. Se qualcuno ci ha buttati in un fosso, risalire non è facile, ma mai impossibile. Dopo una caduta non siamo più gli stessi. Siamo indeboliti inizialmente, ma poi siamo più forti, non possiamo negarlo.
Colpevolizzarci perchè amiamo qualcuno che non fa per noi, non fa che accrescere il nostro senso di frustrazione e impotenza.
Accettare invece che chi abbiamo di fronte ci sta facendo del male, e che per il nostro bene è giusto che ci adoperiamo per liberarcene, può essere costruttivo. E’ sicuramente una scelta questa che non basa la sua riuscita sulle colpe di questo o di quell’altro, bensì sul fatto che meritiamo di stare bene e di dare gioia alla nostra vita. Senza fretta.

2) “Se qualcuno non ti cerca, è perchè non gliene importa nulla di te”.

Molto spesso è veramente così, è la risposta più semplice che ci possiamo dare quando qualcuno che ci sta a cuore scompare nel nulla. Ma non è assolutamente l’unica risposta vera.
Esistono infatti miliardi di motivi, che probabilmente non sapremo mai, che spingono qualcuno a non cercarci.
Dirci che ad una persona non importa nulla di noi, è consolante? Assolutamente no! Anzi, è un pensiero frustrante che può minacciare la nostra autostima, oltre che far nascere dentro di noi una rabbia ostile e poco costruttiva.
In realtà dovremmo sempre pensare che noi siamo magnifici così e come siamo. E se qualcuno non si interessa a noi, non è colpa nostra, nè di quella persona, che piuttosto avrà i suoi personali motivi per non avere una qualche relazione in quel momento di vita con noi.
Che ci crediate o no, a volte le persone non si fanno sentire, perchè rimangono interiormente positivamente “sconvolte” dal vostro modo di essere, forse non comune a tanti altri, forse più impegnativo di altri. Quando qualcosa vi preoccupa e non sapete come gestirla, che fate? Prendete le distanze, e vi trovate in difficoltà; non sapete che fare e vi bloccate. La stessa cosa può accadere alle persone con cui avete a che fare.
Altri motivi della mancanza di contatto possono chiaramente essere meno lusinghieri, ma non vi riguardano, e cioè parliamo di gente maleducata, orgogliosa, irrispettosa, superficiale, che non vi vede veramente e non vi da la giusta importanza. In tal caso, credete di aver perso qualcosa? E’ sempre un loro problema, non vostro.
Come anche può essere timidezza, paura del rifiuto anche quando credete di essere stati aperti, o l’aver capito che non state cercando la stessa cosa, o a volte anche timore di essere invadenti.
Dirci che non siamo abbastanza per qualcuno, non ci farà stare bene, come anche non potremo insegnare l’educazione a certa gente, nè obbligarli a cercarci.
Ma sicuramente è meglio dirsi sempre la verità: “Se qualcuno non ti cerca, avrà i suoi motivi che non conosceremo veramente mai, e quindi mettiamoci un punto.”

3) Dobbiamo abituarci all’idea di essere schifosamente sostituibili.

Questa frase può essere applicata solo se avete avuto a che fare con un narcisista patologico o con un manipolatore affettivo (parleremo presto in un altro articolo di queste due figure). Oppure solo se avete abboccato all’amo di individui che palesemente volevano approfittarsi di voi, e avete pensato che le briciole che vi porgevano (complimenti e fiori virtuali in chat) erano sufficienti. Purtroppo la virtualità rende tutto più semplice, soprattutto i corteggiamenti fasulli.
In tutti gli altri casi, però, è assolutamente impossibile che le persone che ci hanno amato, ci sostituiscano in un batter di ciglia. Pensate davvero che i ricordi, le particolarità che avete voi e solo voi, possano veramente essere dimenticate da chi avete amato? Voi per primi, avete rimosso del tutto quei momenti con un ex, o quella ricorrenza con quell’amore? O l’intensità con quel ragazzo ormai lontano? Mai! Non è possibile.
Lo stesso vale per gli altri con voi. Anche se le storie finiscono, perchè purtroppo è spesso normale che accada, voi rimarrete unici e mai sostituibili. Potranno arrivare altre mille persone dopo di voi, ma ricordate che la vostra impronta nella vita di qualcuno è unica.

4) La vera libertà è riuscire a stare da soli.

La solitudine non sofferta è solo degli illuminati. In realtà nessuno di noi è Osho, e l’essere umano è un “animale sociale” per sua natura, che mai potrà fare veramente a meno dell’amore, tranne chi lo sostituisce con surrogati come sesso fine a se stesso, amicizie, carriera, continui impegni, o con una natura solitaria che però non ha nulla a che vedere col concetto di libertà.
E’ anche vero che avere bisogno della presenza di qualcuno per poter stare bene, non è altro che dipendenza affettiva e non amore, quindi nemmeno in questo caso si potrebbe mai parlare di libertà.
E’ però controproducente pensare che necessariamente bisogna stare soli per riuscire a dire di essere liberi.
La vera libertà è un concetto mentale, uno stile di vita, che non ha molto a che vedere con lo stare in coppia o da soli.
Essere veramente liberi, è per prima cosa aver capito chi siamo realmente, e riuscire a rispettare la nostra VERA natura, nonostante forse non combaci con gli status sociali o che vanno di moda.
Si è liberi quando non ci serve l’approvazione degli altri per sapere chi siamo e quanto valiamo.
Siamo liberi quando il manifestare sentimenti, o quello che portiamo dentro, non è mai un problema.
Abbracciamo la libertà vera, quando l’ego e l’apparenza sono lontani dalle nostre vite.
Se poi sappiamo vivere serenamente e con accettazione la nostra solitudine, tanto di guadagnato. Ma non è un traguardo obbligatorio per tutti. Si sta bene e in armonia anche e soprattutto con qualcuno accanto.
La solitudine che si protrae per troppo tempo in realtà non ci dona libertà, ma ci arugginisce, ci indurisce, ci fa dimenticare la dolcezza.

5) Io sono il risultato di quello che mi è stato fatto e di come sono stato trattato.

Qui ci troviamo di fronte alla sterile vecchia dottrina del vittimismo che ci rende dei poverelli sfortunati di fronte ai soprusi di questo mondo cattivo.
Se è vero che la gente a volte è realmente cattiva e ci fa del male (vedi punto 1), è anche vero che il modo in cui reagiamo o prendiamo quanto ci viene fatto, fa la differenza.
Cristallinizzarci su un torto subito, su un trauma che non elaboriamo, non fa che rendere fisse e immobili le acque della nostra esistenza.
Ma la vita è un fiume che scorre. Mai uguale ogni istante di ogni giorno. Noi siamo nuovi ogni giorno! Il nostro passato ci ha insegnato, anche facendoci del male. Eppure è così che abbiamo imparato a camminare. Cadendo, sbucciandoci un ginocchio. Poi ci siamo alzati, e abbiamo ripreso il nostro cammino.
E’ con questa visione che dovremmo guardare gli eventi della vita: con gli occhi di un bambino. Mai stanco di rialzarsi, mai stanco di imparare, mai stanco di stupirsi.
Incupirci, chiuderci a riccio, rimuginare sempre sugli stessi torti o su un passato che ci ha ferito, non fa che dare ossigeno inutile a cose morte. Il passato è passato, lo dice la parola stessa.
Quindi lasciate che le cose vadano, perdonate e non permettete mai ad eventi o persone, di cambiarvi in individui negativi o in vittime. Sareste voi gli unici a non uscirne più, e lo fareste unicamente pe mano vostra.

6)  Sorridete sempre, anche quando tutto va male.

La causa maggiore dell’infelicità, è la mancanza di onestà verso se stessi.
Tutte le volte in cui non diciamo a noi stessi la verità, su una questione, su una persona, sul nostro stesso carattere o sulla nostra vita, non facciamo altro che mentire.
Se le cose nella nostra vita non vanno per nulla bene, è giusto comunque mantenere positività e speranza, ma sorridere in continuazione come se avessimo delle maschere sul viso, è impossibile oltre che una forzatura verso la nostra anima.
E’ costruttivo piuttosto prendere atto di ciò che non va bene nella nostra vita, e se è possibile, attivarci per cambiare la situazione per come possiamo. A volte piangere, sentirsi tristi, non sorridere a tutti i costi, sono comportamenti che anzi ci portano in minor tempo a contatto con quello che non và, obbligandoci a guardare in faccia il problema e a non sottovalutarlo.
Sorridere sempre a tutto e a tutti, ogni giorno, è assolutamente una utopia. E’ un comportamento innaturale che spesso viene confuso col concetto della gioia di vivere, che dovrebbe esistere in ognuno di noi a prescindere da tutto, ma che non impone sorrisi forzati, bensì consiste nel conservare anche di fronte alle avversità, quella gioia e quella speranza verso la vita e noi stessi, che ci consentono di rialzarci e riprendere il nostro cammino.
Imparare ad essere autentici, questo si che ci fa stare bene!
Piangere sempre o sorridere sempre, sono estremi che non vanno mai coltivati, ma entrambi sono indispensabili nel corso della vita, e sovente si alternano. E’ così che và.

Cercare su Facebook il nuovo, che ci apra la mente e ci porti spunti di riflessione non soliti, non è un’impresa facile.
Quel che conta almeno è non essere ipnotizzati da questo sistema in realtà così potente, da poter influenzare le nostre vite. Ci è sempre dato di poter riflettere con la nostra testa. Non dimentichiamolo mai.

-Patrizia Perotti-

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